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IAVANET: quando la carta diventa un’opera d’arte

La mostra del gruppo IAVANET alla Casa Italiana: l'arte della carta per cercare le proprie origini

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Karen Guancione - Madonna di Positano © Marc Palaver

Il collettivo IAVANET torna in mostra alla Casa Italiana Zerilli-Marimò NYU con lavori su carta unici nel loro genere, ispirati ad epoche che vanno dal primo Rinascimento in poi, per celebrare le origini italoamericane dei suoi artisti. La mostra è in corso fino al 17 febbraio

IAVANET (Italian American Visual Artists’ Network) è un collettivo fondato nel 2007 da 17 pittori, scultori, fotografi, designer e installation artist, i cui lavori si fondano su un linguaggio artistico interculturale che simboleggia la stratificazione di patrimoni culturali diversi, appartenenti alla storia italiana e americana.

Si tratta di artisti affermati o emergenti di ogni età, provenienti da distinti percorsi di formazione, nati in Italia o negli Stati Uniti con il mito del Bel Paese nel cuore. Le loro opere abbracciano un’ampia gamma di espressioni, da quelle più astratte alle pure rappresentazioni figurative, facendo allusioni esplicite a elementi della cultura e della tradizione italoamericana, come la religiosità e il valore della famiglia. Le loro esperienze pregresse comprendono esposizioni nei musei, in gallerie d’arte, ma anche partecipazioni a collezioni private e mercatini di arte e design.

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Lavori su carta – Works on paper © Marc Palaver

La missione principale di IAVANET è quella di promuovere e diffondere il lavoro degli artisti visivi italoamericani, coinvolgendo la comunità e favorendo incontri con scrittori, poeti, registi e attori che vivono a metà strada tra le due culture. Da Nancy Azara a Claudia De Monte, da Robert Franca a Karen Guancione, tutti portano con sé, a partire dal cognome, le tracce di un legame presente o passato con l’Italia e la sua cultura. Tra gli altri anche Joey Guidone, Haakon Lenzi, John Milisenda, Rita Passeri, Maria Pisano, Siena Porta, Donald Vaccino, Peter Vaccino, Angela Valeria, Joe Zarba, Chiara Zarmati e infine Richard Laurenzi.

Quest’ultimo, curatore della mostra, è uno scultore, ma anche uno scenografo cinematografico e teatrale, che ha appreso proprio in Toscana l’arte della lavorazione della pietra. “Essendo uno scultore, sono sempre stato affascinato dal repertorio di forme che è possibile trovare in architettura — blocchi, lastre, colonne, ecc. La lastra architettonica, spesso utilizzata per la decorazione di superfici, mi ha ispirato per esplorare nuove forme di scultura in rilievo. Allo stesso modo, nel mio lavoro figurativo esploro l’architettura del corpo e i vari sistemi di spinte, tensioni, supporti e contrappesi nella figura umana vivente, che ha i suoi equivalenti in tutti gli edifici”, ha dichiarato Laurenzi. E ancora, a proposito del progetto di cui fa parte, ha raccontato: “Il nostro gruppo è estremamente eterogeneo: ci sono pittori, scultori, fotografi, designer e artisti grafici, con opere che vanno dalla rappresentazione alla pura astrazione. Credo che gli italiani abbiano una sorta di predisposizione genetica a realizzare cose belle: il collettivo IAVANET mira proprio a esplorare questa dimensione quando entra in contatto con l’esperienza di vivere tra due o più culture”.

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Casa Italiana Zerilli-Marimò. Inaugurazione della mostra © Marc Palaver 

Dopo una serie di eventi organizzati a New York al Garibaldi-Meucci Museum, al Calandra Institute of City University e a Casa Belvedere Cultural Center, il gruppo IAVANET torna nella Grande Mela con la mostra “Lavori su carta – Works on paper”, ospitata da Casa Italiana Zerilli-Marimò fino al 17 febbraio: un viaggio esplorativo nel mondo di ciascun autore, ma anche una celebrazione delle diverse tecniche utilizzate per la realizzazione di lavori su materiale cartaceo unici nel loro genere, ispirati ad epoche che vanno dal primo Rinascimento in poi, tra i quali spiccano disegni preliminari per dipinti e sculture, stampe, illustrazioni di libri e fotografie. Oltre a costituire una base per lo sviluppo delle idee visive di ciascun artista, la carta consente di riprodurre opere su larga scala, rendendole disponibili agli acquirenti d’arte ad un prezzo molto più conveniente.

Sarà possibile visitare la mostra fino al 17 febbraio 2017, dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 17.00.

Qui un video della Casa Italiaana NYU sulla mostra (in inglese):

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