Cerca

Arte e DesignArte e Design

Commenti: Vai ai commenti

Michelangelo e Francilla, alla conquista di New York con le candele “pop”

Intervista a Michelangelo Brancato e Francilla Ronchi, ideatori del brand "Coreterno"

Francilla Ronchi e Michelangelo Brancato, gli ideatori di "Coreterno"

Quando il genio artigianale italiano si intreccia con la rivisitazione di stampe antiche: Michelangelo e Francilla, con il loro brand "Coreterno", realizzano cere serigrafate per veicolare messaggi personali. Il brand sta conquistando New York, annovera sempre più fan e a settembre sarà "in vetrina" a Milano

L’entusiasmo, la creatività e l’energia di Michelangelo Brancato e Francilla Ronchi non sono frenati neppure dallo schermo che connette via skype Roma e New York. L’intervista agli ideatori di “Coreterno”, il brand delle cere serigrafate che sta conquistando la Grande Mela e che annovera tra i suoi fan Asia Argento, Cattelan, J-Ax, Emma Marrone e tanti artisti italiani, è un incontro tra amici dove i ricordi si sovrappongono, le voci si intrecciano e i progetti di presente e di futuro si accendono costantemente. Non per consumarsi come una candela, ma al contrario per profumare di positività anche queste righe. In realtà il brand non è legato solo alle cere ma ispira magliette, borse e accessori in pelle, che in settembre saranno presentati alla White Milano, la vetrina dell’imprenditoria innovativa legata alla settimana della moda italiana.

Perché “Coreterno” come brand per delle candele?

Francilla: “Abbiamo cercato tanti nomi cool per la nostra linea di prodotti che non include solo candele. Volevamo un nome di impatto che avesse radici forti con l’Italia e che dicesse di noi. Michelangelo interviene. “Volevamo qualcosa che dicesse di noi, perché siamo stati fidanzati, ci siamo lasciati, poi ci siamo rincontrati per mettere insieme il nostro business, ma non era solo per quello. Non volevamo lasciarci più e ora c’è anche un bambino. In Coreterno c’è tutto questo”.

Un esempio delle candele serigrafate realizzate da “Coreterno”

Una storia d’amore, un occhio e la frase latina del poeta Ovidio sono i tratti distintivi del brand, ma come vi sono venuti in mente questi ultimi due?

Francilla: “Nel 2014 l’occhio era un simbolo originale e non troppo visto in giro e ci sembrava rappresentasse al meglio il senso della visione del nostro progetto. Infatti anche la prima linea di candele si chiama “Visionary pillar candles”.

Michelangelo: “La frase di Ovidio è anche un richiamo alle nostre origini romane e recita: ‘Niente è impossibile ai mortali’.  Richiama il potere che abbiamo di creare quello che vogliamo e quando lo facciamo è come se l’universo ci sostenesse in questo fantastico immaginare e inventare. A noi in fondo è successo così”.

Avete fatto delle candele un oggetto d’arredamento che unisce mistero, ispirazione, stampe antiche. Perché?

Michelangelo: “Io ho passato di curatore e gallerista e ho esposto lavori anche miei, mentre Francilla, oltre ad aver scritto e condotto una trasmissione per Rai4, ha passato di grafica importante. La time-line della nostra impresa è iniziata con una t-shirt indossata da attori e presentatori. La prima è stata Asia Argento al festival di Cannes, ma poi la maglietta con scritto Social phobia è diventata un must di tanti vip. Da lì siamo stati invitati ad eventi per design emergenti e abbiamo trasferito i disegni che facevamo sulle candele”.

Francilla: “In questo siamo dei pionieri perché la tecnica di trasferire un’immagine densa di dettagli anche microscopici è davvero ardua e richiede un lavoro grandissimo di trasferimento del disegno su un materiale che non trattiene inchiostri. Dietro questo prodotto ci sono tre anni di ricerca con esperti del settore e cererie centenarie che ci supportano in questo percorso e che con noi hanno studiato prodotti vegetali, indelebili e non tossici. Il genio italiano dell’artigianato ha vinto questa sfida perché ha saputo metterci cura e amore”.

Come nascono i disegni e le frasi?

Francilla: “Dietro c’è un grande studio e Michelangelo è un appassionato di libri antichi. Nei nostri viaggi cerchiamo sempre stampe antiche e poi consultiamo biblioteche e librerie”.

Michelangelo: “Il concetto di fondo è quello di mischiare antico e moderno e riprendere stampe antiche e dimenticate, magari anche rovinate e restituirgli il loro valore, riadattandole all’oggi.  Abbiamo dovuto re-imparare una tecnica artistica dimenticata e difficilissima come l’incisione su rame, che non fa quasi nessuno, per poter riesumare questo patrimonio artistico. La scintilla pop o rock and roll rende questi disegni antichi e demodé intriganti e contemporanei”.

Quale è il valore aggiunto delle vostre candele?

In coro: “Il messaggio”.

Francilla: “La parola è la cosa più importante delle nostre candele perché offre messaggi positivi e invita alla libertà, al cambiamento, al tirar fuori il meglio di sé. Non sono citazioni ma sono frutto di un patrimonio letterario e di conoscenza ereditato anche dalle nostre famiglie ed è a partire da quelle radici che inventiamo”.

Michelangelo: “Sono un po’ un credo nel quale è bene ricordarsi di credere. Scusa il giro di parole. Eliminata la parte estetica delle candele resta il potere delle parole, il messaggio che non si esaurisce accendendole. Se le tieni in salotto e per cento giorni leggi ‘Credi in te stesso’ credo che qualcosa cambi dentro di noi, cambia l’energia interiore, il nostro equilibrio magnetico”.

È vero che chi le compra vi scrive chiedendovi consigli per la vita di tutti i giorni?

Francilla: “Siamo sommersi h24 di email sulla scia ‘Posta del cuore’. Ci scrivono: ‘Ho litigato con il mio ragazzo, quale candela o quale frase posso regalargli?’ oppure ‘Ho un rapporto difficile con mia madre. Quale sarebbe la frase giusta per lei?’. Questa è la parte divertente del nostro lavoro in cui tocchiamo gli effetti di un messaggio che arriva alle persone. Noi pensavamo di creare un oggetto di consumo e invece scopriamo che le persone non le consumano e non le accendono ma le tengono perché vogliono conservarne il messaggio”.

Come spiegate il feeling con New York?

Michelangelo: “Siamo venuti in viaggio e poi abbiamo deciso di tornarci portandoci in valigia qualche maglietta e qualche candela che avevamo disegnato. Non sapevamo neppure che non potevamo portare merce. Avevamo in agenda qualche numero di telefono e pochi contatti e ci hanno concesso, saltando una fila lunghissima, un tavolino per due settimane alla fiera del design emergente “Artists & Fleas” a Brooklyn. Avevamo 4-5 magliette e tre candele e dopo 40 minuti siamo stati intervistati da una giornalista del New York Post, con tanto di foto e di camere e da lì è partita la nostra avventura americana. In queste settimane abbiamo voluto lanciare proprio a New York la nuova linea di candele profumate che bruciano da 90 a 100 ore dentro contenitori in ceramica con le nostre frasi pop, che continueranno a restare nell’ambiente anche dopo che la cera si è consumata. A gennaio, poi, contiamo di presentare qui tutta la linea del nostro brand che intanto continua ad essere apprezzato e distribuito partendo da New York a tutti gli Stati Uniti. È una città che ci ha ispirato”.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter