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L’attesa porta la Sicilia profonda a New York

Il film di Piero Messina al Sunshine Cinema fino al 12 maggio

l'attesa
Arriva nelle sale americane “L'attesa”, di Piero Messina, a lungo assistente di Sorrentino. Un film profondamente drammatico e leggero allo stesso tempo, ambientato in una Sicilia profonda e cupa dove l'amicizia tra due donne si consolida intorno a un'assenza

Da circa una settimana è arrivato nelle sale americane il film L’attesa di Piero Messina ed è già un successo di pubblico e di critica, come del resto è stato in Italia. Messina, classe 1981, è stato a lungo l’assistente di Sorrentino, per poi debuttare alla regia con questo raffinato lungometraggio che ha anche partecipato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia.

Si tratta di un film profondamente drammatico e leggero allo stesso tempo, raccontato con una delicatezza rara. Un film che ha molto a che fare con le origini del regista. È, infatti, ambientato in una Sicilia inedita e sconosciuta ai più. Non è l’isola luminosa tutta mare, limoni e fichi d’india delle pubblicità patinate di Dolce & Gabbana, è piuttosto una Sicilia dell’entroterra, profonda, nel vero senso della parola, cupa, ambigua e ambivalente. La sceneggiatura si basa su un dramma di Pirandello, La vita che ti diedi, che descrive un amore materno così forte da potersi nutrire esclusivamente del ricordo. Ed è proprio di ricordi che si nutre Anna, la madre interpretata da Juliette Binoche. Anna ha modo di rivivere il figlio Giuseppe attraverso uno sguardo per lei inedito, quello di Jeanne, la sua fidanzatina, appena arrivata da Parigi. Jeanne arriva in Sicilia nel pieno di un lutto e non immagina ciò che allo spettatore è da subito evidente. Quella che racconta Messina è un’attesa che ha un che di mistico e non a caso avviene nel periodo pasquale con Waiting for a miracle di Leonard Cohen come colonna sonora. Non avverrà alcun miracolo, ma vedremo consolidarsi la complicità di due donne, altrimenti disperate, unite dall’amore per una persona che non c’è e da un sentimento di alienazione. Non è un caso che le protagoniste siano entrambe straniere e che nella loro lingua si intendano.

È una storia struggente, un dramma delicato, raccontato con immagini che parlano da sole. Immagini come quadri, estremamente descrittive e profondamente drammatiche. Immagini come poesie. Una tra tutte, la prima inquadratura della bella villa abitata da Anna, in cui un materassino rosa, testimonianza di un tempo non troppo lontano in cui ancora il divertimento era pensabile, aleggia mosso dal vento, restituendo un senso di vuoto e di disperazione.

Per chi fosse a New York, L’attesa (The Wait) è visibile al Sunshine Cinema, con sottotitoli in inglese. È un’esperienza davvero singolare vedere a New York un film italiano, recitato principalmente in francese e sottotitolato in inglese.

Guarda il trailer de L’attesa:

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