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Il Talmud: viaggio alle radici della civiltà ebraica… con l’italiano!

La presentazione a New York del primo volume della traduzione italiana del Talmud con il rabbino Riccardo Di Segni

Da sinistra: il direttore della Casa Italiana NYU Zerilli-Marimò Stefano Albertini, il rabbino di Roma Riccardo Di Segni, il rabbino Adam Mintz e la Direttrice del Centro Primo Levi Natalia Indrimi

I giornali in Italia hanno riportato della presenza del rabbino capo di Roma a New York per la sua reazione alla sciagurata vicenda della memoria di Anna Frank oltraggiata dai tifosi della Lazio e dalla "sceneggiata" del loro presidente Lotito. Ma le ragioni della visita erano importanti, riguardavano il libro del Talmud tradotto in italiano e presentato alla NYU

Se non fosse stato per la telefonata del presidente della Lazio calcio, Lotito, in cui definiva “una sceneggiata” la visita riparatoria che lui stesso avrebbe compiuto il giorno dopo alla Sinagoga di Roma per cercare di porre rimedio all’iniziativa infame di alcuni tifosi del suo club di diffondere adesivi con la foto di Anna Frank che indossa la maglietta della Roma, in Italia, ben pochi avrebbero saputo che il Rabbino Capo di Roma Riccardo di Segni si trovava a New York. Peccato che pochi giornali italiani abbiano colto l’occasione per raccontare il motivo della visita: la presentazione del primo volume della nuova traduzione italiana del Talmud.

Ma andiamo con ordine e ricordiamo prima di tutto che il Talmud è con la Torah (i primi cinque libri della Bibbia, o pentateuco) uno dei testi sacri dell’ebraismo, ma mentre la Torah è fin dall’origine un testo scritto, il Talmud è la codificazione e la trascrizione di una tradizione orale che si basava sulle discussioni dei maestri. Discussioni che spaziavano dalla giurisprudenza al cibo, dalla liturgia alle interpretazioni bibliche. La traduzione in italiano del Talmud, è un’impresa monumentale e coraggiosa che lo Stato (Presidenza del Consiglio, MIUR, CNR) e la comunità ebraica italiana promuovono con uno straordinario investimento di risorse: più di 5000 le pagine da tradurre, più di 70 le persone coinvolte nel progetto tra traduttori, linguisti e informatici, un nuovo rivoluzionario software (TRADUCO) creato per questo progetto ma che potrà essere utilizzato per la traduzione di testi in altre lingue antiche.

Rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni alla NYU (Foto di Shushu Chen)

Ma al di là di queste cifre, ci sono alcuni paradossi di questa impresa che mi piace sottolineare:

La comunità ebraica italiana è una delle più piccole al mondo, ma con questo progetto innovativo si pone allo stesso livello di ricerca e studio delle comunità più prestigiose (e numerose) sparse nel mondo.

Il Talmud, di cui, per ordine di papa Giulio III, vennero confiscate tutte le copie esistenti in Italia per essere bruciate in campo dei Fiori a Roma, nel 1553, proprio in Italia torna a vivere e conosce un inaspettato successo di vendite (subito esaurite le prime due edizioni). Oltre il 70% delle copie sono state acquistate da non-ebrei e moltissime sono finite nelle biblioteche di università pontificie, facoltà teologiche, biblisti cattolici, preti e vescovi.

Il progetto combina uno dei testi più antichi e complessi della nostra civiltà con alcune delle discipline più innovative e tecnologicamente avanzate come la linguistica computazionale e colloca così la ricerca italiana all’avanguardia mondiale assoluta in questi campi.

Il Talmud è concepito in una civiltà fortemente patriarcale (come quasi tutte le antiche civiltà antiche del resto) e, per secoli, è precluso alle donne. Ve la ricordate la Barbara Streisand che nel film Yentl si traveste da maschio per poter studiare e diventare rabbino? Ebbene la forza propulsiva dietro questo progetto è una donna: la costituzionalista Clelia Piperno, che con caparbietà e pazienza ha tessuto la tela che ha reso possibile la collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte.

Ecco cosa faceva rav Di Segni a New York: capeggiava la delegazione italiana che ha presentato da noi (New York University-Casa Italiana Zerilli-Marimò) e in altre importanti istituzioni culturali della città il primo volume di un’impresa che non è solo di grande rilevanza culturale, ma anche di potente significato simbolico e che dovrebbe colmarci di orgoglio come italiani.

E adesso se qualcuno se la sente di spiegare al signor Lotito tutta la faccenda in termini più semplici ed accessibili anche a lui, faccia pure. Sarebbe una buona azione, una mitzvah. Io cerco di avere tanta pazienza con gli studenti somari, ma faccio molta fatica ad averne coi ricchi arroganti e ignoranti.

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