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Leggendo a New York questa bella Voce, abbiamo dei consigli

Da due architetti con studio a SoHo, una preziosa lettera per la missione de La Voce "Liberty Meets Beauty"

di Virginia Valentini e Francesco Breganze

Virginia Valentini e Francesco Breganze

"La Voce di New York è un prezioso strumento che facilita la vita di chi abita in una città complessa come New York. Ma il giornale è molto seguito anche in Italia perché è un’importante fonte di conoscenza della realtà americana verso cui tanti italiani guardano per business o interesse culturale. Ecco qualche proposta per avere ancora più appeal..."

Caro Direttore,

Un giornale come La Voce di New York coi suoi articoli che registrano quanto quotidianamente accade nella grande città e offre inoltre approfondimenti per meglio comprendere ciò che succede nel mondo è un prezioso strumento che facilita la vita di chi abita in una città complessa come New York. Ma il giornale è molto seguito anche in Italia perché è un’importante fonte di conoscenza della realtà americana verso cui tanti italiani guardano per business o interesse culturale.

Cosa proporre per dare ancora più appeal al giornale? Siamo due architetti, da cinque anni lavoriamo a Manhattan, abbiamo lo studio “Spazio Primario” a Soho, e cerchiamo l’equilibrio tra il gusto e il design italiano e le richieste dei committenti americani, che per altro apprezzano quel way of life italiano che si traduce anche nelle particolarità delle soluzioni architettoniche.

Ecco, il giornale potrebbe trattare con ancora maggiore attenzione l’interscambio culturale che in professioni come la nostra può avvenire tra l’Italia e gli Stati Uniti. Per esempio sarebbe interessante un’inchiesta che rispondesse alla domanda: cos’hanno dato a New York l’architettura e il design italiano? Quali sono le principali testimonianze che hanno lasciato e lasciano grandi e piccoli progetti?

Quanto vale per l’architettura può valere ovviamente per altre professioni e interessare sia i lettori americani che quelli italiani.

Ancora: come si stanno inserendo i giovani italiani che hanno scelto di risiedere e lavorare a New York? Sarebbe interessante che raccontassero sia la loro quotidianità sia le loro ambizioni, quelle realizzate e quelle in itinere: spesso le storie vissute sono più interessanti di tante analisi e statistiche.

Si tratta di idee legate alla nostra professione, all’età, alla lettura assidua della Voce di New York, alla passione che con voi condividiamo per questa città dai mille stimoli.


Virginia Valentini e Francesco Breganze sono due giovani architetti italiani residenti a New York che si occupano di progettazione di interni e di design del prodotto. Entrambi laureati al Politecnico di Milano, hanno conseguito un master in Architettura, Museografia e Archeologia; dopo aver collaborato con diversi studi a Milano, si sono trasferiti a New York dove hanno sviluppato un interesse particolare per la fusione progettuale tra tradizione e sperimentazione che trova libero sfogo nel fertile ambiente americano. Dal 2016 hanno aperto Spazio Primario, il loro studio con sede a Manhattan, progettando residenze e negozi per clienti privati sia in America che in Italia.

 


Cari Virginia e Francesco,

Grazie per la vostra bella lettera e i vostri preziosi consigli. So che seguite già la rubrica Trans-Atlantic di Daniela Tanzi e Andrea Bentivegna e sicuramente svilupperemo ancora di più questo tipo di articoli e aumenteremo le storie dedicate ai giovani italiani che hanno scelto di vivere e lavorare a New York. Ancora congratulazioni per la vostra avventura in America!

Stefano Vaccara – svaccara@lavoceny.com

 

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