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New York, troverò il modo di fotografarti

Al Natural born artist, organizzazione artistica indipendente, abbiamo incontrato l’italiana Valentina Freghetti. Lei, come altri fotografi di nuova generazione, espone in questa cornice i suoi scatti in bianco e nero, raccontando le sue aspirazioni e una Las Vegas esistenziale

Venerdì sera al Cutting Room di New York sono andati in scena i giovani artisti indipendenti di RAW, natural born artist, un’organizzazione artistica indipendente fatta dagli artisti per gli artisti, che raccoglie i professionisti creativi di tutto il mondo. La missione di RAW è quella di fornire ai giovani autori, entro i primi dieci anni di carriera, gli strumenti e le risorse per esporre e farsi conoscere, consentendo loro di coltivare la propria creatività.

RAW accoglie ogni genere di espressione artistica: dai film indipendenti al fashion, dalla musica alle arti visive, dal body painting all’hair styling, ed è operativo in sessanta città, tra Stati Uniti, Canada, Australia e Gran Bretagna.

Nell’artsy location del Cutting Room, venerdì sera esponevano artisti di ogni genere e nazionalità, tra cui l’italiana Valentina Freghetti, che in un mare di colore, ha esposto le sue nitide fotografie in bianco e nero.

Raw
Valentina studiava biologia in Italia, quando ha deciso di lasciare tutto per venire a studiare fotografia a New York. “Dopo essermi diplomata ho avuto la grande fortuna di lavorare col grande fotografo Steve McCurry, vivendo l’esperienza più formativa, ma allo stesso tempo dura della mia vita – ha raccontato Valentina – Ora lavoro con Jill Greenberg, un'altra fotografa di altissimo livello, e allo stesso tempo cerco di sviluppare anche il mio lavoro. Mi piacerebbe un giorno poter lavorare solo sulla mia arte”.

Nelle sue fotografie Valentina è riuscita a ritrarre Las Vegas in una maniera esistenziale e minimalista, togliendole tutto il colore e concentrandosi su pochi particolari essenziali.

“Mi piace vedere la fotografia pulita – ha detto Valentina – arrivata a Las Vegas, sono rimasta stordita da tutto quel colore e dalla finzione che trasuda quella città, così ho usato i rullini in bianco e nero ed ho cercato di ritrovare la sostanza delle cose”. Tra le sue fotografie in esposizione ce n’è una che ritrae un senza dimora in mezzo alle strade scintillanti e finte, con le persone che entrano ed escono da un casinò. “Sono rimasta colpita vedendo un homeless in quel contesto – ha detto la fotografa – è l’ultimo posto dove ti aspetti di vederlo, ma forse è anche il più indicato per chiedere l’elemosina”.

Valentina ha in cantiere tanti altri progetti, ma per ora nessuna delle sue fotografie ritrarrà New York, che per lei rappresenta una sfida: “A New York è difficile isolare qualcosa, e per un’amante della fotografia pulita e nitida come me, non è una città semplice da fotografare, ma prima o poi troverò il modo di esporre anche la mia visione della Grande Mela”.
 

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