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A Petralia Soprana con il progetto I Art l’arte contemporanea incontra l’organza e l’uncinetto delle donne delle Madonie

Finanziato dall’Unione europea, il progetto I Art mette insieme le grandi tradizioni e l’arte contemporanea. L’esperienza di Albulena Borovci, giovane artista e costumista del Kosovo che a Petralia Soprana, si è cimentata con la grande tradizione tessile delle donne delle Madonie

La Sicilia dai mille volti riscopre una grande tradizione legata alla manualità artistica delle donne delle Madonie. A Petralia Soprana, in uno dei borghi più belli d’Italia, nel cuore di una catena montuosa tra boschi, macchia mediterranea, distese di grano, pascoli e frutteti, paradiso di paesaggi mozzafiato dove vede la luce il fiume Salso va in scena il progetto I Art, ideato e diretto dall’associazione I Word. Il progetto, finanziato dall’Unione europea, punta a coinvolgere artisti di tutte le discipline reinterpretando l’universo identitario e le tradizioni attraverso l’arte contemporanea.

L’iniziativa ha coinvolto 30 giovani italiani e stranieri impegnati in 29 Comuni dell’Isola. Uno di questi Comuni, come già accennato, è Petralia Soprana. Qui si è cimentata l’artista Albulena Borovci che ha trascorso un mese nella cittadina delle Madonie alla scoperta di un’antica arte tessile padroneggiata dalle donne di questi luoghi.  

Albulena Borovci, artista e costumista arrivata dal Kosovo, ha presentato l’opera che ha realizzato durante la sua permanenza a Petralia Soprana prendendo spunto dalle tradizioni tessili madonite. L’artista si è cimentata con un abito da sposa con velo in tessuto di organza sul quale ha ricamato dei petali di rosa con la tecnica simile a quella del “punto ombra” utilizzato in tempi passati dalle mamme di Petralia Soprana per la realizzazione del corredo alle figlie.

“La creazione originale di Albulena Borovci – raccontano al Comune di Petralia Soprana – è nata nel laboratorio che l’artista ha creato coinvolgendo alcune anziane del paese per scoprire le tecniche utilizzate per il ricamo, per i lavori a uncinetto e altro”. Il tutto studiato rivisitato in prospettiva moderna. L’artista  ventisettenne, che ha già un lungo curriculum di collaborazioni con teatri e registi come costumista, è rimasta affascinata dai lavori delle nonne di Petralia Soprana che, in alcuni casi, per la loro bellezza, li ha accostati agli stucchi delle chiese.

A incuriosire, in particolare, la giovane artista sono state le realizzazioni sull’organza che sperimenterà nell’ambito della sua attività di costumista. Albulena Borovci, nel suo saluto, ha evidenziato la sua contentezza per aver scoperto Petralia Soprana e la gente del paese, le bellezze architettoniche e l’accoglienza ricevuta. Al saluto che si è tenuto nel giardino del Circolo di Cultura, oltre ai giovani e alle signore che hanno collaborato con l’artista, era presente l’assessore Rosario Lodico che ha sottolineato l’importanza di questi scambi culturali non solo nell’ottica della promozione turistica di Petralia Soprana, ma anche come crescita sociale.

Insomma, nonostante le tante questioni irrisolte dell’Unione europea, a cominciare dalla crisi economica e, soprattutto, nonostante i problemi che in questi giorni travagliano molti dei paesi delle Madonie – rimasti in buona parte quasi isolato dopo il crollo del viadotto “Imera”, lungo l’autostrada Palermo-Catania – in questi luoghi arroccati sull’affascinante catena montuosa che costeggia la parte nord occidentale della Sicilia non ci si dà per vinti. E si cerca di cogliere e valorizzare il buono che arriva da un’Europa in verità un po’ avara. Anche se, questa volta, questo progetto culturale che mette insieme giovani artisti europei e tradizioni culturali sembra veramente indovinato.   

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