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PERSONAGGI/ “New York è mia moglie”

di Francesco Mercurio
Nell’opera di Joseph Stella, nato in Basilicata ma trasferitosi giovanissimo negli Usa, “lo shock e la confusione” dell’emigrato

In foto Joseph Stella (Muro Lucano, 13 giugno 1877 – New York, 5 novembre 1946)

Tra IL 1910 e il 1925 il tema artistico della metropoli, profondamente radicato nella cultura visiva europea, trovava anche a New York la sua traduzione più originale nell’opera del pittore italo-americano Joseph Stella (1877-1946), artista nato in Basilicata ma trasferitosi giovanissimo nella Grande Mela, città che diventerà uno dei soggetti più celebrati nella sua arte.
Stella cercò di tradurre nelle sue tele il senso di ammirazione che New York esercitava su di lui, quel sentimento misto di fascino e stupore, shock e confusione, “tutto europeo”, provocato dalla nuova esperienza a contatto diretto con la metropoli americana.
A soli 19 anni Joseph si trasferì negli Stati Uniti, e qui si dedicò inizialmente agli studi in medicina e farmacia, sostituiti dalla frequenza a prestigiose scuole d’arte, come la Art Students League di New York, dove maturò definitivamente la sua passione per il disegno e la pittura a fianco del famoso pittore realista William Merritt Chase.
Gli esordi artistici di Stella sono decisi dalla sua condizione di emigrante, come dimostrano i primi disegni, da illustratore impegnato, che ritraggono i volti scavati e sofferenti di altri emigranti. Tra il 1909 e il 1912, durante un viaggio in Europa tra l’Italia e Parigi, dove la scena dell’avanguardia era allora in pieno fermento, Stella ebbe modo di avvicinarsi alla pittura modernista, e in particolare al Futurismo, di cui sposerà ideali ed estetica. Fondamentale in questo senso l’incontro con l’opera di artisti del calibro di Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Gino Severini, avvenuto in occasione della visita alla prima esposizione futurista nella galleria parigina di Bernheim-Jeune.
Rientrato a New York nell’inverno del 1912, Stella portò l’eco delle sperimentazioni parigine e italiane e, nell’anno successivo, completò una delle sue prime opere futuriste, Battle of Lights, Coney Island, Mardi Gras, in cui il soggetto, ormai irriconoscibile, è travolto da un frenetico incrociarsi di linee e fasci di luce. Esposta con grande clamore nel 1914 alla Montross Gallery, l’opera guadagnò a Stella il titolo di primo futurista d’America.

Joseph Stella Battle of Lights, Coney Island, 1913.

Negli anni successivi, sono sempre i temi futuristi a dominare la produzione artistica di Stella, come testimoniano le molteplici illustrazioni che ritraggono motivi caratteristici di New York: il ponte di Brooklyn, i grattacieli, le fabbriche. Raffigurazioni vivaci, energiche del paesaggio urbano e industriale che esemplificano la mentalità futurista di portare il movimento su oggetti inerti. Questi temi culminano nel polittico a cinque pannelli intitolato Voice of the City of New York Interpreted (1920-22), simile ad una pala d’altare, in cui le figure religiose sono sostituite dai grattacieli e dai ponti di Manhattan.
Dopo una intensa e riconosciuta attività espositiva, tanto in America che in Europa, dove sperimentò anche molteplici forme artistiche differenti dal Futurismo, Joseph Stella si spense a New York il 5 novembre del 1946, e venne seppellito nel Woodlawn Cemetery, situato nel borough del Bronx.
Joseph Stella rappresenta la quintessenza dell’artista “transnazionale” in quanto il suo lavoro, pur mantenendo un dialogo costante con i maestri e modernisti italiani, contribuì in maniera significativa alla costruzione di una identità stilistica americana. Stella tradusse nelle sue opere uno dei temi centrali della cultura americana di quel tempo, gli aspetti moderni delle città e delle industrie, il mito dell’Età della Macchina, trovando ispirazione negli scenari urbani di New York, “quella mostruosa barra d’acciaio eretta da ciclopi moderni”, che caricò di significati simbolici. “New York is my wife”, raccontò ad un amico Stella, e lui la sposò con la sua arte.

Si segnala inoltre il seguente evento incentrato sul futurismo e le opere dell’artista Joseph Stella:

Joseph Stella’s Futurism between Italy and the U.S.Thursday November 10, 2011 6pm (Billy Johnson Auditorium, Newark Museum)
Sponsored by the Inserra Chair in Italian and Italian American Studies. Co-sponsored by the Newark Museum, the Consulate of Italy in Newark, and the Embassy of Italy in Washington D.C. This event is part of Italy@150, a series of cultural program celebrating the 150th Anniversary of the country’s unification.

For information on Joseph Stella: www.askart.com/askart/artist.aspx
For information about the event:www.montclair.edu/inserra/events/index.php#stella

 

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