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Quando si parla con i gesti..

Filomena Fuduli Sorrentino

Filomena Fuduli Sorrentino

Il linguaggio del corpo è molto importante e può far incorrere in situazioni imbarazzanti se si utilizzano gli stessi "codici" in paesi diversi

Filomena Fuduli Sorrentino, insegna alla South Middle School, ECSD, Newburgh, NY.  Nata e cresciuta in Italia, calabrese, vive  a NY dal 1983. Diplomata alla scuola Magistrale in Italia, dopo aver studiato alla SUNY, si è laureata alla NYU- Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development, con un BS e MA in Teaching Foreign Languages & Cultures.  Dal 2003 insegna lingua e cultura italiane nelle scuole pubbliche a tempo pieno e nelle università come Adjunct Professor.  È abilitata dallo Stato di New York all’insegnamento nelle scuole pubbliche delle lingue italiana 1-6 & 7-12, ESL K-12 e spagnola 1-6 & 7-12.

(English translation below)

“I gesti delle conversazioni, dalla mimica facciale ai movimenti delle mani, alla postura del corpo, sono o meno determinati culturalmente? L'esito che ne scaturisce è affermativo: le condizioni ambientali sono di gran lunga le maggiori responsabili delle tipologie gestuali ed esse si modificano in presenza di modificazioni sociali e culturali.”

-Efron, D. 1941 Gesture and Environment, (tr.it. Razza, gesto e cultura, a cra di U. Eco, Bompiani, Milano, 1972).
 
I gesti sono nati prima del linguaggio, e sono le forme più primitive di comunicazione espresse dall’uomo. Ai gesti si includono, il tono di voce, il contatto degli occhi, e altri comportamenti non verbali, i quali variano da una cultura all’altra. Il linguaggio non verbale è un’espressione dell'inconscio, più diretto e spontaneo, e i gesti che si associano alla parola rafforzano e fanno capire meglio il messaggio. Il linguaggio dei gesti è diverso dal linguaggio dei muti, e la cultura dei gesti è innata e non imitata.  Si gesticola in tutte le culture non solo in Italia, anche se noi italiani siamo conosciuti per questa caratteristica. Con i gesti si proiettano messaggi ed emozioni di ogni genere. Perciò, conoscere la comunicazione non verbale permette di scoprire i segreti più intimi delle persone. I segni e i gesti non sono casuali, ma correlati agli stati emotivi di chi li proietta. Su questo argomento c’è molto materiale e si possono consultare libri e articoli documentati. Alla fine di questo articolo ci sono dei link da visitare per chi vuole saperne di più.
 
Gesticolare è accettato all’estero? I gesti ed i significati collegati, non sono uguali in tutte le culture, anzi, differiscono tanto che alcuni assumono significati opposti. In alcuni paesi puntare il dito ad una persona è considerato un insulto, negli USA si dice “non indicare” anche ai bambini. Invece, in Italia puntare il dito aiuta a far capire la direzione. In Gran Bretagna la V di vittoria con il palmo della mano girato verso di sé equivale a fare il dito medio. Inutile dire che questa differenza culturale può generare malintesi gravi. In Italia è comune baciare su entrambe le guance per salutarsi, mentre in altri paesi questo gesto è visto come esagerato. Negli USA si bacia su una sola guancia; questo porta disagi agli italiani arrivati in America, e agli americani che visitano parenti in Italia. Nelle culture orientali è mancanza di rispetto toccare o avvicinarsi troppo a una persona, nella nostra cultura ci sono persone che toccano l'interlocutore con un dito o con la mano, per attirare l'attenzione, senza pensare che magari può far sentire l'altro a disagio.
 
E nelle scuole? Negli USA gli studenti hanno culture di origine diverse, le classi sono multietniche e quindi l’insegnante deve essere consapevole del proprio gesticolare. In più gli insegnanti usano dei gesti “didattici” che servono a far “visualizzare” agli studenti le spiegazioni. Nelle scuole elementari si usano questi gesti “didattici” più che alle medie o nei licei. Come se non bastasse, ci sono gesti che sono veri “codici” nelle bande (gangs), i quali sono usati da giovani ragazzi per scambiare informazioni. Sia alle scuole medie che nei licei americani è importante riconoscere questi gesti-codici per proteggere gli studenti dalla “gang”. Perciò, l’insegnante deve fare molta attenzione a non mandare falsi o confusi messaggi agli studenti, facendo gesti poco chiari, durante le lezioni.

Da dove hanno origine i gesti? Nel XVI secolo, Gilbert Austin, un noto autore inglese, scrisse un articolo che contiene una sintesi delle teorie sulla chironomia, ovvero l'arte di usare gesti. L'uso efficace delle mani con o senza l'uso della voce, è una pratica di grande antichità, che è stata sviluppata e sistematizzata dai Greci e dai Romani come metodo di comunicazione internazionale, una vera arte (l’arte dei mimi). A quei tempi, le compagnie italiane di spettacolo erano molto apprezzate in tutta Europa, e mediante i gesti potevano farsi capire. C'erano vari gesti con significato comune in Europa, sia all'interno di una certa classe, sia in gruppi professionali, che nel pubblico generale. Questo linguaggio antico di collegare le parole con i gesti è raccolto nel testo inglese che spiega il linguaggio delle mani basato su sceniche come: il vestire, il muoversi, e il ponere delle mani. Così, la "chironomia," linguaggio delle mani, continuò ad evolversi.
Gli italiani gesticolano più degli altri? In italia c'è sempre stato un enorme via vai di etnie con lingue molto diverse fra loro. Quindi, ci fu il  bisogno di comunicare in qualche altro modo, da qui ebbe origine la gestualità  in Italia. I gesti venivano usati anche per comunicare tra gente che parlava dialetti diversi. Per esempio, fino a 60 anni fa un milanese aveva difficoltà a capire un siciliano. Le regioni italiane si sono unite linguisticamente dopo il 1960,  quando la televisione lentamente arrivò in quasi tutte le case italiane. Con la tv tutta l’Italia cominciò ad ascoltare nella stessa lingua, e l’italiano moderno unificò il paese linguisticamente. In più, in quel periodo, e anche prima, c'era stata anche una grande immigrazione dal sud al nord, ed anche in quel caso, per lo meno all’inizio, gli italiani incorporarano i gesti nel dialogo per capirsi. Questa necessità si sentì anche nelle località vicino al mare, dove per motivi commerciali, o geografici, la gente che parlava lingue diverse doveva farsi capire. I popoli mediterranei, e in particolare i napoletani, sono più espressivi in entrambi i linguaggi, con le parole e con i gesti.

La città di Napoli, località al centro del Mediterraneo, sviluppò più di altre questa tecnica di comunicazione. I napoletani avevano contatti commerciali con tutti i popoli del mediterraneo,  così, per loro gesticolare è diventata una capacità innata, una vera arte. Napoli ha sempre avuto ottimi artisti di teatro, di cinema e di musica. Ecco un divertente video: “I gesti che fanno ridere”  con Gigi Proietti, attore romano. 

 Dopo aver consultato parecchi articoli, confermo che gli italiani non gesticolano di più, ma usano più spazio quando lo fanno. Cioè i gesti degli italiani sono più ampi e più aperti e, nel muovere le mani e le braccia, occupano più spazio. Da questo, il motivo del contatto fisico di alcuni italiani duranti i loro discorsi. Quindi, italiani, i nostri gesti sono innati e fanno parte di chi siamo, ma andiamoci piano con il linguaggio gestuale in paesi stranieri!
 
Siti consultati e utili da visitare:
13http://archiviostorico.corriere.it/2006/gennaio/22/Parla_Napoli_senza_Parole_co_9_060122105.shtml
http://www.comunicobene.com/contenuto/tab_cnv.html
http://www.linguaggiodelcorpo.it/bibliografia/ ml
http://www.portanapoli.com/Ita/Cultura/cu_gesti/ges_esempi.html
http://psicocafe.blogosfere.it/2009/01/tricche-e-balla.html
http://www.portanapoli.com/Ita/Cultura/cu_gesti/cu_gesti.htmlhttp://www.treccani.it/enciclopedia/gesti_(Enciclopedia_dell'Italiano)/

 

ENGLISH TRANSLATION

When we speak with gestures
Body language is very important and can inadvertently put us into embarrassing situations if we use the same "code of language" or gestures with different ethnic groups or in different countries.

"The gestures in the conversations, from the mimic of facial expressions, to movements of the hands, at the posture of the body, are more or less determined culturally? The outcome that flows from it is affirmative: The environmental conditions are by far long the major responsible of  which  gestural types will change and modify in support  of the presence of social and cultural modifications " -Efron, D. 1941 Gesture and Environment, (tr.it. Razza, gesto e cultura, a cra di U. Eco, Bompiani, Milano, 1972).

Gestures were born before language, and are the most primitive forms of non verbal communication expressed by humans. When speaking about gestures we include, tone of voice, eye contact, and other nonverbal behaviors, which vary from one culture to another. The nonverbal language is an expression of the unconscious, and is more direct and spontaneous; the gestures that are associated with words are strengthening the message for better understanding. Sign language is different from gestures because it takes the place of verbal language with specific signs. The culture of gestures is innate and not imitated and all cultures use gestures, not only in Italy, although the Italians are best known for that feature. With gestures are projected messages and emotions of all kinds. Therefore, knowing the non-verbal communication will allow us to discover the most intimate secrets of people. The signs and gestures are not random, but related to the emotional states of those who project them. On this subject there is a lot of material and one can consults books and articles well documented. At the end of this article there are links to visit for those who want to learn more about the topic. The links are in Italian, but it is possible to find the same information in English.
 

Gestures are accepted in a foreign country? The meanings of gestures are not the same in all cultures, in fact, they can differ so much that some take the opposite meaning in different cultures. In some countries pointing the finger at a person is considered an insult, which is why in the U.S. we say "don’t point" to children. Instead, pointing in Italy is used to indicate a direction. In Britain, the V for victory with the palm turned toward oneself is equivalent to the middle finger. It is needless to say that this cultural difference can lead to serious misunderstandings. In Italy it is common to kiss on both cheeks to greet each other, while in other countries this gesture is seen as exaggerated. In the U.S. people kiss on one cheek, and this brings inconvenience to Italians arriving in America, and to Americans who are visiting relatives in Italy. In the oriental cultures it is disrespectful to touch or get too close to a person, in the Italian culture there are people who touch others with their finger or hand during a conversation to attract attention, without thinking that maybe they make the other person feel uncomfortable.

What about the use of gestures in schools? In the schools of the U.S., students are from different cultures and therefore, classes are multiethnic. Due to this diversity teachers must be aware of the gestures they are using in their classrooms. While keeping that in mind, there are certain gestures that teachers purposely use during lessons to help students "visualize" what is being explained during the lesson. These "educational gestures" are used more in elementary schools than in middle or in high schools. In addition, there are gestures used by students which are true "language codes" of gangs. These gestures are used by teenagers to exchange information. In middle schools and high schools it is important that teachers recognize these gesture-codes to protect their students from the "gang". As a result, the teacher must be careful not to send false or confused messages to students during the lessons with the use of unclear gestures.

From where originate gestures? In the sixteenth century, Gilbert Austin, a well-known British author, wrote an article that contains a summary of the theories of chironomia, or the art of using gestures. The effective use of the hands with or without the use of the voice, it is a practice of great antiquity, which was developed and systematized by the Greeks and Romans as a method of international communication, a true art (the art of mime). At that time, the Italian show companies were much appreciated throughout Europe and with the use of gestures they could be understood everywhere. There were various gestures with common meaning in Europe, within a certain class of professional groups and in the general public. This ancient language, to connect the words with gestures, is collected in the English text that explains the language of the hands based on stage as: how people dress, how they move, and how they pone their hands. Therefore, the "chironomia," language of the hands, he continued to evolve for centuries. http://en.wikipedia.org/wiki/Gilbert_Austin

Italians use gestures more than others? Italy has always been a huge bustle of ethnic groups with very different languages ​​among them. Because of this diversity, there was the need to communicate in some way other than spoken language. For this reason the usage of gestures originated in Italy. The gestures were also used to communicate between Italian people who spoke different dialects. For example, up to 60 years ago, a person who lived in Milano had trouble understanding a person from Sicilia. The Italian regions did not begin to join linguistically until after 1960, with the introduction of television in almost all Italian homes. With the TV all Italians began to listen in the same language, and the language of modern Italian unified the country linguistically. Also, at that time a large group of people immigrated from the south to the north, and initially, Italians incorporated gestures in dialogue to understand each other. This need also was felt in towns near the sea, where for commercial or for geographical reasons, people who spoke different languages ​​had to use gestures to be understood. People who live near the coast of the Mediterranean Sea, in particular the Neapolitans, from Napoli, are more expressive with both words​​ and gestures.

In fact, Naples, a city at the center of the Mediterranean coast, more than any other place in Italy developed this technique of communication. For the Neapolitans who had always been in contact with all the people of the Mediterranean, gestures became an innate ability, a true art of communication. Napoli always had excellent artists of theater, cinema and music. Here's a fun video: "The gestures that make you laugh" with Gigi Proietti, a Roman actor. http://www.youtube.com/watch?v=PobgaxoV1_0 (Preview)
After consulting several sources I confirmed that Italians do not gesticulate more than other cultures, but they use more space when they do it. That is, the gestures of the Italians are wider and more open, and in moving their hands and arms they take more space. This explained the physical contact of some Italians during their conversations. So, Italians, our gestures are an innate part of who we are, but remember, go easy with the usage of gesture language in foreign countries!
 
Sites visited and useful to visit:

http://archiviostorico.corriere.it/2006/gennaio/22/Parla_Napoli_senza_Parole_co_9_060122105.shtml
http://www.comunicobene.com/contenuto/tab_cnv.html
http://www.linguaggiodelcorpo.it/bibliografia/ ml
http://www.portanapoli.com/Ita/Cultura/cu_gesti/ges_esempi.html
http://psicocafe.blogosfere.it/2009/01/tricche-e-balla.html
http://www.portanapoli.com/Ita/Cultura/cu_gesti/cu_gesti.htmlhttp://www.treccani.it/enciclopedia/gesti_(Enciclopedia_dell'Italiano)/

 

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