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Gialli e scrittori “fai da te”

di Niccolo D'Aquino
Un tesoro nascosto e un carteggio segreto (tra Mussolini e Churchill) in un “giallo” dagli esiti imprevedibili di Paolo Di Vincenzo

Piccoli autori crescono, anche in Italia. Merito dell’ebook e del self publishing che, partiti negli Usa, sono ormai parte integrante della rivoluzione digitale e stanno cambiando per sempre il mercato del libro. Grazie a internet e al passaparola in rete, i nuovi scrittori “fai da te” scavalcano l’editore tradizionale, quello della vecchia, romantica e costosa carta. Sono sempre di più, ma il caso di Paolo Di Vincenzo ci tocca da vicino. Perché è su queste colonne, lette ovviamente online, che il giornalista di Pescara aveva appreso mesi fa del successo di un altro collega, Guido Mattioni e del suo Ascoltavo le maree/Whispering tides, libro fatto in casa e oggi finalista ai Global eBook Awards di Santa Barbara (California). Uno scambio di email con l’estensore di queste righe, poi il contatto diretto con Mattioni, dispensatore di consigli. Ed ecco Il mistero dell’oro di Dongo opera prima di Di Vincenzo, cronista che, fatto piuttosto raro in questi tempi di crisi, ha lasciato il sempre più raro posto fisso in un quotidiano proprio per dedicarsi alla scrittura e all’arte; con la moglie, Marina Di Crescenzo, ha anche aperto un sito internet: http://www.arteabruzzo.it

In foto, Paolo Di Vincenzo

Questo libro digitale è un buon esordio. È un giallo storico ricco di colpi di scena che ruota attorno a un mistero insoluto da quasi 70 anni, forse il primo della lunga stagione di casi irrisolti del dopoguerra italiano: un tesoro nascosto, un carteggio segreto, quello tra Mussolini e Churchill, di cui si è tante volte favoleggiato. Una fiction dove elementi reali, l’oro di Dongo (il tesoro che il Duce e i suoi gerarchi si portavano dietro nell’aprile 1945 per garantirsi la fuga), si mescolano con altri puramente immaginari.

Protagonista è un giornalista, di Pescara come l’autore, coinvolto in un caso più grande di lui e diventato detective per caso in seguito a una telefonata. Segue un viaggio a Gardone dove c’è il Vittoriale, la casa museo in cui D’Annunzio, altro pescarese, visse da recluso e dove si cela la soluzione del mistero.

Storia e invenzione si fondono in un giallo dagli esiti imprevedibili. Il racconto, breve ma intenso, ha un ritmo incalzante. Nella storia, inventata eppure verosimile, incontriamo personaggi tipici della recente storia d’Italia: faccendieri, depistatori di Stato, servizi segreti, ma anche servitori dello Stato e giornalisti che non piegano la schiena. E alcuni di loro, a cominciare dal protagonista ma c’è anche una intrigante e bellissima commissaria di polizia, sono “pronti” per il sequel. Il libro è disponibile solo su e-book: nessun albero e nessuna foglia distrutti. E, come è la regola nell’editoria elettronica, a un costo minore di un pacchetto di sigarette (ma leggere non fa male alla salute): $ 4.75 su Amazon oppure su http://www.smashwords.com/books/view/151807.

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