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Tra realtà e magia, quella nevicata notturna a New York che ci ricorda di sognare

"Quella notte a Merciful Street" di Manuela Caracciolo è un romanzo sospeso tra realtà e immaginazione, solitudine e amicizia

L'autrice, Manuela Caracciolo, con alcune copie del suo romanzo "Quella notte a Merciful Street" (da Facebook).

Nella prefazione, Massimo Cotto consiglia di non leggerlo in metropolitana, "perché ogni pagina merita rispetto e occhi attenti". È vero: il romanzo di Manuela Caracciolo richiede concentrazione, fiducia, e un impegno sempre attivo al lettore. Ma cattura, al punto da assorbire anche chi lo volesse leggere in uno degli affollati vagoni della metropolitana newyorkese. Assaporando, con un pizzico di fantasia, il profumo alla lavanda dei dolcetti di miss Audrey

Un romanzo appassionante, sospeso tra realtà e immaginazione, vita e morte, solitudine e amicizia. In Quella notte a Merciful Street, di Manuela Caracciolo (nostra collaboratrice!), gli opposti si sfiorano, si toccano, si incontrano e si compenetrano. Lo sfondo è una notte newyorkese incantata dalla neve, il profumo misterioso e rassicurante dei dolcetti alla lavanda di miss Audrey, anziana signora che, con un pizzico di magia e qualche antica filastrocca, colora di luce il grigiore del quotidiano. Quella notte, l’eccezionalità dell’evento meteorologico blocca le vite frenetiche degli abitanti di un condominio, che, a causa di uno sfortunato evento inaspettato, si ritrovano tutti nell’appartamento di miss Audrey.

E poi c’è Lucy, con cui il romanzo stesso si apre: giovane ragazza, uccisa da uno scippatore, il cui spirito incontra quello di una vecchietta che le indica la via per raggiungere la salvezza. La ragazza, per ricevere in ricompensa la vita eterna, dovrà infatti scegliere una persona che prenderà il suo posto, nel momento che le sarà indicato da un corvo. Quel momento arriva, ed è proprio la notte della nevicata, quella notte misteriosa e magica in cui tante vite si incrociano: come quelle di Marcus e Flora Woodsen, coppia di artisti che vivono dei proventi della vendita di alcune opere nelle case d’asta del centro; quella della bella avvocatessa Kate, con il figlioletto Geremy, “angioletto tenero dalla pelle scura, e gli occhioni color nocciola”; e quella di miss Audrey e dei suoi tre micetti, che popolano il suo mondo fatto di ricordi, nostalgie e un pizzico di magia.

Un romanzo dominato da una fervida creatività, da un’estrema delicatezza e, insieme, da una apprezzabile complessità nel raccontare il mondo interiore dei personaggi, lo loro debolezze e le loro paure, la loro forza. Il tutto, condito dalla mai eccessiva presenza dell’elemento sovrannaturale, che interroga lo spettatore, gli richiede atti di fede e lo impegna in una assidua concentrazione nel lasciarsi condurre dal filo narrativo che attraversa quelle pagine. Ne vale la pena.

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