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Domenico Vecchioni svela la scomoda storia delle spie del Duce

Il diplomatico già autore di vari saggi sull'intelligence, concentra la sua ricerca sulle varie anime (spesso “nere”) dei servizi segreti del regime fascista

Benito Mussolini durante uno dei suoi celebri discorsi (Bundesarchiv, Bild, Wikipedia.org)

Una piovra informativa che tutto vede e su tutto riferisce. Un paese controllato dai servizi di polizia alle dipendenze dirette di Mussolini: dalla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) alla Ceka; dall’ OVRA al SIM (Servizio Informazioni Militare). E infine il profilo biografico di numerosi protagonisti di quel Ventennio che sconvolse l’Italia:  Luca Osteria, Carmine Senise, Amerigo Dúmini, Arturo Bocchini, Carlo Del Re, Pitigrilli.  Il tutto confezionato in un percorso narrativo di grande fascino firmata da Domenico Vecchioni , vera propria memoria narrante del caleidoscopio storico internazionale.

Il volume Le Spie del Duce (edizioni del Capricorno, 2020) rappresenta infatti l’ultima fatica di un autore che da oltre 30 anni riesce a guidare i suoi lettori attraverso i complicati meandri della storiografia ufficiale  e a illuminarli con scrittura agile e scorrevole sui tanti personaggi dimenticati o poco valorizzati della storia contemporanea.

Nelle 160 pagine del libro è possibile appassionarsi all’interessante studio dedicato alla parabola dei grandi gerarchi e agli splendori e  alle miserie degli apparati politico-ideologici del fascismo per scoprire il lato oscuro del regime, segnato da molti episodi efferati.  Un percorso che farà chiarezza su un settore spesso sottovalutato dalla storiografia ufficiale e che invece ha avuto un notevole peso sulla scena nazionale e internazionale. L’autore analizza, con lucidità scientifica ed obiettività le varie anime (spesso “nere”) dei servizi segreti del regime fascista attingendo alla sua esperienze di ricercatore proprio nell’ambito della storia dell’Intelligence mondiale.

Nato ad Atri (Teramo) Domenico Vecchioni ha prestato servizio diplomatico a Le Havre (Consolato), Buenos Aires (Ambasciata), Bruxelles (NATO) e Strasburgo (Consiglio d’Europa). Alla Farnesina ha ricoperto gli incarichi di Capo segreteria della direzione generale delle relazioni culturali, Capo segreteria della direzione generale del personale, Capo ufficio “Ricerca, Studi e Programmazione”, Ispettore delle Ambasciate e dei Consolati italiani all’estero. È stato quindi Console generale d’Italia a Nizza e a Madrid. Dal 2005 al 2009 ha ricoperto l’incarico di Ambasciatore d’Italia a Cuba. Storico e saggista, collabora a riviste di politica internazionale (Rivista di studi politici internazionali), di storia (Storia illustrata, Cronos, Rivista Marittima, Conoscere la Storia), di intelligence (Gnosis, Intelligence e Storia top secret, Rivista Marittima). Collabora abitualmente con BBC History/Italia ed è autore di oltre trenta di saggi storico-politici e di biografie di personaggi celebri, con particolare riferimento ai protagonisti dello spionaggio mondiale.

L’ambasciatore Domenico Vecchioni

Domenico Vecchioni ha trovato nei volumi Malvinas-Falkland, e Evita Peron, la Madonna dei descamisados i suoi primi consensi tra la critica e il pubblico. Il volume dedicato a Raoul Wallenberg fece da vero apristrada al recupero della memoria di uomini di pace che in tempo di guerra cercarono di opporre una strenua difesa alla follia nazista. Spie e spy stories della Seconda Guerra Mondiale, Cynthia, la spia che cambiò il corso della Seconda Guerra mondiale rappresentano i pilastri di una produzione saggistica che nella bibliografia comprende – tra gli altri –  titoli quali I Signori della Truffa, Tiranni e Dittatori, Richard Sorge. La più grande spia del XX secolo, Pol Pot, l’assassino sorridente, Kim Philby. Il terzo uomo, Felix Kersten. Il medico di Heinrich Himmler, Ana Belén Montes. La spia americana di Fidel Castro, le Dieci Donne spia che hanno fatto la storia, Le dieci operazioni segrete che hanno cambiato la Seconda Guerra Mondiale.

Domenico Vecchioni ha ricevuto diverse onorificenze, tra le quali quella di “Chevalier des Palmes académiques” e di Commendatore al merito della Repubblica Italiana ed è iscritto all’albo nazionale analisti d’Intelligence (ANAI).

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