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Libri

L'animale femmina: storia del coraggio di una donna che riconosce la bellezza

Intervista con Emanuela Canepa, bibliotecaria padovana rivelazione di Einaudi col suo romanzo d'esordio

"L’animale femmina" ha vinto il Premio Calvino 2017 e sta riscuotendo un grande successo. Emanuela Canepa, in questa intervista si racconta come scrittrice e come donna: "Ci può essere bellezza solo se riesci a coincidere con quello che sei e a stare bene nel tuo corpo, qualunque sia... Le donne intelligenti, belle o brutte che siano, trovano il modo di aprirsi una strada"

di Isabella Zuppa

Letti per voi

Consigli di lettura

Javier Marías: Berta Isla e l’ossessione per il segreto

Un autore che non consente mezze misure, raffinato indagatore dell’animo umano

Nel romanzo "Berta Isla" la via di uscita da un’esistenza grigia – che conduce la stragrande maggioranza dell’umanità - Javier Marias passa per l’adesione alla segretezza, a una causa tenuta al riparo dagli sguardi indiscreti.  Al contrario, “tutto ciò che è conosciuto" è destinato ad essere inghiottito e banalizzato, a tutta velocità, e a non avere quindi nessuna vera influenza".

di Marco Pontoni

Non piangete Philip Roth ma continuate a leggerlo, per ascoltarvi

Lo scrittore di Newark morto a New York, ha messo d'accordo quasi tutti anche se la sua insistenza sui temi del sesso può avere disturbato qualcuno

A volte Philip Roth è stato accusato, secondo me a ragione, di essere un po' monocorde, nei temi trattati così come nei suoi personaggi. Ma quello che doveva dire lo ha detto bene. Raccontando la sua vita interiore e le sue esperienze di maschio bianco, ebreo-americano, di classe media, incline alla vita intellettuale e all'eros, ha costruito una galleria di specchi in cui moltissimi uomini e moltissime donne si sono guardati, e riconosciuti

di Marco Pontoni

Alla ricerca di libri italiani a New York: aveva ragione Lorenzo Da Ponte?

Curiosando per le librerie di Manhattan, qualche osservazione sui grandi autori italiani… duecento anni dopo

Secondo Lorenzo Da Ponte, autore dei libretti di Mozart e uno dei primissimi italiani espatriati a New York a cercar fortuna, la lingua italiana era considerata troppo poco commerciale, e per questo, in America, era un lusso studiarla o leggerla. A distanza di circa due secoli, mi chiedo io, che cosa si riscontra di ancora attuale nella denuncia dell'intellettuale illuminista?

di Maria Tartari

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