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Bronx Museum: Gordon Matta-Clark, l'”Anarchitect” dell’arte nella decadenza

L'artista ritorna a New York tramite le sue opere, in un'esibizione dall'impatto esplosivo che ci fa riflettere sull'architettura e le conseguenze sociali

Installation View, Gordon Matta-Clark: Anarchitect, 2017. © 2017 Stefan Hagen

Installation View, Gordon Matta-Clark: Anarchitect, 2017. © 2017 Stefan Hagen

Installation View, Gordon Matta-Clark: Anarchitect, 2017. © 2017 Stefan Hagen

Gordon Matta-Clark. Bronx Floors, 1973. Gelatin silver prints. Print: 11 x 13 7/8 inches, 27.9 x 35.2 cm

Gordon Matta-Clark. Walls, 1972. Unique gelatin silver print. Print: 15 x 20 3/4 inches, 38.1 x 52.7 cm

Gordon Matta-Clark. Graffiti: Linda, 1973. Gelatin silver print with hand coloring. Print: 18 3/4 x 31 3/4 inches, 47.6 x 80.6 cm

Installation View, Gordon Matta-Clark: Anarchitect, 2017. © Stefano Vaccara

Gordon Matta-Clark è ampiamente considerato uno degli artisti più influenti degli anni '70. Ebbe un ruolo chiave nell'attività artistica e nella crescita dell'arte newyorkese; i suoi metodi e le sue pratiche artistiche hanno influenzato le correnti a venire rispetto all'esplorazione fisica e il sovvertimento dell'architettura urbana. La mostra chiuderà l'8 aprile, c'è ancora tempo per vederla...

Gordon Matta-Clark era un artista di New York che rifiutò la mercificazione dell’arte e che diede a questa un grande contributo attraverso fotografia, video, performace, disegno, collage e sculture. Le sue opere sono attualmente ospitate dal museo del Bronx, che gli ha dedicato un’enorme esibizione chiamata Gordon Matta-Clark: Anarchitect, dedicata al suo filone artistico-poetico di “anarchitettura”.

Infatti, quest’aspetto della sua produzione – caratterizzato da ritagli monumentali, buchi, aperture e incisioni praticate sulle facciate di case abbandonate e di edifici storici di New York, New Jersey, Chicago, ma anche dell’altra parte dell’oceano – rappresenta la parte più potente del lavoro dell’artista, che trasmette una critica empatica, immediata e intuitiva del ruolo dell’architettura nel sistema capitalistico.

L’esposizione Gordon Matta-Clark: Anarchitect, attraverso i “ritagli” che l’autore fece nel Bronx dalle strutture decadenti degli anni ’70, esamina pienamente il suo approccio sociale, relazionale e attivista all’arte, un approccio senz’altro pionieristico che ha lo portato ad una profonda esplorazione della città come campo d’azione.

La mostra mette a luce il dialogo politico insito nelle opere di Gordon Matta-Clark, che va dalla sua empatia nei confronti della situazione estrema in cui si trovavano gli homeless; al suo interesse nel coinvolgimento diretto nelle comunità; alla sua convinzione che dovremmo espandere l’ammontare di esperienze nella città anche all’underground e all’inaccessibile; al suo pensiero critico nei confronti dello sviluppo e della stratificazione socio-economica.

Gordon Matta-Clark: Anarchitect comprende più di 100 opere, alcuni materiali rari contenuti nel suo archivio e proiezioni di filmati totalizzanti. E’ stata organizzata Antonio Sergio Bessa e Jessamyn Fiore, il direttore dei Curiatorial and Education Programs del museo del Bronx e la curatrice e co-direttrice del Matta-Clark Estate.

Antonio Sergio Bessa e Jessamyn Fiore, il direttore dei Curiatorial and Education Programs del museo del Bronx e la curatrice e co-direttrice del Matta-Clark Estate, presentano la mostra Gordon Matta-Clark: Anarchitect al Bronx Museum. (Foto di Stefano Vaccara)

E’ iniziata a novembre 2017 e starà al museo del Bronx fino all’8 aprile 2018, quando inizierà a girare per Parigi, Tallinn e Waltham. Ma parla della nostra città, facendone un’analisi lungimirante e stupefacente; e finchè si trova qui, varrà sicuramente la pena visitarla.

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