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Un'”Autopsia” per capire meglio come è morto il voto degli italiani all’estero

Ci siamo fatti una chiacchierata con Simone Battiston, Stefano Luconi e Maddalena Tirabassi sui contenuti del libro "Autopsia di un diritto politico"

Il volume è stato presentato, dai due curatori e dall'autrice della prefazione, al Calandra Italian American Institute della City University di New York, nell'ambito del grande simposio "Transnationalism & Questions of Identity" che ha già fatto tappa a Melbourne e a giugno approderà a Genova

Il voto italiano all’estero, si sa, non ha mai funzionato come avrebbe dovuto. E a fare un'”autopsia” – eloquente scelta lessicale – di questo diritto politico ci hanno pensato Simone Battiston e Stefano Luconi, curatori di Autopsia di un diritto politico. Il voto degli italiani all’estero nelle elezioni del 2018 edito da Centro Altreitalie. Proprio su questo tema i due professori sono intervenuti, insieme a Maddalena Tirabassi, direttrice del Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane e autrice della prefazione, al Calandra Italian American Institute della CUNY in occasione della tappa newyorkese del simposio “Transnationalism & Questions of Identity”. Un grande convegno di studiosi della diaspora italiana che a New York è iniziato giovedì, sabato continua i suoi lavori, che lo scorso aprile era stato inaugurato a Melbourne e che terminerà a Genova nel giugno 2019.

Il dato più macroscopico emerso dall’ultima tornata elettorale nella circoscrizione estero è stato soprattutto il crollo della partecipazione, scesa tra il 2006 e il 2018, dal 39,6% al 30,3% al Senato e dal 38,9% al 29,8% alla Camera. Un dato che, afferma Luconi, si può spiegare anche con l’avvento di nuove ondate migratorie, flussi composte da persone giovani e disaffezionate dalla politica italiana o profondamente deluse dalla sua incapacità di bloccare la cosiddetta “fuga dei cervelli”. Al contempo – azzardiamo noi della Voce – potrebbero aver pesato i continui scandali legati al voto per corrispondenza dei quali, come si ricorderanno i lettori più affezionati, questo giornale si è spesso occupato.

Altro dato, gli italiani all’estero nelle ultime elezioni non sembrano aver avallato l’indiscusso successo nazionale di partiti di rottura come Lega e Movimento Cinque Stelle, attualmente al Governo. Alternative ai grandi partiti tradizionali da sinistra come +Europa e LEU hanno ricevuto voti specialmente nelle grandi città mete della nuova mobilità, i cui protagonisti non sembrano invece riconoscersi nelle istanze della vecchia emigrazione. Questi ultimi, si riconoscono di più in esperienza di carattere locale, che in alcuni casi, come quello Sudamericano, hanno avuto grande successo, totalmente slegate rispetto allo scacchiere partitico nazionale. Qui la nostra conversazione con i curatori del volume.

 

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