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L’Abruzzo americano “Stars & Stripes”

Storie eccezionali e storie comuni di abruzzesi migrati negli Stati Uniti un secolo fa

di Massimo Pamio
"Abruzzo Stars & Stripes", il libro sugli abruzzesi migranti negli Stati Uniti, da Vincenzo Pelliccione ad Al Zampa

(Da sinistra) Geremia Mancini, Dom Serafini, Germano D'Aurelio e Generoso D'Agnese

Il libro "Abruzzo Stars & Stripes" di Generoso D’Agnese, Geremia Mancini e Dom Serafini raccoglie 64 storie di vita di abruzzesi che migrarono negli Stati Uniti agli inizi del Novecento. Storie di imprese eroiche e storie più comuni per comprendere una regione italiana spesso dimenticata

Per alcuni lettori la storia più affascinante è quella di Vincenzo Pelliccione, controfigura di Charlie Chaplin, per altri lo è quella di Virgilia D’Andrea, sfortunata scrittrice anarchica, per altri ancora lo è quella di Louis Carrozzi che attraversò tutto il Sudamerica per entrare clandestinamente negli Stati Uniti.

Sicuramente tutte le 64 storie raccolte nel primo volume di Abruzzo Stars & Stripes rappresentano però uno spaccato affascinante della storia migrante di una regione italiana che ha visto partire un milione e mezzo di conterranei alla ricerca di una vita migliore. E che ha visto approdare oltre 800mila abruzzesi nelle terre governate dalla bandiera a stelle e strisce.

"Abruzzo Stars & Stripes", il libro sugli abruzzesi migranti negli Stati Uniti, da Vincenzo Pelliccione ad Al Zampa

Presentato ufficialmente a Pescara, il volume Abruzzo Stars & Stripes, edito da Ricerche & Redazioni di Teramo, rappresenta la prima tappa di un percorso narrativo che entro il 2017 raccoglierà in un secondo volume altre 90 storie di migrazioni abruzzese. Nel primo volume il filo conduttore è rappresentato dalla storia dei migranti arrivati sul finire dell’Ottocento e agli inizi del Novecento, sull’onda della grande diaspora italiana. Scritto da Generoso D’Agnese, Geremia Mancini e Dom Serafini, raccoglie tra le sue pagine i lavori di oltre 30 anni di ricerche e interviste, e li presenta attraverso tante piccole biografie di agile lettura.

“Abbiamo inserito nei due volumi – spiega l’autore Geremia Mancini – quasi 200 storie ma il lavoro non è affatto concluso e continueremo a cercare storie per far conoscere ai nostri corregionali e agli abruzzesi nel mondo la memoria di chi ha costruito il proprio sogno e ha contribuito a realizzare uno spicchio del sogno americano”.

Nelle parole di Geremia Mancini, una vita passata a difesa dei lavoratori, e presidente dell’Associazione Ambasciatori della fame, c’è tutta la passione di chi vuole fermare sulla carta le tante storie di un’emigrazione dolorosa, ma affascinante nel Nuovo Mondo.

Il libro, nel primo volume intitolato Le radici abruzzesi negli Stati Uniti, presenta storie eccezionali e spesso ignote alla grande storia: oltre all’impresa epico-eroica di Louis Carrozzi, che in tre anni attraversò a piedi tutto il continente americano (partendo dalle Pampas argentine) e alla straordinaria carriera cinematografica di Vincenzo Pelliccione, illustra le esperienze travagliate dei fratelli Al e Turzo Francese (saliti con altre migliaia di bambini sul treno degli orfani) e la perigliosa vita “sospesa” di Al Zampa (cui è dedicato il secondo ponte italiano negli USA, dopo quello di Verrazzano).

"Abruzzo Stars & Stripes", il libro sugli abruzzesi migranti negli Stati Uniti, da Vincenzo Pelliccione ad Al Zampa

Al Zampa

Generoso D’Agnese è impegnato da oltre trent’anni nella ricerca sulle migrazioni italiane nel mondo e ha pubblicato, tra gli altri, L’avventura della Fede (edizioni Noubs) dedicato ai missionari che hanno vissuto avventurosamente durante l’evangelizzazione delle Americhe. Dom Serafini, fondatore e direttore della rivista Video Age International, da diversi anni cura una rubrica sugli abruzzesi nel mondo per una testata italiana, mentre Geremia Mancini, presidente dell’Associazione Ambasciatori della Fame, ha trascorso gran parte della sua vita nell’impegno sindacale e collabora con varie testate italiane sul web.

Il libro non lascerà delusi gli appassionati di storia, di sociologia e del romanzesco e neanche i più curiosi, quelli a caccia di novità, che scopriranno notevoli figure di italo-americani delle quali si erano perse le tracce, perché avevano cambiato i loro nomi e cognomi, anglicizzandoli. Uno sguardo al passato, per meglio comprendere il presente di una comunità regionale ricchissima di talento artistico e di grandi spunti emotivi.

 

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