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Romeo e Giulietta di Zeffirelli, una mostra celebra i 50 anni del capolavoro

Il 28 luglio si aprirà a Palazzo Piccolomini a Pienza una mostra sul film, girato prevalentemente nel palazzo che nella finzione fu casa Capuleti

Romeo e Giulietta, una scena del film di Franco Zeffirelli.

Era il 1968, quando il pubblico giovanile correva al cinema a vedere lo straordinario capolavoro di Franco Zeffirelli. Un film che ha fatto storia, magnifico nei costumi, nelle luci, nelle scenografiche ambientazioni storiche, tutte originali, e che vinse due Oscar, uno alla fotografia e uno ai costumi. Oggi una mostra ne celebra il cinquantennio

Giusto 50 anni fa, in pieno clima sessantottesco, il pubblico giovanile correva al cinema a vedere uno straordinario capolavoro come Romeo & Giulietta, per la regia di Franco Zeffirelli, trasposizione cinematografica della celebre e omonima opera teatrale di William Shakespeare. Un pubblico che letteralmente (anche in periodo di contestazione) “perdeva la testa” per i due giovani attori protagonisti: la bella Giulietta, alias l’attrice Olivia Hussey (che a quei tempi aveva solo 16 anni), e il bel Romeo, alias Leonard Whiting, che di anni ne aveva 17 (vere e proprie rivelazioni, tanto che i due ricevettero due premi Golden Globe come attori esordienti). Un film, quello di Zeffirelli, che ha fatto storia, magnifico nei costumi, nelle luci, nelle scenografiche ambientazioni storiche, tutte originali, e che vinse due Oscar, uno alla fotografia e uno ai costumi.

E fra pochi giorni, il prossimo 28 luglio, si aprirà a Palazzo Piccolomini a Pienza (in provincia di Siena – fino al 6 gennaio 2019) una mostra giusto per celebrare il cinquantesimo anniversario del celeberrimo film, girato nella città di Pio II nel 1968, prevalentemente negli interni del palazzo che nella finzione è casa Capuleti, dove i due giovani protagonisti, Giulietta e Romeo, si incontrano per la prima volta a una festa da ballo.

Copertina della partitura originale della canzone What is a youth.

What is a youth? è il titolo della canzone che, nella ricostruzione della tragedia shakespeariana voluta dal geniale regista toscano, risuona all’interno del cortile del palazzo durante il ballo. La musica venne composta da Nino Rota, mentre il testo italiano fu scritto da Elsa Morante e la versione in inglese da Eugene Walter. La mostra, oltre a ricordare l’anniversario dell’uscita del film, intende porre l’attenzione sugli usi e i costumi della casa del Rinascimento, così come risulta bene evidente dalla finzione cinematografica di Franco Zeffirelli: non a caso, per girare le scene del film, il regista scelse Palazzo Piccolomini, non solo per il suo carattere monumentale, ma anche per la sua autenticità conservativa di dimora rinascimentale. Il percorso della mostra parte dal cortile, costituito da un loggiato a tre arcate, e dal giardino pensile, proseguendo al piano nobile del Palazzo: sala d’ingresso, sala da pranzo, sala della musica, camera di Pio II e biblioteca.

Le foto di set e le foto di scena, messe a disposizione dalla Fondazione Zeffirelli, saranno disposte nelle sale dove sono state scattate, in modo da far rivivere gli ambienti come se i personaggi del film si muovessero negli interni e li animassero di nuovo, offrendo al visitatore uno spaccato ancora più autentico della vita quotidiana del Rinascimento, così magistralmente ricostruita dal regista. Insieme alle foto saranno esposti nelle sale anche i costumi di scena realizzati da Danilo Donati e vincitori nel 1969 del premio  Oscar, oggi proprietà della Fondazione Cerratelli. Si avrà quindi la possibilità di ammirare da vicino dei capolavori di alta sartoria cinematografica all’interno dell’ambiente per cui sono stati concepiti.

L’esposizione è promossa dalla Società di Esecutori di Pie Disposizioni Onlus, che ha la cura per la valorizzazione del Palazzo Piccolomini e dalla Fondazione Zeffirelli, prodotta e gestita da Opera-Civita. Nelle celebrazioni è stato coinvolto il Comune di Pienza che, a sua volta, ha chiamato a raccolta le altre città dove è stato girato il film, Gubbio e Tuscania, dove sarà allestita, anche in questo caso, una mostra con materiale messo a disposizione dall’archivio della Fondazione Zeffirelli.

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