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L’arte italiana fiorisce a New York

Tante in città le mostre dedicate ad artisti italiani moderni e contemporanei

di Genevieve Martin
arte italiana new york

L'allestimento della mostra dedicata a Mario Merz alla Sperone

Ci sono Alighiero Boetti e Alberto Biasi, Giulio Paolini, Mario Merz e Lucio Fontana, fino anche a Medardo Rosso: è affollata di italiani la stagione delle mostre newyorchesi. Ecco una guida per non perdersene nessuna

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Nella primavera newyorchese sboccia l’arte italiana grazie a una serie di mostre da poco inauguratesi. E noi del CIMA, che abbiamo la mission di promuovere l’arte italiana moderna a livello internazionale, siamo felici di questa fioritura.

Alcune di queste esposizioni presentano artisti a lungo ignorati negli Stati Uniti, quali ad esempio Fausto Melotti da Hauser & Wirth, mentre altre svelano nuove connessioni visive e concettuali, fra cui Alighiero Boetti  e Mel Bochner  da TOTAH, una nuova galleria da poco aperta nel Lower East Side.

A tutto Boetti
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Alighiero e Boetti, Le infinite possibilità di esistere, c. 1990

Attualmente tre gallerie presentano il lavoro di Boetti. Gladstone Gallery , in collaborazione con la Fondazione Alighiero e Boetti  di Roma, presenta Tutto. In linea con i colorati Arazzi e Mappe tipici dell’artista, la mostra presenta l’ultima serie di opere ricamate realizzata da Boetti fino alla sua morte, avvenuta nel 1994. Tutto è una disordinata sinfonia di temi ed immagini che riassume gli elementi tipici dell’opera dell’artista: il doppio, le lettere dell’alfabeto, i continenti, oltre che oggetti vari ed elementi astratti.

Alighiero Boetti, Tutto. Gladstone Gallery (130 E 64th St.), 6 maggio –  30 giugno 2016

Se Tutto racchiude la complessa unità artistica di Boetti, Verba Volant Scripta Manent presso TOTAH svela la poetica del linguaggio che scaturisce accostando l’impulso comunicativo di Boetti  a quello di Mel Bochner. I due artisti, nonostante le loro evidenti affinità visive, sono qui esposti assieme per la prima volta. L’accumulo visivo di elementi inerenti il linguaggio, qui presentato in maniera assai accurata, esalta la ricchezza materica delle opere (arazzi e velluti abbondano) e mette alla prova i limiti della parola tramite elementi estrapolati da conversazioni di natura quotidiana.

Verba Volant Scripta Manent, TOTAH (183 Stanton Street) 25 febbraio – 15 maggio, 2016

Quelli di Sol LeWitt
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Giulio Paolini, Sotto le stelle, dettaglio, 1985-88

Il Drawing Center  presenta Drawing Dialogues: Selections from the Sol LeWitt Collection, una mostra di oltre cento opere e sessanta artisti dalla collezione di LeWitt. L’esposizione si focalizza prevalentemente su aspetti gestuali e segnici, attraverso medium inaspettati e un dialogo multigenerazionale. Le cartoline scritte da e per LeWitt costituiscono ad esempio una finestra sul ricco passato artistico di SoHo. La mostra include artisti italiani, fra cui Boetti e Giulio Paolini. Quest’ultimo in particolare sarà il cardine, assieme a Giorgio de Chirico, della stagione espositiva 2016-17 del CIMA.

Drawing Dialogues: Selections from the Sol LeWitt Collection, The Drawing Center (35 Wooster Street), 15 aprile – 12 giugno 2016

Prima volta con Biasi
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Alberto Biasi, Dinamica circolare, 1965-91

Alberto Biasi: A Dynamic Meditation costituisce la prima mostra di GR Gallery, un nuovo spazio inauguratosi nel Lower East Side. Il progetto espone i lavori realizzati nel corso di oltre venti anni dalll’artista, che è un pionere dell’arte cinetica. Esempi includono la serie Optico-Dynamic Reliefs, Torsions e Assemblages. In occasione dell’apertura della mostra,  La Voce di New York ha incontrato Biasi.

Alberto Biasi, GR Gallery, (255 Bowery), 31 marzo – 22 maggio 2016

La varietà di Melotti
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Fausto Melotti, Il viaggio della luna, 1973

Hauser & Wirth presenta Fausto Melotti, la prima mostra dell’artista (e poeta) presso la galleria. La mostra celebra il variegato approccio materico dell’artista attraverso i suoi disegni, ceramiche, sculture, bassorilievi in gesso, oltre che con i suoi teatrini in terracotta. Questa varietà testimonia l’ampio percorso artistico completato dall’artista sotto Adolfo Wildt presso l’Accademia di Brera di Milano, dove Melotti divenne amico di Lucio Fontana, anch’egli studente all’epoca, e spostò il proprio focus verso l’arte astratta.  La mostra è curata da Douglas Fogle, ex Chief Curator del Hammer Museum di Los Angeles ed è accompagnata da una nuova pubblicazione che presenta documentazione storica dall’archivio della Fondazione Fausto Melotti.

Fausto Melotti, Hauser & Wirth, (32 East 69th Street), 20 aprile – 18 giugno 2016

Spazi tra Castellani e Fontana
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Enrico Castellani, Superficie rossa n. 8, 1966

Enrico Castellani: Interior Space da Dominique Lévy presenta una selezione delle grandi tele/rilievi dell’artista assieme a recenti dipinti metallici. La mostra è la prima sull’artista presentata da Lévy ed include lavori dagli anni Sessanta ad oggi, illustrando come Castellani abbia rotto con i format e le superfici della tradizione pittorica.

Enrico Castellani: Interior Space, Dominique Lévy, 909 Madison Avenue, April 7 – May 21, 2016

Lo spazio pop-up di Robilant + Voena presenta le opera di Lucio Fontana, illustrando in particolare come l’artista abbia investigato la spazialità nel corso della propria carriera. Il modo elegante dell’artista di sfruttare la bidimensionalità e la gestualità, evidente nei suoi caratteristici tagli, è presentato assieme a sculture di metallo ed oggetti in ceramica più recenti. Il risultato è una mostra che dimostra accuratamente la varietà di tecniche e fasi della complessa eredità lasciata da Fontana.

Lucio Fontana, Robilant + Voena,  24th East 80th Street, May 6-27, 2016

La matematica di Merz
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Mario Merz, Tavola a spirale, 1982

Sperone Westwater mette in luce i numerosi format esplorati dall’opera di Mario Merz attraverso una serie di opere realizzate prevalentemente negli anni Ottanta. Il range espressivo e tematico dell’artista è presentato tramite installazioni e tele che includono elementi organici e tridimensionali. Tavola a spirale, 1982 include una serie di rami, frutta e vegetali e conferma al contempo l’interesse dell’artista per la serie numerica di Fibonacci. La struttura dell’opera si espande concentricamente in una progressione organica che imita tale principio matematico-naturale.

Mario Merz, Sperone Westwater, (257 Bowery), 30 aprile –18 giugno 2016

Variazioni su Rosso
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Uno scorcio dell’installazione delle opere di Rosso alla Peter Freeman, Inc.

Attualmente in mostra da Peter Freeman Inc. è Medardo Rosso: Ten Bronzes, che presenta una serie di sculture in bronzo di Medardo Rosso ed è realizzata in collaborazione con Amedeo Porro Fine Arts. Medardo Rosso è stato il focus della stagione 2014-15 del Center for Italian Modern Art ed è noto prevalentemente per le sue sculture in cera. Le opere in bronzo si presentano però altrettanto interessantiv grazie alla tecnica con cui l’artista le ha sviluppate, creando da solo i propri calchi, solitamente all’epoca realizzati in fonderie. Il risultato è una serie di calchi uno diverso dall’altro, con segni di chiodi, buchi ed alter tracce del processo creativo evidenti sulle superfici in bronzo. La mostra include due rari esempi di copie dall’arte antica: un San Francesco ed un Niccolo’ da Uzzano, entrambi copie di Donatello. Medardo Rosso: Ten Bronzes è la prima mostra di sole opere in bronzo di Rosso ed offre la rara opportunità di osservare l’aspetto materico e processuale delle opera di Rosso.

Medardo Rosso: Ten Bronzes, Peter Freeman, Inc., (140 Grand Street), 14 aprile –27 maggio, 2016


L’autore: Genevieve Martin è fellow del CIMA per il 2015-16.


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