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Carlos Marcello, il boss che odiava i Kennedy

di La VOCE NY

Esce in inglese il libro di Stefano Vaccara che svela il coinvolgimento del boss mafioso di New Orleans nell'assassinio del presidente. Per il 50° anniversario della morte, mercoledì 22 la presentazione all'ONU, dove JFK pronunciò uno dei suoi ultimi discorsi

C'è la mafia dietro una delle pagine più drammatiche della storia moderna americana. La mafia che, arrivata in terra straniera, fu capace di modificare il corso della storia. A svelarlo è il libro Carlos Marcello il boss che odiava i Kennedy, scritto da Stefano Vaccara, direttore de La VOCE di New York. Uscito a inizio 2013 per Editori Riuniti, il libro è oggi tradotto in inglese con il titolo Carlos Marcello. The Man Behind the JFK Assassination  (Enigma Books) e verrà presentato dall'autore al Club dei corrispondenti esteri dell'ONU (UNCA) oggi, mercoledì 20 novembre, alle 3.00 pm. Con l'occasione Stefano Vaccara, presentato da Pamela Falk, corrispondente della CBS e presidente dell'UNCA e introdotto dal giornalista bosniaco Erol Andovic, discuterà del ruolo della mafia nella storia americana e anche del rapporto  tra l'amministrazione Kennedy e le Nazioni Unite.

Copertina

La copertina dell’edizione americana

Forse non tutti sanno che la mafia siciliana in America mise radici a New Orleans prima che in qualsiasi altra città. I capi dei primi gruppi mafiosi in terra straniera avevano conservato un forte legame di usanze e tradizioni con l'organizzazione criminale segreta in Sicilia. Arrivato negli USA da piccolissimo, Carlos Marcello, al secolo Calogero Minacori, era figlio di emigrati di Ravanusa, il paese in provincia di Agrigento. Per decenni Marcello fu il boss incontrastato della criminalità organizzata del Sud. Controllava Louisiana, Mississippi, Florida, Alabama e Texas su cui governava con pugno di ferro, utilizzando i suoi soldi e il suo potere per esigere fedeltà e favori da parte di politici, giudici e capi della polizia. Finché la sua strada non incrociò quella dei Kennedy.

Nel 1959 Robert e John Kennedy erano parte di una commissione che indagava sui rapporti tra i sindacati e la criminalità organizzata. I due interrogarono Marcello che più volte invocò il quinto emendamento rifiutandosi di rispondere alle domande sui suoi rapporti con la criminalità e sul suo passato. Fu in quell'occasione che Robert Kennedy pubblicamente fece presente a Marcello che sarebbe diventato obiettivo di ulteriori indagini. Nel 1961, non appena divenne Attorney General (Ministro della Giustizia), Robert Kennedy fece in modo che Carlos Marcello fosse deportato in Guatemala in condizioni che avrebbero messo a rischio la sua vita. Ma passarono solo pochi giorni e il boss era di nuovo a New Orleans, deciso a vendicarsi. Marcello sapeva che i Kennedy volevano distruggere lui e il suo impero: si trattava di una battaglia all'ultimo sangue da condurre nella migliore tradizione di Cosa Nostra.

Fu allora che entrò in scena l'ex marine un po' sciroccato, simpatizzante comunista, Lee Harvey Oswald, anche lui nato e cresciuto a New Orleans: il capro espiatorio perfetto nel piano di Marcello. E poi Jack Ruby, una figura molto vicina alla famiglia criminale Marcello, che doveva mettere a tacere per sempre il presunto assassino del presidente. Nel libro di Vaccara, personaggi, situazioni e strategie criminali e politiche compongono una trama che si rivelò drammaticamente all'America la mattina del 22 novembre 1963, quando il presidente Kennedy sfilava nella sua Limousine decappottabile per le strade di Dallas. Un colpo gli fece saltare la calotta cranica. Lee Oswald venne arrestato un'ora dopo e presentato a una nazione sotto shock come l’assassino del presidente degli Stati Uniti d’America. Due giorni dopo Oswald, scortato dalla polizia, venne ucciso in diretta tv da un gestore di locali notturni di Dallas, Jack Ruby.

La commissione Warren, incaricata di indagare sull'assassinio Kennedy, non riconobbe il coinvolgimento della criminalità organizzata nella vicenda e, incapace di capire la struttura e i meccanismi che regolano Cosa Nostra, sottovalutò il potere di Carlos Marcello. Oggi l'America si trova davanti a una lettura dell'omicidio Kennedy che ribalta la storia. Stefano Vaccara la racconta come un romanzo ma si tratta della cronaca di una verità storica che l’America per mezzo secolo non ha voluto accettare. Il libro viene presentato alle Nazioni Unite, a due giorni dal cinquantesimo anniversario della morte del presidente John F. Kennedy, proprio dove JFK pronunciò nel settembre del 1963 uno dei suoi ultimi storici discorsi. 

Il libro è disponibile sullo store online di Barnes & NobleQui sotto il book trailer:

                   

 

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