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Renzo Piano custode dell’arte americana ad Harvard

L'architetto italiano conferma il forte legame con gli USA con una nuova opera commissionata dall'Ivy League. Presentato a New York il progetto per la ristrutturazione e l'ampliamento dell'Harvard Art Museum di Cambridge che aprirà al pubblico a novembre. Cinque piani e 18.500 metri quadri per un museo aperto alla comunità

Dopo il New York Times Building e la Morgan Library, e in attesa dell'inaugurazione della nuova sede del Whitney Museum, prevista per il 2015, anche la Ivy League si rivolge a Renzo Piano. L'architetto conferma il forte legame con gli Stati Uniti presentando a New York la sua nuova opera, la ristrutturazione e l'ampliamento dell'Harvard Art Museums a Cambridge, in Massachusetts. L'edificio, che verrà aperto al pubblico il prossimo 16 novembre, è una struttura all'avanguardia sul modello di un iceberg e riunisce i tre musei d'arte di Harvard, il Fogg Museum, il Busch-Reisinger Museum, e l'Arthur M. Sackler Museum, nei quali si trovano circa 250.000 opere che vanno dall'antichità ai giorni nostri. 

Il complesso di 18.500 metri quadri si articola su cinque piani e tre livelli sotterranei, ed è stato trasformato con un ampliamento dello spazio espositivo, oltre a nuovi centri studi, un laboratorio per la conservazione, una sala conferenze da 300 posti, una caffetteria ed uno spettacolare tetto piramidale in vetro, già soprannominato "macchina della luce", perché permette alla luce naturale di filtrare nel cuore dell'edificio. Mentre il cortile interno, che si estende verso l'alto con arcate di vetro sugli ultimi tre piani, punta a diventare un luogo di incontro per studenti e visitatori di tutto il mondo.

Piano spiega che "gli ingressi dai due lati dell'edificio, su Quincy Street e su Prescott Street, sono aperti, e si passa dall'uno all'altro attraverso la Piazza Montepulciano. Anche la caffetteria e il negozio al piano terra saranno aperti al pubblico senza bisogno di pagare il biglietto di ingresso, perché come ha sottolineato l'architetto "questo museo deve essere parte della città e della comunità, non separato da essa". L'obiettivo è infatti quello di una struttura più accessibile, che permetta ai visitatori di avvicinarsi alle opere di una delle più importanti collezioni d'arte d'America. 

Lunga la storia del progetto, nato nel 1999, quando lo storico presidente di Harvard, Neil Rudenstine, pensò di creare un complesso dove le opere potessero essere ammirate dal pubblico e allo stesso tempo si potesse insegnare la loro storia. Rudenstine si rivolse all'architetto italiano proprio pensando al suo pallino per l'istruzione. "Questo é un museo particolarissimo, un museo universitario, dove l'attività di conservazione è enormemente importante" precisa il senatore a vita. "Non vediamo l'ora di inaugurare il nuovo Harvard Art Museums – afferma il rettore di Harvard, Drew Gilpin Faust – Renzo Piano ha progettato un edificio bello come le opere che ospita, che permetterà ai visitatori di godere di alcuni dei tesori ineguagliabili della nostra università". 

In tutto il mondo l'idea di ampliare le sedi dei musei più importanti, affidando la ristrutturazione a star dell'architettura, è sempre più diffusa. Dalla Tate Modern di Londra al Louvre di Parigi, l'obiettivo di diversi luoghi iconici dell'arte è infatti quello di proteggere secoli di cultura, ma anche mettere a disposizione di un numero crescente di visitatori spazi espositivi nuovi di zecca e costruzioni più ampie e moderne.

 

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