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FESTIVAL DI TORRICELLA PELIGNA/ Sulle tracce di John Fante

di Generoso D’Agnese
Di LIl direttore artistico Giovanna Di Lello durante la presentazione del festival

Di LIl direttore artistico Giovanna Di Lello durante la presentazione del festival

Settima edizione del premio in onore dell’autore di “Full of Life” Tre giorni di incontri e dibattiti con scrittori esordienti

Era il 1952 quando negli Stati Uniti uscì il romanzo “Full of Life”, opera autobiografica di John Fante. A 60 anni dall’evento, Torricella Peligna ha celebrato il suo amato figlio nato in Colorado, presentando un nutrito tributo nella settima edizione del Festival letterario organizzato da Giovanna Di Lello.

Iniziata il 24 agosto, la manifestazione si è conclusa il 26 agosto con un tour mattutino nel centro storico di Torricella Peligna sulle tracce di Nick Fante, padre dell’autore italoamericano. Francesco Durante, docente  di Cultura e letteratura

degli italiani d’America presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha presentato invece la scrittrice italo-somala Igiaba Scego nello spazio “IN BETWEEN, VIVERE TRA DUE MONDI” mentre in serata è stato proiettato il film tv “Sicilia amara” (1968) di Luigi Filippo D’Amico, prodotto da Marcello D’Amico, con Salvo Randone, Turi Ferro, Guido Leontini, tratto dai racconti di Luigi Pirandello “La cattura” e “La lega disciolta”, cui seguirà il reading in lingua originale di Dan Fante e dell’attore Ray Abruzzo, in italiano dell’attore Domenico Galasso di tutti quelli che vogliono rendere omaggio a “Full of Life”.

Torricella Peligna ha quindi riconfermato la propria vocazione al recupero di una memoria storica che ormai si è trasformata in un appuntamento fisso dell’estate letteraria italiana. Nelle tre giornate si sono alternati incontri e dibattiti sulla figura e l’opera dello scrittore e sceneggiatore, grazie alla presenza del figlio Dan Fante e prestigiosi ospiti tra cui Masolino e Caterina D’Amico, Igiaba Scego, Federico Moccia e l’attore italoamericano Ray Abruzzo.

Sandro Veronesi, grande estimatore di John Fante ha tenuto una lectio magistralis sullo scrittore e, un reading di brani delle opere fantiane con la straordinaria partecipazione di Vinicio Capossela. Organizzato dal Comune e diretto dalla giornalista Giovanna Di Lello, con il coordinamento della Pro Loco di Torricella Peligna, il festival ha ancora una volta coinvolto l’universo letterario dei giovani e degli scrittori esordienti, celebrati con il Premio letterario John Fante.

La giuria tecnica del premio ha conferito il premio “John Fante Abruzzo” per opere prime e seconde (che abbiano un legame con l’Abruzzo) a Barbara Di Gregorio con Le giostre sono per gli scemi (Rizzoli, 2011) riservando una menzione particolare per Patrizia Di Donato con La neve in tasca (Edizioni Duende, 2011) e un applauso sincero al grande lavoro organizzativo di Giovanna Di Lello. Abruzzese originaria di Colle di Mezzo, Giovanna è nata a Hamilton (Canada) e si è trasferita da ragazza a Vevey (nella parte francese della Svizzera). La creatrice del Festival dedicato a John Fante ha deciso di trasformare le sue emozioni di figlia di emigrati in energia creativa, scegliendo la telecamera come strumento di racconto e la ricerca delle radici come tema dominante delle sue produzioni. Giovanna Di Lello fa del viaggio l’unico luogo in cui si sente perfettamente a suo agio. Documentarista di talento Giovanna Di Lello ha deciso di dedicare al mondo migrante il suo occhio di regista e di videomaker, trasferendo nelle immagini quella sottile malinconia comune a tanti figli di emigranti co costretti a vivere nella terra dei genitori rientrati in patria.

“Quando penso – spiega la giornalista – di dover raccontare una storia, in video o per iscritto, assumo subito uno sguardo da figlia di emigrante. Mi sento prevalentemente italiana ma con una parte straniera che negli anni ho custodito gelosamente. L’essere nata e cresciuta in un paese straniero vivendo però pienamente la proprio cultura d’origine mi ha reso però anche più forte dandomi la possibilità di sentirmi a casa ovunque. Di fatto mi sento un cittadino del mondo”.

 

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