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Capaci ricorda la strage con la proiezione del film “La Trattativa” di Sabina Guzzanti

In alternativa alla solita retorica di Stato, il Movimento 5 Stelle, per ricordare la strage di Capaci, propone, la sera di venerdì 22 maggio, la proiezione, nella piazza della Matrice, del film “La Trattativa” di Sabina Guzzanti (che sarà presente alla serata) 

Finalmente un modo intelligente e originale per ricordare la strage di Capaci. In alternativa alla solita retorica e alle solite passerelle di rappresentanti dello Stato italiano che si esibiscono nelle solite commemorazioni, i grillini propongono, alla fine, una possibile spiegazione della strage in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e alcuni uomini della scorta. Venerdì 22 maggio – il giorno che precede l’anniversario della strage – nella piazza Matrice di Capaci, alle 21,30, verrà proiettato il film “La Trattativa” di Sabina Guzzanti, che sarà presente all’iniziativa. La serata è stata organizzata dal Movimento 5 Stelle, dal meetup Cinquestelle di Capaci e dal comitato per “Pizzo Muletta ecoparco di Capaci, per non dimenticare”.

La pellicola, presentata il 3 settembre 2014 in Italia alla 71ª Mostra di Venezia come film fuori concorso, è stata distribuita a partire dal 2 ottobre 2014, ma è stata tolta dalle sale appena 10 giorni dopo l’uscita. Troppo ‘indigesta’ per un’Italia dove si sta celebrando il processo sulla trattativa tra Stato e mafia?

falcone e borsellino“La proiezione di Capaci – si legge in un comunicato del Movimento 5 Stelle – si inquadra in un ampio cartellone di proiezioni in giro per l’Italia, cui è stato dato il nome “#latrattativacontinua”, organizzato dalla società civile e che ha trovato soprattutto nel Movimento 5 Stelle un grande sostenitore. Il Movimento ha, infatti, organizzato una proiezione del film alla Camera dei deputati il 16 novembre scorso per dare risalto all’importanza di quest’opera che è stata ‘insabbiata’  perché, come afferma la stessa Guzzanti, racconta qualcosa che la vecchia classe dirigente ci vuole nascondere: svela i gravi errori a favore della mafia commessi da chi oggi si ritrova incredibilmente ai vertici delle istituzioni”.

La notte della vigilia della strage di Capaci è stata scelta per motivi simbolici e per far sì che i cittadini di Capaci, l’indomani, nel partecipare alle commemorazioni, "troppo spesso intrise di vuota retorica, abbiano delle informazioni utili a decodificare e comprendere quanto 23 anni prima abbia effettivamente portato alla strage di Capaci".
Il film parla della trattativa tra lo Stato e la mafia e della serie di stragi che andarono in scena in quegli anni. Come quelle che costarono la vita a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e agli uomini e alle donne delle scorte. Quindi delle successive, efferate stragi di Firenze, Roma, Milano in cui, oltre alle persone, la mafia attentò al patrimonio artistico, come strumento per mandare messaggi allo Stato.

“Mi auguro –  afferma la deputata M5S alla Camera Claudia Mannino, tra gli quirinaleorganizzatori dell’evento – che i cittadini di Capaci, Isola delle Femmine, Torretta e Comuni limitrofi vengano numerosi a vedere questo film. E’ molto più importante che partecipare, a volte, a stanche e retoriche commemorazioni del giorno dopo. Speriamo di avere a questo evento una platea di cittadini desiderosi di consapevolezza sui fatti che portarono alla stagione stragista, ma soprattutto desiderosi di reale cambiamento”.

“Non vedere questo film – continua la Mannino – è chiudere gli occhi, è non guardare in faccia il dramma in cui ci troviamo, non riconoscere la profonda crisi morale e materiale che stiamo attraversando. Per avere una minima conferma dell’attualità di ciò si pensi solo ad esempio agli scandali di Expo, Mose, Mafia Capitale  che sono solo la più recente punta dell’iceberg”.

Il film racconta alcuni episodi della storia italiana dai primi anni Novanta in poi, il periodo in cui si snoda la trattativa tra Stato e mafia. Nella ricostruzione di quegli anni sfilano mafiosi, massoni, agenti dei servizi segreti più o meno deviati, magistrati, esponenti del mondo politico, vittime della mafia e anche persone per bene (non sempre le vittime della mafia sono persone per bene). Il film, oltre a fornire un’interessante chiave di lettura degli eventi di quegli anni, pone una serie di interrogativi: cosa si intende per trattativa tra Stato e mafia? Che cosa ebbe in cambio la mafia dopo che cessarono le stragi? E naturalmente le domande centrali: chi sono i responsabili degli assassinii di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?

Come già ricordato, il film è stato posto fuori dai circuiti commerciali. Ma sono in tanti, oggi, in Italia, a voler vedere la ricostruzione cinematografica che di quegli anni ha fatto Sabina Guzzanti. Scuole, associazioni e singoli cittadini, in tutto il nostro Paese, chiedono di vedere questo film. “Vedere #LaTrattativa in Parlamento – ha scritto Sabina Guzzanti su Facebook – ha scatenato tante energie, tanta commozione”. 

Come già ricordato, grazie ai grillini il film è stato proiettato in Parlamento. Insomma, grazie alla rete, “La Trattativa” è oggi un film molto conosciuto e richiesto. L’ennesima dimostrazione che il potere non riesce a controllare il mondo di internet.

“Nel dibattito – scrive sempre Sabina Guzzanti – sono andata a braccio e mi hanno detto: ‘Se gli italiani vedessero questo film, comincerebbero ad aprire gli occhi. Capirebbero chi sono i nostri veri nemici’. Per questo raccolgo con entusiasmo le vostre tante richieste di riportare il film nelle sale. Sarà molto difficile, ma non possiamo lasciare il nostro Paese a chi lo sta distruggendo”.

Il risultato è che tanta gente chiede di vedere il film. “La Trattativa – dice Sabina Guzzanti in un articolo pubblicato sul Fatto quotidiano – arriva in tutte le scuole grazie all’impegno dei militanti 5 stelle e di molte altre associazioni. Tra loro ci sono le agende rosse, gli spazi occupati e cittadini, che si muovono organizzandosi semplicemente sui social network, rilanciando l’iniziativa con alcuni slogan. Da ‘a Natale facciamoci un bel regalo, cambiamo questo paese’, fino a ‘Fuori la mafia dallo Stato la trattativa deve continuare solo al cinema”. 

Il film verrà proiettato in alcune città italiane come Torino e Milano. Ma si sta lavorando anche per proiettarlo a Roma, a Catania, a Palermo, a Bari, a Bologna, a Firenze, a Napoli e a Cagliari.

 

 

 

 

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