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Il restauro della Torre Pendente e dei monumenti in Piazza dei Miracoli a Pisa

Da sinistra, Warrie Price,Giovanni Padroni, Ornella Flore e Paul Bray

Da sinistra, Warrie Price,Giovanni Padroni, Ornella Flore e Paul Bray

All'Istituto Italiano di Cultura di New York si è discusso del delicato procedimento di restauro della Torre di Pisa ed altri monumenti della splendida città toscana

Ieri sera all’Istituto Italiano di Cultura di New York, il professor Giovanni Padroni dell’Università di Pisa ha illustrato i materiali, le tecniche e gli sforzi che sono stati fatti per restaurare la Torre di Pisa e riportarla così, al suo originale splendore. Il professore ha poi parlato degli affreschi del Camposanto Monumentale e degli eccezionali esempi di bassorilievi (o sinopie) in mostra nel Museo di Sinopie, e sono stati analizzati i metodi organizzativi e amministrativi dell’Opera Primaziale a Pisa, che fino dal medioevo ha gestito tutti gli aspetti di Piazza dei Miracoli.

Una immagine della conferenza di Lunedì all'Istituto Italiano di cultura di New York

Il professore ha illustrato come sia stato utilizzato soprattutto un approccio multidisciplinare per scongiurare il rischio di collasso della Torre Pendente e restaurarne la facciata. Infatti per anni si era cercato il modo di intervenire sulla caratteristica torre pisana, che era stata chiusa nel 1990 a causa del rischio di crollo, fino a quando si è finalmente trovata l’idea vincente di restaurarla senza toccarla. “Sono stati effettuati contemporaneamente lavori di consolidamento e scavi alla base della torre, per andare ad eliminare l’inclinatura del terreno su cui essa poggia e raddrizzarla.” Ha spiegato Padroni, sottolineando come l’idea vincente sia stata suggerita da una bambina di soli 9 anni.

  In foto la Torre di Pisa, nella Piazza del Duomo meglio conosciuta come "dei Miracoli"

Dopo averla raddrizzata, si sono poi effettuati interventi di ripulitura e restauro sulla facciata, nel modo meno invasivo possibile, ed ora la torre è ritornata al suo originario splendore e nuovamente accessibile al pubblico.

Giovanni Padroni, già membro della Deputazione dell'Opera della Primaziale di Pisa, del Consiglio direttivo del Club Unesco di Pisa, del Comitato Direttivo del Parco di San Rossore, Migliarino e Massaciuccoli, ha recentemente collaborato anche con il Metropolitan Museum di New York.

Dopo aver ammirato gli splendidi monumenti di Piazza dei Miracoli, Paul Marshall Bray ha parlato del gemellaggio tra il Parco Regionale Unesco San Rossore, Migliarino e Massaciuccoli (vicino a Pisa, in Toscana) ed il Central Pine Barren Park nella penisola di Long Island, sottolineando l’intenzione di volersi arricchire vicendevolmente imparando gli uni dagli altri, attraverso la condivisione e lo scambio di informazioni sulla conservazione e non solo. Bray durante la conferenza ha sottolineato: “Questo gemellaggio è un’occasione per imparare gli uni dagli altri e per invogliare gli americani a scoprire i parchi italiani e viceversa.”

Bray è Associate Counsel, Commissioner's Policy Office at NYS Department of Environmental Conservation. È stato il fondatore dell’Hudson Mohawk Urban Cultural Park Commission (prima zona di patrimonio dello stato di New York), presidente fondatore dell’Albany Roundtable Civic Lunch Forum e direttore fondatore del New York Park and Conservation Association. È inoltre un membro del World Commission on Protected Areas, ed ha ricevuto numerosi onori e riconoscimenti, incluso il Premio Roma dall’American Academy di Roma.

Ad introdurre e presentare i due oratori c’erano l’organizzatrice dell’evento Ornella Flore e la Direttrice del Battery Park di New York Warrie Price, che ha raccontato di aver lasciato il suo cuore in Toscana quando l’ha visitata per la prima volta nel 1992, e come da allora cerca sempre di tornarci appena le è possibile. La Price ha poi sottolineato quanto sia importante conservare le importanti opere italiane perché siano visibili in tutto il loro splendore, e come allo stesso tempo sia fondamentale conservare e valorizzare i parchi che ad esse fanno da scenario.

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