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Trittico d’autore con desiderio: Dante Pasolini, Morante e l’amor che tutto muove

Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini

Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini

Pubblico attentissimo alla Casa Italiana Zerilli Marimó della New York University per la presentazione del libro Amor che move del professor Manuele Gragnolati in cui si analizzano le corrispondenze tra la Vita Nova di Dante e le ultime opere di Pier Paolo Pasolini ed Elsa Morante, attraverso il filtro della corporeità come strumento di identità

 

Come si intrecciano corporeità, desiderio e linguaggio nell'opera di Dante, Pier Paolo Pasolini ed Elsa Morante? E qual è la forma che la soggettività prende nel testo letterario?

Ci si aspetterebbe che domande come queste, che sono al centro del libro di Manuele Gragnolati Amor che move (Il Saggiatore 2013), risultino più rilevanti soprattutto tra gli etérei gruppi di "addetti ai lavori" della letteratura. Invece, alla conferenza organizzata venerdì 14 novembre dalla Casa Italiana della New York University Zerilli Marimò, la sala della Biblioteca che ospitava l'evento, era talmente piena che molti tra gli intervenuti si sono dovuti accontentare di restare all'impiedi o addirittura di ascoltare la presentazione di Gragnolati dal corridoio.

Il professor Gragnolati dopo la sua presentazione alla Casa Italiana Zerilli Marimó

Manuele Gragnolati dopo la sua presentazione alla Casa Italiana Zerilli-Marimó

Professore di Letteratura Italiana all'Università di Oxford, Manuele Gragnolati ha introdotto ad un pubblico molto attento ed eterogeneo alcune delle tesi principali del suo libro e in particolare le connessioni tra la Vita Nuova di Dante, l'ultimo incompiuto scritto di Pier Paolo Pasolini Petrolio e il romanzo di Elsa Morante Aracoeli.

Connessioni letterarie tuttavia concepite in una nuova chiave di lettura critica che, collegandosi ad una tesi ipotizzata dalla studiosa americana Donna Haraway, propone non tanto una riflessione sui punti di contatto tra le varie opere ma piuttosto una "diffrazione" che, nelle parole dello stesso Gragnolati nell'introduzione del suo libro "fa interagire i testi al di là di ogni legame apparente di parentela e li studia non solo insieme, ma anche l’uno attraverso l’altro, produce una nuova coscienza critica che non è interessata alla riflessione ostinata sul rapporto tra l’originale e la sua copia, ma cambia la prospettiva e vuole produrre qualcosa di nuovo".

Gragnolati ha iniziato il suo intervento con la lettura di alcuni passi di Petrolio il testo di Pasolini che, stando alle dichiarazioni dello stesso autore, introduce il concetto di Poetica anarchica uno stile compositivo e linguistico che, secondo lo stesso Pasolini, non avrebbe "né un inizio né una fine" a testimonianza di un rifiuto della tradizionale organizzazione teleologica del romanzo.

Il protagonista di Petrolio è Carlo, un ingegnere della borghesia torinese il quale, nel corso del romanzo, quasi con una metamorfosi di stampo kafkiano, si trasforma in donna e si ritrova in una serie di situazioni "estreme" come quelle ritratte nel Pratone della Casilina in cui Carlo intrattiene rapporti di sesso orale con un numero di ragazzi della periferia romana e, successivamente, nell'Appunto 7, anche con la madre, le sorelle, la nonna e le serve.

Gragnolati mette in evidenza che la figura di Carlo con il suo cambio di identità e questa sua incursione nel mondo della depravazione e dell'umiliazione sessuale è un mezzo per dimenticare e trascendere se stesso, la propria storia e la propria identità. Il processo contrario, in un certo senso, rispetto a quanto avviene con Dante nel La Vita Nova.

Nell'ultimo romanzo di Elsa Morante Aracoeli (Einaudi 1982) invece, Gragnolati vede nel protagonista Manuel, il simbolo di un recupero; di un ritrovamento della storia personale, di un'identità. Un ritrovamento che avviene attraverso la figura materna (Aracoeli), la contadina andalusa che diventa prima l'amante e poi la sposa dell'ufficiale di marina italiano e padre di Manuel.

Interessante anche il contrasto tra il periodo in cui Manuel vive con la madre nel quartiere romano di Monte Sacro, una vita di armonia simbiotica in cui Aracoeli, non avendo ancora appreso l'italiano, comunica con il figlio con un idioma che è un misto di spagnolo e italiano e che sembra rappresentare per il giovane protagonista anche una riappropriazione di forme di comunicazione prelinguistiche, fisicamente apprese e ritmate dalla suzione dell’infanzia o addirittura nella potenzialità ancora indifferenziata della vita in utero.

A questo periodo si contrappone il trasferimento nei "quartieri alti" dei Parioli, nella casa del padre che è anche l'adattamento ad nuovo ordine eteronormativo, alla temporalità lineare borghese, alla cristallizzazione della fluidità embrionale nelle convenzioni sociali acettate.

Malgrado la complessità intellettuale delle questioni trattate, Gragnolati è stato molto efficace nello spiegare al pubblico presente le sue intuizioni e le ipotesi di studio da lui utilizzate per esplorare, attraverso il linguaggio, i temi del desiderio e della corporeità di tre autori strettamente connessi tra di loro. Le singole opere vengono analizzate nella loro specificità, ma non allo scopo di approfondire le influenze di un autore sull'altro, bensì di creare una costellazione di testi che si illuminino a vicenda per proporre dialoghi incrociati, anche quando i legami sembrano meno diretti.

 

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