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Da Chicago ai ranch texani, il folk stregato dei Cross Record

Partner nella musica e nella vita, a inizio anno hanno pubblicato Wabi-Sabi e ora arrivano in Italia

cross record
Torna in Europa il duo che, dopo il trasferimento nell’amena Dripping Spring, a ovest della periferia di Austin, ha dato una svolta folk al pop dai toni dark degli esordi. Il 18 giugno saranno di spalla agli Shearwater a Marina di Ravenna e poi suoneranno ad Avellino domenica 19

I Cross Record tornano in Europa e arrivano per la prima volta in Italia per due date, sulla spiaggia dell’Hana-Bi di Marina di Ravenna sabato 18 giugno, di spalla alla storica formazione folk-rock degli Shearwater di Jonathan Meiburg e poi ad Avellino domenica 19 giugno (tutte le date del tour disponibili sul sito ufficiale).

Per Emily Cross, voce, autrice e fondatrice del progetto che non a caso prende il nome dal suo cognome, l’Europa ha sempre occupato una parte importante del suo cuore. Nata in Midwest, cresciuta in Florida, dopo il liceo si iscrive alla School of the Art Institute of Chicago. Uno scambio accademico gli dà la possibilità di trascorrere circa un anno della sua vita universitaria in Irlanda e la svolta arriva proprio grazie a questa opportunità di studio all’estero. Chicago è una città molto vivace musicalmente, ma solo a Dublino Emily, ispirata dalle bellezze del luogo e dal fascino immutato delle sue strade, si scopre cantautrice. La sua voce rievoca sogni e incubi delle ballad notturne di Mazzy Star, Cocteau Twins e della Cat Power degli albori. Gli arrangiamenti hanno una matrice folk, con una chiara propensione sperimentale, tra avanguardia e minimalismo noise.

Al suo ritorno in Illinois, nel 2011, si laurea e decide di fondare il progetto Cross Record che inizialmente nasce come una one-woman-band. Inizia a farsi strada in piccoli bar e space di Chicago dove la sua voce riesce a ipnotizzare anche gli avventori più casuali. In una di queste serate conosce l’uomo della sua vita, il navigato musicista e tecnico del suono Dan Duszynski (già attivo in Gold Motel ed Any Kind)

Affianco a lui nel 2012 finalmente Emily decide di registrare il suo disco d’esordio. Be Good vede la luce nello stesso anno, con distribuzione Lay Flat. Il disco ha ottimi riscontri sui blog che contano e gli spettacoli dal vivo, sempre intriganti e magnetici, contribuiscono ad accrescere la popolarità dei Cross Record nei circuiti indipendenti nordamericani. Qualche mese dopo la label Ba Da Bing decide di redistribuirlo.  Inizialmente Emily suona con diversi musicisti in base alle dimensioni del club che la ospita e al cachet previsto, ma Cross Record diventa ufficialmente un duo quando i Dirty Projectors, che scelgono Emily come apertura nel tour di Swing Lo Magellan, le chiedono di esibirsi in formazione a duo.

Corre l’anno 2012 e intanto, Emily e Dan decidono di convolare a nozze e di lasciare l’Illinois. A lei Chicago non piace, non le piace il clima e la criminalità dilagante delle periferie dove spesso si è trovata a vivere per risparmiare sui costi dell’affitto. In linea con la loro fascinazione per i luoghi misteriosi e isolati, i due vanno a vivere in un ranch in quel di Dripping Springs, ameno centro texano, 30 miglia a Ovest da Austin.

Qui si prendono il loro tempo per lavorare al primo vero e proprio album scritto a quattro mani. La loro casa diventa anche lo studio di registrazione e la lunga gestazione del disco, senza pressioni discografiche o ambientali, li porta a realizzare un lavoro molto complesso e curato in ogni suo dettaglio. Austin è dietro l’angolo, è una città musicalmente anche più vivace di Chicago, ma Dripping Springs con i suoi tempi lenti e rilassati è il rifugio ideale per completare il secondo LP che vede come guest il percussionista e polistrumentista Thor Harris, membro di Shearwater e Swans. Il titolo dell’album, Wabi-Sabi, si rifà a una visione estetica giapponese, erede della scuola buddhista, che pone al centro dell’esistenza la transitorietà delle cose, la bellezza imperfetta. Il disco mette a fuoco bene questa visione. Le tracce scorrono eteree ed evanescenti in un’atmosfera stregata senza tempo dove il folk accoglie incursioni noise sempre più fioche e arrangiamenti minimali ed eleganti. Torna alla mente PJ Harvey, Marissa Nadler, i momenti più introspettivi dei Beach House, ma ciò che colpisce è il timbro limpido, ammaliante e a tratti decadente di Emily.

L’anima metropolitana dei Cross Record si sposa alla perfezione con i toni da inquietante pastorale texana di Wabi-Sabi. Dopo Dublino, è il Texas a segnare positivamente la carriera artistica di Emily.

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