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“Orlando in One Furious Act”, un classico InScena! a NY in chiave contemporanea

La celebre opera di Ariosto prende vita in un'atmosfera pop rock grazie al testo di Michele Gandolfi e la regia di Angela Pepi e Ilaria Marcelli

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Una scena di Orlando in One Furious Act - Foto Andrea De Chiara

L’Orlando in un atto furioso nasce per far conoscere ai più giovani l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto con un approccio moderno e coinvolgente, senza tradire l'essenza originaria dell’opera. Abbiamo intervistato l’autore dello spettacolo, Michele Gandolfi e le registe Angela Pepi e Ilaria Marcelli.

Al Festival InScena! 2019 arriva L’Orlando in un atto furioso, da un’idea di Angela Pepi che ne cura la regia insieme a Ilaria Marcelli. L’autore del testo è Michele Gandolfi, giovane scrittore, ricercatore ed esperto di studi linguistico-letterari, la scenografia è di Marco Gandolfi e i costumi di Andrea De Chiara. Il cast che si esibirà a New York è composto da: Andrea Cicero, Ilaria Marcelli, Matteo Castellino, Michele Gandolfi e Angela Pepi. Lo spettacolo racconta di Orlando, il più valoroso dei paladini di Francia, che abbandona la guerra contro i Mori per inseguire la bella Angelica, principessa del Catai, della quale si è perdutamente innamorato; tuttavia Angelica lo respinge, determinata piuttosto a tornare nel suo regno. Orlando finirà per inseguire il fantasma di una donna che non lo ama, divenendo cieco di fronte all’evidenza e riducendosi alla follia. Solo con l’aiuto di un amico, Astolfo, riuscirà a recuperare il senno e tornare vittorioso per le sorti di Parigi.

Ci raccontate la genesi di questo progetto?

Angela Pepi: “Lo spettacolo nasce in un momento particolare della mia vita. Quando ci si trova di fronte alla fine di un qualcosa, come di un amore, si cercano delle risposte. E spesso si cercano nell’arte, nei film, nei libri, nelle canzoni. È stato così che mi sono imbattuta nel passo più celebre dell’opera di Ariosto, l’Orlando furioso. Il passo è quello della follia. Leggendolo, le parole mi hanno colpito così tanto che ho pensato di volerci fare uno spettacolo. Analizzando il testo, analizzavo me stessa, curavo le mie ferite e facevo qualcosa per un pubblico a me caro, che sono i bambini.”

Ilaria Marcelli: L’Orlando in un atto furioso è nato da un’idea di Angela Pepi, attrice, regista e mia grande amica. Lei era in contatto con il Teatro degli Industri di Grosseto per uno spettacolo da portare in scena all’interno della rassegna teatrale per ragazzi Sipario incantato. Angela scelse di realizzare una versione dell’Orlando furioso di Ariosto e mi propose una co-regia ed io, ancora prima di leggere l’adattamento in dialoghi realizzato da Michele Gandolfi, accettai.”

Michele Gandolfi: “Una sera del tutto casuale, una di quelle solite e scontate sere qualsiasi, Angela è venuta da me dicendomi di avere una data per uno spettacolo a Grosseto, la nostra città. L’unica cosa che mancava era lo spettacolo, che andava ancora scritto, e quel compito spettava a me. Così ex abrupto mi sono ritrovato a dover leggere l’Orlando e scrivere la sceneggiatura, nel tempo massimo di tre-quattro mesi. Una bella sfida che mi ha lanciato, in testa quasi come una tegola, e che io ho accolto, non finendo mai di ringraziarla per la fiducia.”

Quali sono i punti di forza dello spettacolo?

Michele Gandolfi: “A mio avviso, la possibilità di coinvolgere i ragazzi raccontando una storia avvincente che nello stesso tempo affronta temi importanti e universali, come la guerra e soprattutto l’amore. La forza dello spettacolo è proprio questa: far riflettere i ragazzi senza didascalismo o pretese di trasmettere messaggi educativi, perché spesso quando si parla di spettacoli per ragazzi la finalità formativa finisce per andare a coprire quella performativa, dell’intrattenimento. Tutti gli spunti di riflessione che noi diamo nel corso della pièce arrivano così con naturalezza.”

Ilaria Marcelli: “Lo spettacolo è una tragicommedia in grado di far ridere ed emozionare. L’opera è riadattata in dialoghi brillanti, pieni di colpi di scena, il tutto immerso in un’atmosfera pop rock. Abbiamo infatti utilizzato le musiche dei Black Keys, dei Doors, di Simon & Garfunkel. Ci troviamo dentro ad una foresta che vive grazie a degli alberi di stoffa bianca che calano dall’alto, uno dei quali simboleggia il luogo dell’amore; l’ambientazione si trasforma diventando poi il luogo della guerra, lo stato confusionale in cui si trova Orlando, fino a diventare la superficie magica della luna.”

Cosa significa per voi andare in scena a New York?

Angela Pepi: “Andare a New York significa abbattere i confini. Fare teatro in giro per il mondo è un mezzo di unione profonda e certi temi, anche in una lingua diversa, riguardano tutti perché fanno parte della coscienza del mondo.”

Michele Gandolfi: “Sicuramente è una grande emozione ed orgoglio poter portare e far conoscere un grande classico italiano come l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, capolavoro troppe volte sottovalutato anche nella nostra penisola, presso un pubblico ‘inedito’ quale quello statunitense.”

Ilaria Marcelli: “Ho vissuto tre mesi a New York per studiare la lingua. Un giorno andai a vedere uno spettacolo al Belasco Theatre e pensavo a quanto sarebbe stato bello recitare a New York. Per un’attrice poter stare su un palco a Manhattan è senz’altro un’esperienza indimenticabile.”

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Una scena di Orlando in One Furious Act – Foto Andrea De Chiara

Quali sono state le reazioni dei giovani che hanno visto lo spettacolo?

Ilaria Marcelli: “Lo spettacolo si apre con il sogno di Orlando e il suo amore idilliaco per Angelica. Dopo che il sogno viene rotto inaspettatamente dal rifiuto di Angelica, i ragazzi iniziano a ridere e a comprendere la chiave tragicomica dello spettacolo. Dopo che Orlando diventa folle per amore, i ragazzi si schierano dalla sua parte e tifano per lui fino alla sua vittoria in battaglia. Abbiamo anche notato con piacere quanto si appassionassero alle musiche: usciti dallo spettacolo ci chiedevano i nomi delle canzoni per poterle cercare e ascoltarle di nuovo. È stato bello vedere come i ragazzi scoprissero l’opera originale attraverso il nostro spettacolo.”

Michele Gandolfi: “Vedere i bambini fuori dal teatro, dopo lo spettacolo, giocare ai paladini con spade e cavalli invisibili è stata per me la soddisfazione più grande di tutte. Qualcuno più grandicello ha anche detto di volersi leggere il testo originale di Ariosto. Spero che la visione del tomo non l’abbia troppo scoraggiato.”

Cosa c’è dell’Orlando furioso originale di Ariosto nel vostro spettacolo?

Angela Pepi: “Grazie al lavoro straordinario di Michele Gandolfi, studioso di filologia medievale, il riadattamento mantiene molto dell’originale attraverso citazioni a volte dichiarate, a volte nascoste, e altresì attraverso i versi originali dell’opera.”

Michele Gandolfi: “Per quanto riguarda l’intreccio, ci siamo presi qualche libertà nell’adattare la storia e i personaggi, cercando di racchiudere una trama complessa e variegata di 46 canti in versi in uno spettacolo da 75 minuti, che tuttavia avesse un inizio e una fine, senza lasciare vicende in sospeso. Per questo la lunga e logorante guerra contro i Mori è stata semplificata nello svolgimento, tuttavia recuperandone i topoi, per permettere una sua conclusione con un’epica battaglia finale tra protagonista e antagonista; e allo stesso modo abbiamo scelto solo alcuni degli innumerevoli personaggi del poema, incentrandoci principalmente su due coppie, quella composta da Orlando e Angelica e quella di Bradamante e Ruggiero. Inoltre, i versi sono stati trasformati in dialoghi in prosa, tranne che per qualche momento particolarmente climatico. Nonostante l’allestimento e i toni pop, rimane pedissequa la fedeltà allo spirito dell’Ariosto, questo amore per la parodia dissacrante, questo accostamento di alto e basso, sacro e profano, che caratterizzano il suo linguaggio e i suoi intrecci.”

Raccontateci un aneddoto legato alle prove o allo spettacolo.

Ilaria Marcelli: “Ci siamo trovati ad affrontare questo spettacolo a spese nostre e andando avanti con le sole nostre forze. Questa è stata una fonte di grande soddisfazione, ma ci siamo trovati spesso in situazioni a dir poco avventurose e paradossali. Essendo una parte del cast a Grosseto e una a Roma, spesso ci siamo trovati a dover trasportare tutti i costumi e le scenografie da una città all’altra; sono state tante le volte in cui andavamo in giro in metro e a piedi con i cavalli dello spettacolo – che altro non sono che teste di cavallo infilate in un manico di scopa – ed era divertente vedere le reazioni dei passanti che spesso ci chiedevano: “Ma perché non andate a cavallo invece di aspettare la metro?”

Orlando in One Furious Act andrà in scena presso il College of Staten Island il 7 maggio alle ore 14.30 e presso la Scuola Guglielmo Marconi (Manhattan) l’8 maggio alle ore 9.

Per maggiori info: InScena!

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