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L’amore-odio per il lavoro in fabbrica nel “Memoriale” di Paolo Volponi

Il racconto di Albino, operaio degli anni Cinquanta nell'Italia pronta al boom economico e all'alienazione dei suoi lavoratori

Torna la rubrica video-letteraria "Il Novecento Racconta il Novecento" con Giorgio Van Straten che ci parla del "Memoriale" di Paolo Volponi, autore che lavorò per tanti anni alla Olivetti e che conosceva bene i temi trattati nel suo romanzo

Torna la rubrica video letteraria di Giorgio Van Straten “Il Novecento racconta il Novecento” e questa volta il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York affronta in cinque minuti il bellissimo libro Memoriale di Paolo Volponi. Dopo molti libri scritti durante la la Prima o la Seconda Guerra Mondiale o che ne narrano la memoria, con Volponi si affronta ora l’Italia del dopoguerra:

“Il primo di questi due libri che si occupa diciamo così di dopoguerra è Memoriale di Paolo Volponi. Di cosa tratta Memoriale? Memoriale tratta di Albino, un giovane che torna dalla guerra malato e che pensa di risolvere i suoi problemi sia fisici che di vita andando a lavorare in fabbrica. Lui invece vive in campagna con la madre ed è di origine contadina. Il libro racconta le sue vicende da subito dopo la guerra fino alla metà degli anni cinquanta…. Si riferisce appunto a un periodo che si conclude a metà degli anni cinquanta ma è scritto all’inizio degli anni sessanta. Pubblicato nel 1962 questa cosa è significativa. Perché? Perché il ’62 sono già gli anni del boom economico in Italia della grande esplosione economica che inizia alla fine degli anni 50, e il 62 è anche l’anno in cui si forma il primo governo di centro sinistra con la partecipazione diretta del Partito Socialista…”

Come ci dice Van Straten, “Io credo sia uno dei primi e uno dei pochi libri italiani che si è occupato di fabbrica, che si è occupato di operai che ha raccontato quel mondo. E come l’ha raccontato? Con il fascino che Albino ha verso la fabbrica e allo stesso tempo anche con la descrizione di quella che è l’alienazione che in qualche modo la fabbrica produce”.

Paolo Volponi (Urbino 1924-Ancona 1994)

Il direttore dell’istituto italiano di cultura di New York ci ricorda che “Volponi ha lavorato moltissimi anni alla Olivetti una delle imprese una delle aziende più all’avanguardia che si era posta diciamo anche il problema di come produrre e di come evitare l’alienazione della fabbrica ma evidentemente per Paolo Volponi questo elemento rimane insito. Tutto il libro gioca intorno a questo rapporto di amore odio con la fabbrica. Leggo in un piccolo pezzo e capirete come sia così…”

Non vi resta che guardare e ascoltare sopra l’appassionante  video-racconto di Giorgio Van Straten su Memoriale, di Paolo Volponi: “Albino uscirà traumatizzato da tutto questo convinto che è la fabbrica, sono i medici della fabbrica che si sono inventati la sua malattia e la sua sconfitta è in qualche modo l’interrogativo che Volponi ci consegna su quegli anni apparentemente straordinari della storia d’Italia…”.

 

Video e montaggio a cura di Marta Corradi.

Translation by Emmelina De Feo

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