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Storia della Mondadori. Prima in Italia grazie ad Arnoldo

Antonio Riccardi e Mariarosa Bricchi

Antonio Riccardi e Mariarosa Bricchi

Antonio Riccardi e Mariarosa Bricchi, ospiti all'Istituto italiano di Cultura, ripercorrono per tappe la storia della più grande azienda editoriale in Italia e promuovono il progetto www.booksinitaly.it, per la diffusione dell'editoria italiana nel mondo

 

Come accadde per molte aziende italiane divenute grandi nel mondo, anche la storia della casa editrice Mondadori è strettamente legata alla figura di un uomo, Arnoldo Mondadori, il suo fondatore, che agli inizi del XX secolo iniziò la sua carriera di ‘stampatore’, per poi mettere in piedi, passo dopo passo, l’impero editoriale che la sua omonima azienda è divenuta.

All’Istituto italiano di Cultura di New York, il 22 Ottobre, si sono ripercorse le tappe della sua affascinante storia, frammentata dagli episodi che hanno sconvolto il ‘900, insieme a Mariarosa Bricchi della Fondazione Alberto e Arnoldo Mondadori e ad Antonio Riccardi, direttore letterario dell’azienda. “Negli anni ‘20 e ‘30 Mondadori ha posto le basi della storia dell’editoria italiana fino alla seconda metà del secolo – ha detto Bricchi – contribuendo a ridurre l’analfabetismo italiano al 27%”. La sua scommessa fu proprio quella di avviare un processo di letteralizzazione popolare in un’Italia ancora rurale, poco scolarizzata, dove chi non sapeva leggere né scrive costituiva un’ampia fetta della società. Per questo iniziò col formare un nuovo ordine di lettori, tramite club del libro, opere di promozione e di distribuzione prima di riviste, poi di libri di ogni genere, caratterizzandosi così per la sua impronta generalista. “Se gli altri editori cercavano di confezionare le edizioni delle opere che pubblicavano pensando a un pubblico preselezionato – ha spiegato Riccardi – Mondadori ha voluto da subito allargare la fetta di lettori senza costringerli a leggere nulla di prestabilito, piuttosto puntando a rendere qualunque letteratura diffusa e popolare”.

Dalle sue origini l’azienda fu stabilita a Milano, inizialmente interessata alla pubblicazione di riviste quali Tempo, Confidenze, Cosmopolitan, Casa Viva, Micky Mouse (divenuto in italiano Topolino) e concentrata sulla distribuzione della letteratura nostrana. Nei primi anni ‘30 cominciò a sentirsi la necessità di ampliare il raggio, aprendosi alla letteratura internazionale. La vera grande intuizione furono le pubblicazioni in serie, con l’exploit dei celeberrimi Oscar Mondadori e delle collezioni di libri gialli. “Gli Oscar erano libri a uscita settimanale dal costo ridottissimo, sole 3,5 lire”, ha raccontato Bricchi. Con l’avvento del fascismo, Mondadori cavalcò l’onda, iscrivendosi al partito dal quale seppe trarre favori e vantaggi, portando la sua azienda ad essere la prima impresa editoriale in Italia, fino a quando morì nel ‘71.

“Vorrei che sotto ogni campanile ci fosse un posto dove comprare dei libri” – sosteneva Mondadori, e Riccardi ha spiegato come ciò si traducesse nel suo sogno di aprire un negozio di libri in ogni villaggio, in ogni piccolo frammento d’Italia lasciato a se stesso. Da quei giorni lontani, oggi la Mondadori è divenuta un’azienda leader non solo in Italia, dove deteniene il primato delle vendite, ma anche all’estero, aprendo sedi e partnership in tutto il mondo. “Oggi l’azienda ha 3.400 dipendenti, che fino a qualche anno fa – ha spiegato Riccardi – erano 7.300”. Presumibilmente la crisi ha dimezzato il personale, ma la Mondadori resta prima in Italia “non solo per numeri, ma anche e soprattutto per aver contribuito in maniera così preminente alla diffusione della letteratura in Italia”, ha proseguito Riccardi.

Alcune edizioni dei suoi libri, ad esempio quella del poeta tedesco Hölderlin, sono state curate così attentamente, con cantieri editoriali durati anni, da essere prese come modello di riferimento dagli stessi tedeschi. “La traduzione della Recherche di Proust è durata 12 anni, a testimonianza che la dedizione alla preservazione dei grandi classici, anche quelli economicamente sconvenienti, è una delle caratteristiche che l’azienda porta nel suo DNA” ha detto Riccardi.

Infine, i due relatori hanno illustrato la particolare archittettura della sede Mondadori, che vanta la firma di un architetto come Oscar Niemeyer, il quale ha voluto ergerla su una piccola laguna artificiale, caratteristica dei suoi lavori. “E’ stata progettata con delle solette di cemento armato che hanno la capacità di reggere 250/300 kg al cm2, così posso stare tranquillo di non sprofondare insieme a tutti i libri che la struttura contiene”, ha scherzato Riccardi.

In ultimo, Mariarosa Bricchi ha introdotto il progetto www.bookinitaly.it (sito in costruzione), una piattaforma digitale pensata dalla Mondadori per la diffusione dell’editoria italiana nel mondo, che fotografa la situazione dell’editoria in Italia e si preoccupa di trovare format adeguati a un pubblico estero, come le collezioni vintage. Il sito può essere visionato in inglese e in italiano, oltre a una sezione notizie, offre uno spazio per le recensioni dei libri e si preoccupa di espandere la collaborazione internazionale tramite appositi progetti di membership, cui si può aderire facilmente aggiungendo le proprie opere al catalogo multimediale. 

 

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