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Ready Player One, la fuga di Steven Spielberg nella pop culture degli anni ’80

Ambientato nel 2045, il film del regista di A.I. tratteggia un futuro distopico dove unica via di fuga dalla desolazione della realtà è il mondo virtuale

Una scena dal film "Ready Player One"

L'adattamento del bestseller di Ernest Cline è in grado di intrecciare in perfetto sincretismo generi diversi come la favola, il fantascientifico americano anni '80 e coming-of-age story: protagonsita un orfano di 18 anni che vive in un cupo ghetto dell'Ohio fatto di impalcature e rimorchi impilati. Ma nell'universo virtuale di Oasis, Wade diventa Parzival e può essere quello che vuole. I suoi unici amici sono personaggi anonimi che incontra in questo paradiso di giochi di ruolo

Siamo nel 2045. In un futuro distopico tanto caro al regista di A.I. e de La Guerra dei Mondi, un orfano di 18 anni di nome Wade Watts (interpretato da Mud’s Tye Sheridan) vive in un cupo ghetto dell’Ohio fatto di impalcature e rimorchi impilati.

Arrivato nei cinema a soli tre mesi dall’uscita di The Post, il nuovo lavoro di  Steven Spielberg, Ready Player One, nelle sale dal 28 marzo, sembra un film fatto da un ventenne. L’adattamento cinematografico del bestseller saturo degli anni ’80 di Ernest Cline è in grado di intrecciare e far funzionare in perfetto sincretismo generi diversi tra loro come la favola, il fantascientifico americano anni Ottanta e il coming-of-age story.

Nel film, Wade, come tutti gli altri nella sua condizione, riesce a sfuggire alla desolazione della vita reale immergendosi nell’universo virtuale di Oasis. Lì diventa Parzival, ha i capelli argento e può essere e fare quello che vuole. I suoi unici amici sono personaggi anonimi che incontra in questo paradiso di giochi di ruolo, come Art3mis, l’avatar di  Olivia Cooke. Perché l’esistenza è ancora più eccitante quando puoi scegliere il tuo look, età, sesso, mondo e attività.

Scopriamo presto che Oasis è stato progettato da un certo James Halliday, interpretato nel film dal premio Oscar Mark Rylance. Un giorno, il creatore di questo mondo muore senza eredi, lasciando la sua immensa fortuna alla prima persona che troverà un uovo di Pasqua digitale che ha nascosto da qualche parte. Chi riuscirà a superare una serie di sfide avrà il controllo del suo impero da trilioni di dollari.  Ma Parzival e Art3mis non sono gli unici giocatori alla caccia del graal digitale. Il perfido Nolan Sorrento, Ben Mendelsohn, capo di una società tecnologica rivale, vuole diventare padrone di tutto anche a costo di ridurre in schiavitù le persone dei mondi, reali e virtuali.

Per i primi due terzi, Ready Player One si muove come un ottovolante tra due mondi paralleli, quello di Oasis, con i suoi scenari color caramello, e quello reale. Inizia così per lo spettatore un viaggio straordinario nel mondo dei videogiochi e nella cultura nerd degli anni ’80 e ’90. Perché nel paradiso di Oasis puoi lanciarti in una gara automobilistica spericolata a bordo della DeLorean di Ritorno al Futuro in fuga da King Kong o dal T. Rex di Jurassic Park, sciare giù per le piramidi, scalare l’Everest con Batman. La sequenza migliore del film arriva quando Parzival e i suoi amici si ritrovano all’interno dell’Overlook Hotel faccia a faccia con le spaventose gemelle Grady di Shining, il film cult di Stanley Kubrick.

Il regista statunitense Steven Spielberg

Un film travolgente con picchi di divertimento molto alto. Si fa comunque fatica a stare dietro alle miriadi di citazioni e riferimenti ad un bagaglio culturale di oltre quattro decenni. Star Wars, Street Fighter, Depeche Mode, Halo, Tomb Raider, Akira, Mad Max, The Iron Giant, A-HA, Gremlins, Freddy Krueger, Joker e Harley Quinn, Mortal Kombat, Chucky, Battletoads, Terminator,  Van Halen, Star Trek … e persino Hello Kitty …

Ready player one al suo meglio ci lascia con una scelta: vogliamo esistere nella realtà o in un universo di fantasia?

 

 

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