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Matera in 40 e più foto in mostra all’Istituto Italiano di Cultura di New York

Intitolata “Matera immaginata-Matera imagined”, l’esposizione include foto di artisti europei e americani nella regione celebre per le sue abitazioni rupestri

Matera, Emmet Gowin - fotografo.

Nel campo fotografico, Matera ha ispirato numerosi autori ad esplorare e a fissare attraverso le immagini lo sviluppo di una comunità che ha a suo tempo incluso registi come Pierpaolo Pasolini e  Mel Gibson e storici e antropologi europei e americani interessati alla civiltà preistorica dei “Sassi”

Organizzata all’Accademia Americana a Roma e trasportata negli Stati Uniti, si è aperta a New York, nei locali dell’Istituto Italiano di Cultura a Manhattan, una interessantissima mostra fotografica che illustra, attraverso l’opera di numerosi fotografi di molte nazionalità, lo sviluppo di una “iconica” cittadina italiana, dall’inizio del dopoguerra a oggi. Intitolata “Matera immaginata-Matera imagined”, l’esposizione include oltre quaranta foto scattate da artisti europei e americani nella regione della Basilicata nell’Italia meridionale, celebre per le sue abitazioni rupestri, i “sassi”,  scavate in epoca preistorica, cittadina che a suo tempo fu descritta dall’autore antifascista Carlo Levi come esempio di località retrograda e povera, nel suo libro “Cristo si è fermato ad Eboli”.

Fosco Maraini – fotografo.

Con i suoi sforzi attraverso i decenni, Matera si è invece elevata e sviluppata al punto da poter essere riconosciuta oggi come modello di moderna autenticità e varietà culturali, e da aver ottenuto in rappresentanza dell’Unione Europea la denominazione di “Capitale della Cultura” nell’anno 2019. Nel campo fotografico, Matera ha ispirato numerosi autori ad esplorare e a fissare attraverso le immagini lo sviluppo di una comunità che ha a suo tempo incluso registi come Pierpaolo Pasolini e  Mel Gibson e storici e antropologi europei e americani interessati alla civiltà preistorica dei “Sassi”. I fotografi autori delle opere esposte nella mostra vanno da artisti celebri come il francese Henri Cartier Bresson ad altri internazionalmente meno noti di varia nazionalità come gli italiani Piergiorgio Branzi, Mario Carbone e Fosco Maraini, o gli americani Marjorie Collins e Dan Weiner. La mostra, che è stata curata da Lindsay Harris, Professor of the Humanities presso l’Accademia Americana, è stata presentata a New York dal direttore dell’Istituto di Cultura Giorgio van Straten alla presenza del Console Generale e di una numerosa folla di invitati. Rimarrà aperta fino al 18 dicembre, e il 12 dicembre sarà accompagnata all’Istituto (situato in Park Avenue 686) da una conversazione a cui parteciperanno il prof. Harris e personalità culturali italiane e americane.

di M. M. 

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