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IL Quaderno della fenice

Il quaderno della fenice Il nuovo libro di un autore controverso e che non lascia indifferenti.

Una serie di dialoghi sul tema della reincarnazione e sulle conseguenze delle azioni sul karma.

Estratti dal libro "Il quaderno della fenice"

 

Il musicante era uno degli amici prediletti di Jozef : sposo di Ingrind e padrone di casa.
Fra loro nascevano spesso discussioni legati all’esistenzialismo ed il mistico musicante si scontrava spesso con il razionale Jozef –

Jozef : Ti ascolto!

Musicante : La sola forma di ateismo autentica é in teoria , la filosofia razionale e critica che rifiuta la pretesa di fondare la vita sull’assoluto; nella pratica di un’etica pragmatica, regolatrice del desiderio nella relazione con se stessi e con gli altri .

Jozef: In cosa, voi esseri mistici che affermate l’incomprensibilità assoluta della divinità, vi distinguete dagli scettici e dagli atei che pretendono la causa di tutto sconosciuta e illeggibile? E ancora, questa storia di anima, entità invisibile, inverificabile e talmente aleatoria … certo bisogna riconoscere che é un’invenzione formidabile e non é la sola, tutta la religione é costruita su un sistema d’affermazioni dello stesso genere, impossibile da dimostrare e dunque innegabili, consolatrici e terrificanti, ma là dove siamo obbligati ad ammirare è nell’affermazione di una specie animale (la nostra) che è solamente in apparenza simile alle altre per il suo aspetto e per la materia di cui é composta, ma che essa e solo essa possiede una cosa essenziale e sublime, immortale sembrerebbe, che le altre creature di carne e ossa non hanno, che questa entità invisibile é il suo vero “io” che sopravvive a tutto, il resto: solo vili spoglie destinate alla putrefazione.Questa scintilla divina la rende non solamente superiore alle altre specie viventi, ma sopratutto differente nell’essenza in quanto venendo dalla natura stessa di dio, questo le da diritto di vita e di morte su tutto ciò che vive! Mi viene da pensare al buon vecchio colpo della razza superiore.

Musicante: In queste ultime settimane, mi sono dedicato allo studio del quintetto in la maggiore di Schubert. Si tratta di un opera non breve e strutturalmente tutt’altro che elementare, la frammentazione degli ultimi tre movimenti, rendono apparentemente più breve il percorso e presentano il nuovo sotto una luce di familiarità che invita alla scoperta.

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