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Da Manhattan a Capri, letterature a confronto

Antonio Monda, durante la presentazione. Sotto la scrittrice Lila Azam Zanganeh. (Foto di Mario Bucolo per PhotoSpotLand.com )

Antonio Monda, durante la presentazione. Sotto la scrittrice Lila Azam Zanganeh. (Foto di Mario Bucolo per PhotoSpotLand.com )

Presentata alla Casa Italiana della New York University l'ottava edizione del festival letterario, Le Conversazioni, ideato da Antonio Monda. Tra giugno e luglio, scrittori americani e italiani si incontreranno sul Golfo di Napoli

 

Letterature a confronto da Manhattan al Golfo di Napoli. La settima edizione del festival letterario Le Conversazioni, ideato da Antonio Monda e Davide Azzolini, è stata presentata ieri, mercoledì 8 maggio, alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University. 

Vincitori e Vinti è il tema di quest'anno che, ci spiega Antonio Monda, scrittore, regista, giornalista e docente alla Tisch School of the Arts della New York University, cela una serie di interrogativi filosofici: “C'è davvero chi vince e chi perde? Esistono i vincitori e gli sconfitti? Faulkner, ne L'Urlo e il Furore, dice che nella vita si può solo perdere. Mi interessa esplorare queste idee. Come al solito cerchiamo di essere una fucina di idee provocatorie. Con Le Conversazioni abbiamo sempre detto cose contro corrente e stiamo continuando su quella strada”.

Il festival, che si svolgerà a Capri lungo due fine settimana, tra il 28 giugno e il 7 luglio, vedrà sfilare diversi nomi del panorama artistico internazionale. Si comincia con Michael Chabon, premio Pulitzer nel 2001 e autore di I misteri di Pittsburgh e Le fantastiche avventure di Kavalier & Clay, che aprirà la rassegna, in conversazione con la moglie Ayelet Waldman, autrice del controverso Bad Mother: A Chronicle of Maternal Crimes, Minor Calamities, and Occasional Moments of Grace. Seguiranno Elizabeth Strout, autrice di Olive Kitteridge, con cui ha vinto il Premio Bancarella nel 2010, e Adam Johnson, premio Pulitzer 2013 per Il signore degli orfani. E ancora la scrittrice indo-americana Jhumpa Lahiri, premio Pulitzer nel 2000 per la raccolta di racconti L'interprete dei malanni,  e l'autore e poeta Canadese, originario dello Sri Lanka, Michael Ondaatje, conosciuto in tutto il mondo per Il paziente inglese, vincitore del Booker Prize. A rappresentare l'Italia saranno Antonio Baricco che parlerà domenica 30 giugno e Claudio Magris, giornalista, saggista e romanziere, vincitore del Premio Strega con Microcosmi.

E non c'è solo la letteratura in questa edizione de Le Conversazioni: a Capri ci sarà anche il compositore Stephen Sondheim, vincitore di un premio Oscar e di diversi Grammy and Tony Awards per la colonna sonora di decine di film. 

Quest'anno le intersezioni tra le arti avvengono su entrambe le sponde dell'Atlantico. Il festival, infatti, ha anche una sezione newyorchese. Si comincia stasera alle 7.00 con un evento, parte  del ciclo di incontri Films of My Life, dedicato alle relazioni tra arte, architettura, letteratura e cinema: Daniel Libeskind e l'artista Marina Abramovic si incontreranno alla Morgan Library per parlare dei film che hanno segnato la loro vita e il loro lavoro. A Novembre, poi, altri eventi alla Morgan Library e al MOMA, con gli scrittori Edgard Lawrence Doctorow e Jeffrey Eugenides, e la regista Julie Taymor.

“Una delle motivazioni che ci ha spinto a dare vita a questo festival – commenta Antonio Monda a La Voce di New York – è che c'è molto poco scambio tra le letterature e le arti americane e italiane. E paradossalmente, nonostante il mercato editoriale americano sia noto per tradurre pochissimi libri da altri paesi, mentre noi traduciamo molti autori americani, è l'Italia quella meno permeabile. Noi italiani abbiamo questo complesso di superiorità che ci impedisce di assorbire realmente le altre culture”. 

 Ieri sera, alla presentazione di questa ottava edizione de Le Conversazioni, la Casa Italiana era gremita. A completare l'attrattiva dell'evento hanno di certo contribuito il ricco buffet con pasta fresca, vini e gelati italiani e la presenza in sala di celebrità, come la scrittrice francese di origine Iraniana Lila Azam Zanganeh. Ma la grande partecipazione di pubblico è segno del fatto che, almeno all'interno della comunità italiana newyorchese, l'interesse per lo scambio e le intersezioni tra le arti e le culture non manca. 

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