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Medardo Rosso attraversa l’oceano

La più grande retrospettiva dell'artista torinese negli Stati Uniti degli ultimi 50 anni

Medardo Rosso

Malato all’ospedale, 1889

Dall’11 novembre 2016 al 13 maggio 2017 cento lavori di Medardo Rosso saranno esposti presso la Pulitzer Arts Foundation di St. Louis. Le sue opere fuggevoli ed evanescenti hanno aiutato a ridefinire il concetto di scultura moderna giocando con gli effetti di luce

Per la prima volta dopo cinquant’anni le sculture di Medardo Rosso attraversano l’oceano per giungere negli Stati Uniti. Dall’11 novembre 2016 al 13 maggio 2017 infatti la Pulitzer Arts Foundation di St. Louis, Missouri, ospiterà la mostra Medardo Rosso: Experiments in Light and Form che esporrà una serie di 100 lavori tra sculture, disegni e fotografie dell’artista torinese, spesso sottovalutato nel complesso del panorama artistico.

Medardo Rosso

Enfant au soleil, 1891-1892

La vita di Rosso non è stata certo monotona: nato a Torino, si è presto spostato a Milano per frequentare l’Accademia di Brera ma, insofferente ad un tipo di insegnamento rigoroso e tradizionalista, è entrato in contatto con la scapigliatura e si è trasferito a Parigi, centro dell’Impressionismo. Siamo negli ultimi anni dell’800: Rosso partecipa al Salon des Artistes Francais e al Salon des Indipendents e, nel 1889, all’Esposizione Universale. Espone a Londra, Venezia, Milano e si avvicina ad alcuni degli artisti più noti del momento.

Come messo in evidenza anche nella mostra a lui dedicata al Center for Italian Modern Art nel 2014-15, le sue opere hanno aiutato a ridefinire il concetto di scultura moderna dando vita a creazioni fuggevoli, indefinite, ben lontane dal carattere monumentale e idealizzato tipico della tradizione artistica dominante tra il XIX e il XX secolo. Rosso rappresenta la quotidianità, dai bambini che giocano in strada ai mercanti di libri, e sperimenta con nuove tecniche di fonderia che gli permettono di ritornare più volte sullo stesso soggetto utilizzando ora il bronzo, ora la cera o la malta. Fondamentale nello stile di Medardo Rosso è la luce: egli infatti esplora la sensibilità dei vari materiali e i cambiamenti che i bagliori causano sulle diverse superfici — effetti che con l’illuminazione naturale delle gallerie Pulitzer acquistano ancora più valore.

L’artista ha sperimentato il carattere evanescente della luce anche tramite la fotografia, giocando con le situazioni artificiali ricreate nel suo studio. Quaranta dei suoi scatti sono oggi raccolti nell’esposizione alla Pulitzer Arts Foudation insieme a circa 30 disegni di soggetti impegnati in attività quotidiane.

Medardo Rosso

Bookmaker, ca. 1893-1895

Medardo Rosso:Experiments in Light and Form è la prima mostra interamente dedicata all’artista da un museo americano durante gli ultimi cinquant’anni e, inoltre, più di metà delle sculture visibili non sono mai state trasportate al di fuori dell’Italia.

La mostra arriva due anni dopo l’esposizione annuale che il CIMA, nel suo secondo anno di attività, ha dedicato a questo rivoluzionario scultore. “Uno degli obiettivi di CIMA è di fare da ‘incubatore’ o laboratorio di idee per altre più grandi e consolidate istituzioni culturali, portando l’attenzione su questi moderni maestri italiani non ancora così noti negli Stati Uniti, dove storicamente la rappresentazione dell’arte moderna veicolata dai musei di arte moderna è stata molto franco-centrica — ha spiegato Heather Ewing, direttore esecutivo presso CIMA– Per questo siamo entusiasti che la fondazione Pulitzer abbia partecipato a tanti dei nostri eventi nella programmazione Medardo Rosso mentre veniva concepita questa mostra. Stessa cosa con i curatori del Metropolitan Museum of Art che hanno scelto di includere tre sculture di Rosso esposte al CIMA nel 2014-15, nella mostra inaugurale del Met Breuer, Unfinished“.

La mostra è organizzata dall’esperta Sharon Hecker e dalla curatrice associata della Pulitzer Arts Foundation Tamara H. Schenkenberg. Sharon Hecker, ha così commentato il lavoro dello scultore: “Modulando le superfici, Rosso ha reso i suoi lavori sensibili anche ai più leggeri cambiamenti di luce e ombra, inseguendo in questo modo un’idea di ‘dematerializzazione’ dell’oggetto tridimensionale, soggetto al tempo e agli eventi atmosferici. La mostra si focalizza proprio su questo, tenendo in considerazione anche la fotografia e i disegni.”

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