Cerca

ArtsArts

Commenti: Vai ai commenti

“Nonostante Roma”, piccole rivoluzioni dal basso sul suolo della Capitale

Il documentario del 23enne Tiziano Locci racconta sei storie di quotidiana resistenza nella Città Eterna

Gli allievi della Palestra Popolare Quarticciolo sostengono il loro compagno Andrea durante un incontro (credit: Tito Puglielli)

Un documentario nato nell'ambito del progetto Soda (Società delle azioni), che punta a comporre un atlante pop della cittadinanza attiva, come spiega l'ideatore Alberto Fiorillo: "Quando si parla di Roma, si pensa a cinismo, buche, spazzatura e soprattutto a disincanto. In realtà, è un arcipelago di esperienze straordinarie, che non sono però l'eccezione e che coinvolgono migliaia di cittadini"

Nessun uomo è un’isola, diceva John Donne. E così ci sono storie d’umanità che non meritano di rimanere punti isolati su una mappa sconnessa. A unirle simbolicamente è il documentario Nonostante Roma che racconta piccole rivoluzioni dal basso sul suolo della Capitale. L’occhio dietro la cinepresa è quello di Tiziano Locci, 23enne romano, neolaureato in Antropologia. L’idea si sviluppa nell’ambito del progetto Soda, acronimo di Società delle azioni.

Alberto Fiorillo, ideatore di Soda e coordinatore del progetto per il Grande raccordo anulare delle bici (Grab) di Roma

“Abbiamo provato a comporre un atlante pop della cittadinanza attiva tramite un sito web opensource, aperto a chiunque voglia far conoscere la propria iniziativa, per dare una lettura delle realtà che generano forme di resistenza alla decadenza della Capitale – spiega Alberto Fiorillo, ideatore di Soda e coordinatore del progetto per il Grande raccordo anulare delle bici (Grab) – Quando si parla di Roma, si pensa a cinismo, buche, spazzatura e soprattutto a disincanto. In realtà, è un arcipelago di esperienze straordinarie, che non sono però l’eccezione e che coinvolgono migliaia di cittadini”.

Sei le storie raccontate da Nonostante Roma che implementeranno il sito in fase di sviluppo. Come quella della Palestra Popolare del Quarticciolo, nata nel 2016 dopo che gli abitanti della borgata, sprovvista di luoghi di aggregazione dove fare sport in maniera accessibile, occuparono l’ex locale caldaie di uno stabile popolare Ater abbandonato da 20 anni.

Andrea, atleta della Palestra Popolare Quarticciolo, in tenuta blu, durante un incontro (credit: Tito Puglielli)

 

I due allenatori Emanuele e Gianni parlano con Andrea nell’intervallo tra due riprese (credit: Tito Puglielli)

Una difficile ristrutturazione, resa possibile attraverso iniziative a sostegno e donazioni dei cittadini, ha restituito alla comunità uno spazio dove praticare la boxe e altre discipline afferenti. Di sport, integrazione e territorio parla anche la storia della Roma Cricket Club, squadra di atleti asiatici che ogni settimana fa manutenzione del Parco dell’Aniene dove gioca e si allena, “dando vita a un curioso melting pot e sottraendo al degrado una grande area verde”, spiega il regista Tiziano Locci.

Niccolò si prepara a effettuare un lancio, durante un’amichevole giocata al Parco dell’Aniene (credit: Tito Puglielli)

 

i ragazzi della Roma Cricket Club in un momento conviviale post partita al Parco dell’Aniene (credit: Tito Puglielli)

C’è poi il birrificio Vale la Pena, realizzato dalla onlus Semi di Libertà, che forma e avvia all’inclusione professionale un gruppo di detenuti del carcere di Rebibbia ammessi al lavoro esterno: l’impianto si trova all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario Sereni, dove studenti e detenuti seguono anche lezioni di legalità e di consumo alcolico consapevole. In team con i ragazzi autistici della onlus L’emozione non ha voce, avviene poi l’etichettatura delle birre, cui vengono dati nomi a tema: possibile sorseggiare, ad esempio, un’Orsa d’Aria o una Sentite Libbero.

Resistenza è sinonimo di rigenerazione nel quartiere di Portonaccio, dove nel 2012 59 operai in cassa integrazione occuparono l’ex fabbrica Rsi, per la quale erano addetti alla manutenzione dei treni notte, riconvertendola in OZ Officine Zero: oggi è una cittadella di artigiani, eco-designer, ricercatori, lavoratori autonomi che si scambiano tempo e competenze, puntando sui valori di sostenibilità e innovazione socio-culturale per creare un’opportunità per Roma.

Uno dei locali di OZ Officine Zero, un tempo destinati alla manutenzione dei treni guasti, oggi riconvertiti in officine e laboratori artigianali (credit: Tito Puglielli)

Valori comuni anche al Grab, il progetto che punta a realizzare un anello ciclopedonale che attraversi la città per 45 km, senza aggiungere volumetrie e cemento: previste la pedonalizzazione dell’Appia Antica, la nascita di un unico parco archeologico capitolino, calamita per il turismo di cicloviaggiatori e amanti del trekking, e una via car free per la mobilità interquartiere.

A fare da collante narrativo a queste realtà è la storia del lago ex-Snia: nel ’92, durante i lavori di sbancamento per costruire un parcheggio, fu intercettata per errore una falda acquifera, e l’acqua iniziò a riempire l’invaso artificiale. Per scongiurare il blocco dei lavori, la ditta provò a convogliare il flusso nelle fognature, ma le condotte esplosero e Largo Preneste si allagò.

Il regista Tiziano Locci durante un sopralluogo a Officine Zero (credit: Tito Puglielli)

L’acqua rese impraticabili altri interventi: il lago oggi è un unicum che resiste fra brutture e incuria. “Originato spontaneamente da un atto prevaricatore, si offre come metafora di forme di resistenza che meriterebbero attenzione e riconoscimento istituzionale”, commenta Tiziano Locci.

Storie che lette insieme restituiscono la mappa di un’altra Roma, più accogliente, sana e innovativa, in grado di rigenerarsi partendo proprio dalla ricostruzione del suo tessuto connettivo.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter