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“Ferito a morte” di Raffaele Capria e le occasioni mancate della nostra vita

Si conclude la rubrica video letteraria di Giorgio Van Straten con il romanzo scritto agli inizi degli anni Sessanta ambientato in una straordinaria Napoli

Decima e ultima puntata per la video rubrica letteraria  “Il Novecento racconta il Novecento” condotta da Giorgio Van Straten: “Siamo arrivati alla fine di questo percorso attraverso il Novecento raccontato con dieci libri fondamentali della letteratura italiana. L’ultimo è Ferito a morte di Raffaele La Capria e come il precedente di Paolo Volponi racconta l’Italia dell’immediato dopoguerra. Questo libro ha alcune cose in comune con quello di Volponi: tutte e due sono state scritti all’inizio degli anni sessanta, tutte e due raccontano storie che invece sono collocate alla metà del decennio precedente. La differenza però è altrettanto profonda perché Volponi si occupava di operai si occupava di fabbriche. E invece Raffaele La Capria racconta la buona borghesia napoletana a cui lui direttamente appartiene”.

Il direttore dell’Istituto italiano di cultura di New York continua leggendo parti del libro: “Voglio leggervi proprio l’inizio di questo libro che è uno dei miei preferiti diciamo all’interno della letteratura italiana del secondo dopoguerra…”

Palazzo Donn’Anna, nel romanzo “Ferito a morte”: Palazzo Medina, abitazione del protagonista Massimo De Luca

Cliccate sopra nel video e ascoltate Van Straten parlare “dell’occasione mancata nella vita”:

“Il racconto è per due terzi ambientato in una sola mattina appunto in questa straordinaria Napoli e vede gli incontri e le chiacchierate fra Massimo e i suoi amici. Perché? Perché Massimo ha deciso di partire per Roma. Tornerà nell’ultima parte del romanzo, che si colloca nel 1960, indietro per constatare appunto come niente è andato nella direzione che loro si aspettavano così come non ha colpito la spigola così come non è riuscito a conquistare la ragazza che lui amava, allo stesso modo la loro vita non ha preso quella direzione che si aspettavano…”

Ferito a morte vincerà anche il Premio Strega e rimane ancora oggi una delle pietre miliari della letteratura italiana del Novecento.

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