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Gli scorpioni del deserto di Pratt “pungono” anche in inglese

Esce in traduzione inglese e con nuova colorazione, uno dei classici di Hugo Pratt, Gli scorpioni del deserto. Ambientata in Africa orientale, dove Pratt aveva vissuto ed era arruolato nella milizia coloniale, l'opera è ricca di ricordi personali che danno un sapore di verità alla storia, raccontata con il tratto pulito tipico del grande fumettista 

Hugo Eugenio Pratt (Rimini, 1927 – Losanna 1995) è stato uno dei maggiori autori di fumetti a livello mondiale. Il personaggio più famoso uscito dalla sua matita è senza dubbio il romanticissimo Corto Maltese, marinaio-avventuriero comparso per la prima volta ne Una ballata del mare salato del 1967.

Recentemente Cong Editions – società con sede in Svizzera, a Grandvaux, creata dallo stesso Pratt nel 1983 – ha tradotto in inglese, e ripubblicato con nuova colorazione, un'altra delle sue opere, Gli scorpioni del deserto, ambientata in Africa orientale, dove Pratt aveva vissuto da ragazzino, essendo il padre arruolato nella polizia coloniale italiana. Iniziata nel 1969, l'opera integrale si compone di cinque storie, pubblicate in epoche diverse, a cui se ne sono  aggiunte altre due dopo la morte di Pratt, per mano di disegnatori diversi. 

cover

La copertina del libro in edizione inglese

Protagonista di The scorpions of the desert (il primo episodio), è il capitano polacco Koinsky del Long Range Desert Group . Lo scenario, le sabbie del Sahara egiziano, è quello del sanguinoso conflitto fra inglesi – che controllavano all'epoca parte del Nord Africa, del Medio Oriente e dell'Africa Orientale – e italiani, attestati in quell'ampia fetta di Corno d'Africa che comprendeva Etiopia, Eritrea e Somalia. 

All'epoca il quattordicenne Pratt era stato avviato dal padre – che poi morirà in un campo di prigionia inglese – alla milizia coloniale di stanza ad Addis Abeba, capitale dell'Etiopia/Abyssinia. Il futuro grande maestro del fumetto italiano era dunque uno dei più giovani soldati dell'esercito italiano, una sorta di mascotte per il suo battaglione. Quei ricordi conferiscono un sapore di verità alla storia, raccontata con il tratto pulito ed espressivo che Pratt ha passato in eredità anche al suo allievo Milo Manara. Gli Scorpioni furono realmente una milizia (irregolare) dell'esercito britannico, composta esclusivamente di volontari: Pratt li conobbe di persona, ma non in Africa, bensì a Venezia, nel 1944, durante la Liberazione. "Hugo Pratt did not love war" (“Pratt non amava la guerra”), recita l'introduzione dell'opera; tuttavia certamente subì il fascino di quegli uomini, e delle gesta di cui si resero protagonisti. 

tavola

Una delle tavole del fumetto The Scorpions of the Desert recentemente tradotto da Cong Editions

Ben venga, quindi, questa nuova traduzione, che anche gli americani potranno godersi. Pratt è stato più volte accostato ai grandi autori di avventure – e non solo – della letteratura moderna, come Conrad, Dumas o anche Salgari, tanto che per definire le sue storie è stato appositamente coniato il termine di "letteratura disegnata". 

"We can safely say – si legge ancora nell'introduzione di The Scorpions of the Desert  – that it was Pratt who introduced literature to the world of comics. Pratt’s own life reminds one of a character straight out of an adventure novel" (“Possiamo tranquillamente dire che è stato Pratt che ha introdotto la letteratura al mondo del fumetto. La stessa vita di Pratt ricorda quella di un personaggio uscito dritto da un romanzo d'avventura"). E in effetti è proprio così: la vita di Pratt – nato in una famiglia cosmopolita (il nonno paterno, Joseph, era di origini inglesi, quello materno un ebreo marrano, la nonna di origine turca) – è stata ricca di colpi di scena e di spostamenti, dalla Romagna all'Africa, dall'Argentina al Brasile, Amazzonia compresa, da Londra a Parigi, per tornare sempre all'amatissima Venezia, teatro di alcune delle sue storie più famose. 

Nel 1967 assieme a Florenzo Ivaldi, un imprenditore genovese appassionato di fumetti, una delle svolte più importanti della sua carriera, la fondazione della rivista mensile Sgt. Kirk dove presentò al pubblico italiano, oltre che la propria produzione argentina, anche classici americani (è qui che comparve fra gli altri, oltre agli Scorpioni, il suo Corto Maltese, poi ripubblicato sul Corriere dei piccoli).

Hugo Pratt

Hugo Pratt (1927 – 1995)

Una vita del genere non poteva non produrre storie come quelle che conosciamo, dove militari e contrabbandieri incrociano ballerine dai corpi sinuosi, tribù indigene, rivoluzionari, pricipesse guerriere. Storie a volte sospese fra sogno e realtà, ed è questo un altro tratto distintivo di Pratt: il languore che si insinua fra le pieghe delle avventure più appassionanti, assieme a quell'aspetto, così tipico di alcuni suoi personaggi, che non potremmo definire in altro modo se non coolness.

Ma la curiosità e la creatività di Pratt si sono espresse anche in altri campi, in particolare nel mondo pubblicitario e del design, partorendo fra l'altro una vettura di Formula 1 con i colori delle sigarette Gitanes, spot come quello della Carpené Malvolti, un modello di zaino Invicta, ed ancora, manifesti cinematografici e copertine di dischi di cantanti come Paolo Conte o Sergio Endrigo. Senza dimenticare l'interesse per l'esoterismo, ereditato in ambito familiare, e l'adesione alla massoneria, che compare in diverse storie (al tema venne dedicata una mostra a Parigi nel 2012).

Negli ultimi anni la Cong ha rieditato anche diversi altri titoli ormai fuori catalogo del maestro, come Fanfulla, Capitan Cormorant, Billy James o inediti come Sandokan. Altre informazioni sul sito Internet di Cong Editions

 

Hugo Pratt, The Scorpions of the Desert, Cong Editions, Switzerland, first edition October 2014 (prima edizione italiana 1969). 

 

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