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Il design italiano e americano si incontrano a New York

Al Consolato Generale celebrate le sinergie creative tra Italia e USA

Il design americano e italiano si incontrano

Glenn Adamson modera la discussione al Consolato italiano di New York

In corrispondenza della settimana del design a New York e al termine dell'esposizione "Interni Material Immaterial" di Milano, al Consolato italiano di New York si è tenuto un incontro per celebrare le sinergie creative tra il design italiano e statunitense

Già da qualche anno la rivista INTERNI, edita da Mondadori, cerca di trasportare a New York l’energia e l’ottimismo che da 20 anni infiammano il FuoriSalone di Milano. La pietra miliare è stata celebrata proprio quest’anno, dal 3 al 15 aprile 2017, con dislocata in tre diversi punti della città di Milano: l’Università degli Studio di Milano, l’Orto Botanico di Brera e l’Audi City Lab.

Proprio in corrispondenza di NYCxDESIGN, in corso dal 3 al 24 maggio 2017 a New York, INTERNI e il Consolato Generale d’Italia hanno organizzato una discussione per celebrare le relazioni e le sinergie tra il sistema del design italiano e le discipline del design negli Stati Uniti.

Michelangelo Giombini, collaboratore del magazine INTERNI, e il Console Generale Francesco Genuardi hanno presentato gli speaker della serata: Daniel Sundlin, partner dello studio di architettura danese BIG – Bjarke Ingels Group, Christopher Sharples, partner dello studio di architettura newyorchese SHoP Architects, Carlotta de Bevilacqua, Vice President e CEO di Artemide Group, un’azienda italiana di fama mondiale nel campo dell’illuminazione, Carlo Geddo, CEO di Metalsigma USA, un’azienda italiana leader nel campo delle tecnologie per gli involucri degli edifici, e Mauro Porcini, Senior Vice President e Chief Design Officer di Pepsico, una multinazionale americana di snack e bevande. Ha moderato la conversazione Glenn Adamson, Senior Scholar dello Yale Center for British Art.

Un breve video ha mostrato le idee, in quanto tali “immateriali”, che BIG e SHoP hanno ideato per il FuoriSalone, rese “materiali” grazie all’apporto tecnologico fornito rispettivamente dalle due aziende Artemide e Metalsigma.

Daniel Sundlin ha illustrato il progetto Quick brown fox jumps over the lazy dog, progettato da BIG e realizzato da Artemide. Si tratta di un pantogramma (una frase che contiene tutte le lettere dell’alfabeto) realizzato con il sistema Alphabet of Light, che permette la creazione di tutte le lettere dell’alfabeto con solo due elementi. L’idea di questo innovativo prodotto luminoso è stato il pretesto di BIG per intervenire in una maniera leggera e non aggressiva sul Loggiato Est dell’Università Statale d Milano, creando un contesto surreale attraverso l’inserimento di una frase fuori contesto in un edificio storico.

Il design americano e italiano si incontrano

Il pantogramma “Quick brown fox jumps over the lazy dog”

Wave/Cave, invece, è una composizione di 1670 blocchi di terracotta progettata dallo studio SHoP. Il fine dell’installazione è quello di contrastare la vita frenetica odierna che disorienta attraverso la realizzazione di una struttura che trasmette una sensazione di stabilità mentre si attraversano metaforicamente una ad una tutte le ere geologiche. Christopher Sharples ha sottolineato come Metalsigma abbia reso possibile l’installazione di una struttura di oltre 60 tonnellate in un contesto storico come quello del Cortile d’Onore dell’Università Statale di Milano.

Il design americano e italiano si incontrano

L’installazione “Wave/Cave”

Mauro Porcino ha, infine, concluso la conversazione spiegando come il suo ruolo di designer sia a sua volta quello di rendere materico l’immateriale, trasmettendo su carta le idee e i desideri dei consumatori e dell’azienda e convogliando le diverse concezioni che ognuno di noi ha di una stessa cosa su una medesima immagine.

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