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Arriva Fred, il social network dei libri

Un social network capace di coniugare l’aspetto oramai sempre più social dei rapporti umani e l’amore per i libri: si chiama Fred ed è la piattaforma ideata dal giovane padovano Giacomo Sbalchiero, una rete di scambio e condivisione di libri unica nel suo genere che ha la fisionomia di un moderno mercato virtuale in cui i libri passano di mano in mano

Oramai i social network sono uno dei luoghi in cui le persone passano la maggior parte del tempo ogni giorno. Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento radicale nelle abitudini di tutti noi. Basta passare una manciata di minuti in metropolitana per rendersene conto. Ci si ritrova circondati da persone che caricano una nuova foto, condividono un video divertente, retwittano l’ultimo pensiero che hanno trovato interessante. In Italia, secondo il report Digital, Social & Mobile in Europe, si passano sui social media all’incirca due ore al giorno; ventisei i milioni di italiani che sono almeno su un social network, con un'età media compresa tra i 25 e i 34 anni.

La selva dei social network è estremamente vasta e variegata e in questo panorama si inserisce anche il progetto Fred. L’idea è di Giacomo Sbalchiero, un giovane padovano che ha creato un social network particolare, capace di coniugare l’aspetto oramai sempre più social dei rapporti umani e l’amore per i libri.

Fred nasce sulla spinta di un’esigenza personale. “Molti anni fa – racconta Giacomo – ho comprato 2.500 libri in un colpo solo: al tempo studiavo giurisprudenza ed ero venuto a sapere che si teneva l’asta della biblioteca di un uomo, tal Tito Bracco, morto senza eredi. Avevo fatto la mia offerta, credo 700 o 800mila lire. Era andata bene: mi ero portato a casa quel patrimonio. Avrei voluto catalogarli, i libri, anche per prestarli; ma i sistemi in Dos dell’epoca erano parecchio macchinosi, così ci avevo rinunciato. Anni dopo ho scoperto i data base online, gli share-file, e ho pensato: perché non creare una piattaforma di scambio?”.

L’idea è originale ed utilizzare questa piattaforma è veramente molto semplice. Bastano pochi passi per far diventare social i propri libri. Registrarsi è gratuito e anche il servizio sarà sempre a costi zero per gli utenti. Una volta effettuato l’accesso con le proprie credenziali, si può procedere in due modi: caricare i libri che si è disposti a prestare o regalare, oppure ricercare i libri di cui si ha bisogno e vedere se qualcuno nella nostra stessa città li ha messi in prestito. Fred, social network di prossimità, infatti, funziona con un sistema di geolocalizzazione: l’utente può visualizzare in tempo reale tutti coloro che scambiano libri nelle vicinanze. Ricercare un testo è semplice e può essere un modo diverso per conoscere nuove persone con le quali condividere la passione per un autore piuttosto che per un altro.

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L’home page di Fred

Quella messa in piedi da Giacomo Sbalchiero, dunque, è una rete di scambio e condivisione di libri unica nel suo genere e capace di sfruttare l’aspetto migliore dei social network: la possibilità di collegare tra loro persone distanti o mettere in contatto persone vicinissime, ma ignare di aver bisogno l’uno dell’altro.

Questo progetto ha la fisionomia di un moderno mercato virtuale in cui i libri passano di mano in mano. Non l’acquisto, ma lo scambio. Sebbene in modo decentrato (perché si occupa di scambio e non di vendita), Fred si inserisce in un panorama, quello dell’editoria italiana, fortemente cambiato nel corso degli ultimi due anni e sembra confermarne una tendenza: l’avanza del web sul cartaceo.

L’editoria italiana, inutile negarlo, non sta passando un periodo d’oro. Come riportano i dati della AIE (Associazione Italiana Editori), quello italiano è un panorama strano e variegato. Da una parte si percepisce una crescita del mercato digitale, dall’altra il numero di lettori è in calo (dal 2014 a oggi, 848mila in meno). In Italia si legge di meno. E chi legge sempre meno sono proprio i lettori deboli, quelli che leggono tra uno e due libri in 12 mesi. Il mercato sembra essere trainato quindi ancor di più dai lettori forti (sei o più libri all’anno) e dalle donne. Sì, le donne: il 48% contro il 34,5% degli uomini. E l’aspetto ancora più grave è che la popolazione giovanile, quella che frequenta ancora le scuole, legge sempre meno: tra il 2013 e il 2014 si è perso il 17,7% dei lettori compresi tra i 6 e i 19 anni.

Un altro aspetto interessante, poi, è che se da una parte le case editrici sono in crisi, forse anche per l’incapacità di gestire lo sconvolgimento che hanno portato le nuove tecnologie, gli e-book e il conseguente abbassamento dei costi, dall’altra si è sviluppato sempre più il fenomeno dello scambio e della condivisione. Ha preso piede, insomma, una nuova logica. Non quella dell’acquisto per mero possesso personale e individuale, ma la volontà di creare una rete di scambio, un modo nuovo, e in realtà antichissimo, di condividere il “sapere”. Basti pensare ai sempre più numerosi punti di bookcrossing in molte città italiane, da Roma a Napoli a Milano. Lo dimostra l’esempio di Fred, diffuso ormai in 80 paesi nel mondo e che alla base ha proprio la logica dell’incontro, dello scambio e della condivisione.

Se da una parte, quindi, permangono le ombre di un’editoria in crisi, dall’altra la facilità di entrare in contatto, l’aspetto più interessante dei social, è riuscito a penetrare e diffondersi anche in un campo così particolare, e a volte settario, come la cultura. E non è tutto. Il connubio tra libri e social network potrebbe innescare una nuova e maggiore circolazione di libri, con una possibile ripresa del mercato librario. Che il legame tra l’aspetto 2.0 e qualcosa di antichissimo come il libro possa incuriosire le nuove frettolose e tecnologizzate generazioni e rendere più appetibile il rapporto con il libro? Vogliamo ben sperare.

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