Cerca

Lingua ItalianaLingua Italiana

La “malattia cronica” della moda tra gli studenti

Polemiche e pericoli sul come vestirsi a scuola

Che cosa è una moda? Da un punto di vista artistico, di solito è una forma di bruttezza talmente intollerabile da doverla cambiare ogni sei mesi.-Oscar Wilde

 

Nelle classi d’italiano l'argomento moda è di grande interesse per tutti gli studenti. Infatti, gli studenti d’italiano amano imparare non solo la moda italiana  ma anche conoscere i disegnatori italiani, fare ricerche e bellissime presentazioni powerpoint in classe con le quali si scambiano informazioni.

Ma cos’è la moda?  La moda è vestirsi in modo che fa sentire le persone a proprio agio. La moda è un comportamento variabile nel tempo, che include i modi di vivere e le usanze con l'abbigliamento. La moda rappresenta un fenomeno non soltanto psicologico e culturale, ma anche economico-sociale poiché riguarda tutti. Il termine moda, inteso come nel vestire e come modo collettivo di vestirsi è la traduzione del francese mode. Invece, il modo di vestirsi è cultura, quindi, differisce da cultura a cultura perché tutti i paesi hanno modi diversi di vestire. Perciò, quello che sembra ridicolo da indossare in un paese è perfetto in un altro.

Com’è la moda a scuola?                                                                                     

La domanda vale sia per gli studenti che per gli insegnanti, ma si parla più degli studenti che degli insegnanti. Nella scuola dove insegno la moda varia a secondo delle persone; cosa indossare riguarda un po’ tutti i ragazzi e le ragazze, senza distinzione e in genere accade che se uno si mette qualcosa, un altro lo ricopia. Nella società di oggi la moda dei giovani a volte può diventata una cosa ridicola; pantaloni scesi e scarponi o stivali da cowboy fuori tempo, flipflops, stile di vestire che mostra troppo, oppure copre troppo;  la cosa strana è che questa moda si diffonde perché tutti la copiano.

Le ragazze a volte si vestono come delle top model, oppure cercano di imitarle vestendosi in modo poco adatto alla loro età o per il loro corpo. Spesso, indossano un abbigliamento molto elaborato, scollature basse, magliette corte che mostrano lo stomaco, indumenti troppo aderenti e trasparenti, e gonne troppo corte. Sui banchi appoggiano la loro borsetta di marca costosa, invece dell’astuccio che quasi nessuno studente porta in classe. Come se tutto questo non bastasse, c'e la corsa a chi è più  sexy, più ricco, più sofisticato, etc. Le ragazze delle classi superiori prendono in giro le più piccole che devono stare attente a come si vestono altrimenti vengono derise cosa molto problematica perché  può arrivare al bullismo. Perciò, la mattina gli studenti non pensano “non ho ripassato la lezione” o “non ho preparato lo zaino” ma si domandano “cosa mi metto oggi”?

Questi problemi non si creano a scuola, ma arrivano a scuola da casa, perché prima di arrivare a scuole molti ragazzi hanno già avuto discussioni sulle scelte dei loro indumenti con i loro genitori. Poi c’è chi esce da casa indossando indumenti più riservati ma fanno modifiche dopo che arrivano a scuola per essere simili ai loro coetanei.

I ragazzi invece, non si sa perché hanno la tendenza di portare i pantaloni sotto i fianchi, o addirittura sotto le natiche e far vedere cosa indossano sotto i pantaloni (stile non accettato in molte scuole). La cosa più strana di questo modo di vestire è che i ragazzi con i pantaloni giù hanno molta difficoltà a camminare. A questo si aggiunge il problema delle felpe con il cappuccio e dei cappelli da baseball, proibiti in tutte le scuole per motivi di sicurezza.

Sull’abbigliamento  degli insegnanti basta solo dire che una scelta di vestiario non adatto alla professione è registrato nella valutazione degli insegnanti con conseguenze negative se si vuole continuare la docenza nell’istituto.  La moda a scuola può diventare uno scherzo per tutti; invece la moda è da valutare bene!

Come si risolve il problema?  Una buona igiene personale, la cura, e l’abbigliamento appropriato sono fondamentali per rendere l’insegnamento e apprendimento positivo e produttivo. Comunque, non è facile in una scuola pubblica risolvere il problema del vestire per via delle diversità socio-economiche e culturali degli studenti e dei loro genitori, ma si può controllare seguendo le regole della scuola. Ci sono studenti che non hanno molti indumenti da indossare e quei pochi che hanno sono malandati e la loro igiene personale è mal curata. Gli insegnanti hanno l’obbligo di raccomandare uno studente all’infermeria per mancanza d’igiene personale; questo per evitare epidemie nell’istituto e proteggere gli studenti da malattie. In contrasto, ci sono studenti che hanno troppi indumenti e anche costosi; si truccano molto e si spruzzano di profumo in classe. Questo secondo gruppo di studenti è il più difficile da gestire perché molti di loro sono viziati e bisogna stare molto attenti a non commentare sui loro vestiti o sono polemiche seri per i docenti. Per essere chiari, finché gli studenti non si  tolgono parte dei loro indumenti in classe, o si truccano invece di impegnarsi nella lezione, gli insegnanti si devono concentrare sull’insegnamento e lasciare il problema al preside.

Il codice e le regole di abbigliamento sono gestiti dal preside e non dagli insegnanti. Se gli studenti non seguono il dress code della scuola, il preside chiama i genitori, e dà loro due due scelte: la prima è di portare un cambio a scuola; la seconda è di portare il figlio o la figlia a casa. Molti docenti (quasi sempre uomini) creano problemi seri  commentando in classe sugli indumenti delle loro alunne. Oppure per guardare un po’ troppo un’alunna con la maglietta troppo scollata o la gonna troppo corta. Di questi problemi se ne leggono su tutti i giornali.  Per questo motivo, possiamo paragonare il problema del vestire dei giovani a scuola a una malattia cronica che si controlla ma non si cura!

Usando le divise non si penserebbe più a cosa mettersi . . . 

Il problema della moda a scuola non si ferma solo sul “cosa mettersi” o sulla decenza, ma arriva alla delinquenza  e alla violenza perché alcuni ragazzi rubano indumenti e oggetti costosi ad altri studenti. In più ci sono stati casi di studenti che hanno perso la vita per un paio di scarpe da ginnastica firmate o per una giacca costosa. (Raccomando di leggere il discorso del president Clinton dove parla di questi casi). Perciò, i codici e le regole di abbigliamento delle scuole non si concentrano solo sulla decenza del vestiario, ma anche sulla sicurezza dell’istituto e sulla protezione della vita degli studenti. La preoccupazione che riguarda la sicurezza e le diverse strategie adottate per migliorare i risultati sia scolastici che di comportamento degli studenti hanno indotto molte scuole ad adottare la divisa scolastica. Obbligare le divise nelle scuole se ne parla da decenni, si può tornare ai tempi del  Presidente Clinton, quando affrontò il problema con un discorso alla radio il 24 febbraio del 1996 dicendo:

“School uniforms are one step that may be able to help break this cycle of violence, truancy, and disorder by helping young students to understand that what really counts is what kind of people they are, what's on the inside, to remember that what they're doing at school is working, not showing off their own clothes or envying another student's clothes.” Note: The address was recorded at 8:15 p.m. on February 23, 1996  at the Sheraton Miramar Hotel in Santa Monica, CA, for broadcast at 10:06 a.m. on February 24 , 1996. 

Le divise scolastiche sono il passo da fare che potrebbe aiutare a rompere questo ciclo di violenza, indecenza, e disordine, aiutando i giovani studenti a capire che quello che conta veramente è che tipo di persone sono, cosa c'è dentro di loro, e di ricordare che quello che stanno facendo a scuola è lavorare e non mostrare i propri vestiti per fare invidia ad altri studenti.  William J. Clinton: "The President's Radio Address," February 24, 1996. Online by Gerhard Peters and John T. Woolley, The American Presidency Project. http://www.presidency.ucsb.edu/ws/?pid=52449  

Anche se non ci sono prove che attribuiscono alle divise scolastiche risultati concreti di miglioramento sia accademico che di comportamento degli studenti, bisogna ammettere che adottando la divisa si elimina la degradazione dei comportamenti praticando l’uguaglianza nel vestire di tutti gli studenti. La pressione dei compagni si elimina quando gli studenti si vestono allo stesso modo e si concentrano anche meglio sullo studio, in piu non c’è distinzione di "classe" tra i "ricchi e poveri. Ma, le divise scolastiche sono e saranno sempre un dibattito tra presidi, studenti, genitori e insegnanti. I critici delle divise scolastiche sostengono che toglie l’individualità agli studenti. Dopo 20 anni di conflitti e polemiche resta ancora la domanda: Come si può risolvere questa “malattia” della moda a scuola?

Filomena Fuduli Sorrentino, insegna alla South Middle School, ECSD, Newburgh, NY.  Nata e cresciuta in Italia, calabrese, vive  a New York dal 1983. Diplomata alla scuola Magistrale in Italia, dopo aver studiato alla SUNY, si è laureata alla NYU- Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development, con un BS e MA in Teaching Foreign Languages & Cultures.  Dal 2003 insegna lingua e cultura italiana nelle scuole pubbliche a tempo pieno e nelle università come Adjunct Professor. È abilitata dallo Stato di New York all’insegnamento nelle scuole pubbliche delle lingue italiana 1-6 & 7-12, ESL K-12 e spagnola 1-6 & 7-12.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter