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Helado Negro, l’anima ecuadoregna del pop elettronico

Robert Carlos Longe ha appena pubblicato il suggestivo "Private Energy"

helado negro
Il nuovo disco di Helado Negro, il songwriter e producer nato in Florida da genitori ecuadoregni e oggi di stanza a Brooklyn, è uscito il 7 ottobre per Asthmatic Kitty Records, la label guidata da Sufjan Stevens e segna la maturità di un artista raffinato e sempre in cerca di stimoli

Non è esattamente un esordiente alle prime armi, Roberto Carlos Longe, polistrumentista, songwriter, sonorizzatore nato nel 1980 in Florida da genitori ecuadoregni. Non ha mai nascosto la sua età, né le sue radici ispaniche, da sempre parte integrante della sua sofisticata proposta musicale. Il trentaseienne, noto come Helado Negro, è tornato dopo due anni di silenzio con un nuovo LP, il nono di una lunga serie di lavori, tutti pubblicati da Asthmatic Kitty Records, la label fondata nel 1999 da una comunità di musicisti di Holland, Michican e guidata dal guru del songwriting Sufjan Stevens insieme al patrigno Lowell Brams. Private Energy è il disco della maturità di un artista raffinato, mai privo di un’ispiratissima vena compositiva, che sembra aver trovato la cosiddetta quadratura del cerchio.

Prima di adottare il moniker Helado Negro, Roberto ha lavorato fin dai primi anni Duemila a numerosi progetti dai nomi più disparati, sempre legati al mondo della sperimentazione elettronica. Con il batterista Matt Crum dà vita ai ROM, poi si fa conoscere dapprima come Epstein e poi come Boom & Birds.

Instancabile, prolifico compositore, produttore e scrittore bilingue riesce ad accogliere nel migliore dei modi vibrazioni sudamericane nelle sue sonorità elettroniche che svariano dall’ambient ai momenti più pop e immediati. Come Epstein realizza quattro album in quattro anni dal 2004 al 2008, come Boom & Birds ne fa uscire uno, poco prima di trasferirsi dal sud della Florida a Brooklyn. Nell’epicentro musicale della Grande Mela degli Anni Zero entra in contatto con la label di Sufjan Stevens che scommette subito sul talento eccentrico, ma rigoroso di Roberto. Prima di esordire come Helado Negro entra in contatto con Guillermo Scott Herren da co-produttore in un paio di lavori, uno dei quali, Everything She Touched Turned Ampexian, uscito su Warp Records del 2009. Nello stesso anno dopo aver lavorato all’album La Llama nei Savath + Savalas, pubblica Awe Owe, il primo disco col suo nuovo acronimo. Nel disco compaiono a vario titolo tutti i collaboratori che hanno segnato il suo percorso musicale fin dai tempi della Florida e i riscontri, almeno nel mondo underground, sono molto buoni.

Il trasferimento a Brooklyn accentua le sue tendenze cantautorali piene di riferimenti alla tradizione musicale latina. Non a caso alterna da sempre testi e titoli in spagnolo e in inglese, abbattendo ogni barriera lessicale, oltre che musicale. Le sue armonie sono sempre complesse e studiate, ma col passare degli anni perfeziona la sua anima più pop.

Il secondo disco uscito nel 2011, Canta Lechuza,  nasce nell’isolamento di una cabin in Connecticut e lo aiuta a far accrescere la popolarità anche negli ambienti musicali più autorevoli. Julianna Barwick lavora con lui all’album Believe You Me, uscito a nome OMBRE, nel 2012. Non c’è un attimo di tregua, perché nel 2013, Roberto trova il tempo di registrare un altro LP, Invisible Life, cui fa seguito pochi mesi dopo il malinconico Double Youth, registrato anche questo in quasi totale isolamento. Grazie a due conoscenze illustri come Laetitia Sadier degli Stereolab e Mikael Jorgensen dei Wilco, riesce a portare la serie di cassette Island Universe Story alla Ordway Concert Hall di St. Paul, Minnesota. Esce così la serie Island Universe Selected Works.

Ma Longe è davvero instancabile. Si prende appena qualche mese tra un mini-tour e un altro, prima di iniziare a lavorare al nono album. Anticipato da brani che inquadrano bene i temi del disco Young, Latin & Proud e It’s My Brown Skin, Private Energy è un’esplosione controllata di sonorità e vibrazioni latinoamericane in una proposta musicale pop molto contemporanea che oscilla tra Dirty Projectors, i nuovi Radiohead e i momenti più sperimentali di Sufjan Stevens. Ma a fare la differenza sono quelle radici ispaniche mai così preponderanti, dal soul d’annata al dub della prima ora, che ammaliano già a primo ascolto.

Sarà difficile fermare la continua ricerca di stimoli di Helado Negro, ma questo disco potrebbe rappresentare il definitivo trampolino di lancio per uno degli artisti più validi del giro di Asthmatic Kitty.

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