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L’italiano negli USA: ma l’esame AP vale ancora certi sforzi e investimenti?

Carlo Davoli, responsabile dell'Uffico Istruzione del Consolato di New York, risponde alle nostre domande sul futuro dell'esame AP Italian Language e Culture: "Il Governo italiano è felice d’investire per la promozione della lingua italiana negli USA.... la diffusione della nostra lingua è un volano eccezionale per il nostro Made in Italy”

Il Ministero degli Affari Esteri, nell'anno scolastico 1994-1995, ha istituito l’Ufficio Istruzione presso il Consolato di NYC per promuovere lo studio della lingua e della cultura italiana nei tre stati di New York, Connecticut e New Jersey. Oggi l’Ufficio è retto dal dirigente scolastico Carlo Davoli.

Siamo andati nella sede consolare di Park Avenue e con entusiasmo il Dott.Davoli ha risposto alle nostre domande sull’aggiornamento e sul futuro dell’AP Italian Language e Culture. L’esame AP viene somministrato ogni anno a maggio e rappresenta il completamento di studio a livello universitario, anche se l’esame AP viene dato nei licei. Questo esame è rigorosamente predisposto dal College Board ed è affidato a docenti abilitati all’insegnamento dell’italiano e dell’AP. Il College Board è un'organizzazione non-profit impegnata per l'eccellenza e l'equità nell'istruzione che rappresenta oltre 5.900 tra università e scuole.

davoli

Carlo Davoli

Dott. Davoli, di quanto è aumentato il numero degli studenti che hanno sostenuto l'esame  AP –  Italian Language and Culture lo scorso anno e che numero si dovrebbe raggiungere per evitare future complicazioni con l’esame?

L’AP-Italian nel 2008 è stato sospeso, e per tre anni si è interrotto il virtuoso processo di partecipazione. Nel 2011, grazie al supporto del Governo italiano e lo splendido sforzo operato dalla comunità italo-americana attraverso le sue associazioni, l’esame è stato ripristinato.

Nel maggio 2012 il numero degli studenti che hanno sostenuto l’esame negli USA è stato di 1.806 su 2.084 che si erano registrati, mentre gli studenti che hanno sostenuto l’AP nel maggio 2013 sono stati 1.980; quindi c’è stata una crescita dell’8,8%. su base nazionale, per lo più generata dalla crescita nella Tristate Area, e questo ci inorgoglisce. Per evitare che l’esame venga nuovamente sospeso, il numero da raggiungere deve essere di 2.500 entro l’anno scolastico 2015-2016. Devo precisare che questo numero richiesto dal College Board riguarda gli studenti che sostengono l’esame e non quelli che semplicemente s’iscrivono ai corsi. Gli studenti che non danno l’esame non contano. Per coloro che, come me, sono preposti alla promozione della nostra lingua, il raggiungimento dei 2.500 studenti riveste carattere di assoluta priorità. Personalmente sono convinto che questo numero sarà raggiunto, perché sono sicuro che le nostre Istituzioni, con l’importantissimo aiuto della comunità italo-americana, sapranno difendere il nostro retaggio linguistico, che non può essere disgiunto da quello culturale.

Ce la faremo.

Gli studenti devono pagare $89 per dare l’esame, alcuni non si presentano all’esame perchè non si sentono abbastanza  preparati per ricevere un punteggio di “3”, il minimo accettato dalle università; c’è un modo per non far pagare 89 dollari agli studenti e incoraggiarli a dare l’esame anche se il loro punteggio sarà meno di “3” punti?

Proprio perchè le sorti della nostra lingua coinvolgono l’intera nostra comunità, stiamo per dare vita ad una nuova campagna a sostegno dell’AP-Italian. Una delle forme di supporto dovrebbe essere proprio quella di affiancare gli studenti finanziariamente, in particolare quelli che non possono permettersi di sborsare gli 89 dollari. Approfitto di questa cortese intervista per invitare docenti, studenti e famiglie a collegarsi nei prossimi mesi al sito dell’Osservatorio della lingua italiana:  http://www.usspeaksitalian.org .  Altri siti interessanti sono:   Scholarships for students taking AP-Italian exams  http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Stranieri/Opportunita/BorseStudio_stranieri.htm

Per quanto riguarda la difficoltà dell’esame, va detto che è stato recentemente modificato, rendendolo più affrontabile. I docenti possono quindi incoraggiare gli studenti a sostenerlo per tutta una serie di vantaggi.  

Appunto, quali sono le borse di studio e gli altri vantaggi per gli studenti d’italiano che sostengono l'esame AP?

Per prima cosa metterei in risalto i crediti che possono essere spesi presso le università americane e di altri 60 paesi del mondo, il che si traduce in un bel risparmio.

Altra importante novità è che a partire da questo anno accademico coloro che sostengono 3 esami AP, uno dei quali AP-Italian, possono iscriversi senza difficoltà presso le università italiane, che oltre ad essere molto prestigiose, hanno costi bassissimi.   

L'Università per Stranieri di Perugia ( http://www.unipg.it/en )  insieme al Ministero degli Affari Esteri e l'Ambasciata Italiana a Washington ha offerto nel 2012-2013  50 borse di studio. Le borse sono state così suddivise: 25 in favore di studenti che hanno sostenuto l’esame AP d’italiano, ed altre 25 in favore di docenti d’italiano e di presidi o altre autorità scolastiche nelle scuole superiori negli Stati Uniti (non di madre lingua).

Le borse hanno previsto: iscrizione gratuita ad un corso di lingua e cultura italiana, un pasto e € 500,00 come parziale contributo per le spese di alloggio a Perugia. I borsisti hanno dovuto affrontare il costo del viaggio aereo. Sono convinto che per il 2013-2014 l’Università di Perugia offrirà ulteriori opportunità.

Altre 28 borse sono state offerte da EduItalia (http://www.eduitalia.org ) un’associazione che rappresenta circa 70 scuole d’Italiano per stranieri che operano in numerose città italiane. Anche in questo caso gli studenti hanno potuto fruire di vitto, alloggio, corso di lingua ed attività varie, comprese escursioni ed iniziative culturali.

In sintesi, superare l’esame AP è molto prestigioso, e può indiscutibilmente rappresentare un punto di forza anche in termini di sbocco occupazionale per le potenzialità che discendono dai rapporti tra i due Paesi.  Gli studenti che sostengono gli esami di AP hanno più opportunità di fare carriera rispetto a coloro che non li sostengono.

Ci sono molte scuole che non presentano corsi di AP Italian Language and Culture; come si possono incoraggiare queste scuole ad includerlo?

Come detto prima, il numero totale degli studenti che hanno sostenuto l’esame AP è stato di 1.980, provenienti da 214 istituti sparsi in tutta la Nazione. Di questi 1.980 studenti, 1.200 sono studenti dei tre Stati, New York, New Jersey e Connecticut, i quali provengono  da 129 scuole. Il mio Ufficio è quindi impegnato in una capillare azione di coinvolgimento, anche grazie al lavoro svolto dallo IACE, (Italian American Committee on Education – http://www.iacelanguage.org ) di cui sia il Consolato Generale di New York, che il nostro Ministero degli Esteri è molto soddisfatto. Un grande merito va dato al suo presidente Bernardo Paradiso ed alla direttrice esecutiva Ilaria Costa, che stanno svolgendo un lavoro eccezionale in favore della promozione e diffusione della nostra lingua nella Tristate Area. Ben 57 scuole che in atto offrono corsi AP sono aiutate dallo IACE, sia  economicamente, attraverso contributi da utilizzare per il salario dei docenti, che attraverso la fornitura di materiale didattico.

Approfitto per lanciare un appello ed invitare chiunque fosse interessato a contattare sia il mio ufficio (newyork.education@esteri.it ), che lo IACE (   info@iacelanguage.org)

 Se una scuola non contempla l’italiano bisogna chiederlo, e naturalmente, ove possibile, bisogna chiedere di attivare un corso di AP Italian Language and Culture.

L’italiano è molto richiesto dagli studenti. Da un recentissimo sondaggio effettuato da ACTFL, il 35% degli studenti americani tra i 15 ed i 23 anni  vogliono studiare l’Italiano; di questo 35% solamente il 4% viene soddisfatto.  La nostra cultura è ricchissima, e viene molto apprezzata qui in America, ma non c’è cultura senza lingua e non c’è lingua senza cultura. I giovani americani dicono  Italian is cool!

Negli USA, i licei offrono corsi in diverse università statali e private. Questi corsi sono più facili e meno stressanti in paragone all’AP perchè gli esami sono corretti dai docenti, i quali danno il voto finale. Perciò, sia gli studenti che i docenti li preferiscono. Esiste quindi un problema di concorrenza tra le università e il College Board? E a Roma cosa ne pensano,  può essere una nuova opportunità per la diffusione dell'italiano o diventa un problema?

Certamente l’uno e l’altro. Che gli studenti s’iscrivano e sostengano corsi universitari nei licei americani è una opportunità per la diffusione dell’italiano, perchè il numero degli studenti di italiano iscritti nelle università aumenta.

E’ normale che ciascuna università si attrezzi per potere accrescere il numero dei propri iscritti. Io però invito gli studenti ed i docenti a sostenere e far sostenere gli esami AP, perchè consentono di maturare crediti e risparmiare al momento dell’iscrizione in tutte le università e sono, come già detto, decisamente più prestigiosi per il proprio curriculum.

E poi, se me lo consente, credo che sia interesse di tutti, in difesa della nostra bella lingua, raggiungere il numero di 2.500 esami entro il 2015-2016. Quindi chi sostiene l’esame AP, oltre aiutare se’ stesso, contribuisce a far si che il nostro patrimonio linguistico possa essere tutelato. Comunque, si può risolvere il problema incoraggiando gli studenti a sostenere entrambi gli esami.

I docenti devono fare un corso di aggiornamento sull’AP prima di poterlo insegnare, ma la preferenza nelle scuole publiche è data ai docenti che hanno “seniority” nell’istituto. Dott. Davoli come sono valutati i docenti che insegnano l’AP? La nuova valutazione sugli insegnanti degli USA valuta gli insegnanti dell’AP in base ai risultati dell’esame AP dei loro studenti?

Questa è una domanda che andrebbe rivolta alle autorità americane. Comunque sappiamo che una parte della valutazione degli insegnanti è basata sul risultato degli esami degli studenti che sostengono l’esame, ma questo non scoraggia i docenti ad insegnare  nei corsi AP, segno evidente del carattere e dell’orgoglio dei nostri insegnanti, consapevoli del prestigio che ne discende.  

Il Governo Italiano ha investito molti soldi nel programma dell’AP. Ma perchè fare l'AP e pagare tanti soldi, quando i licei si possono mettere d'accordo direttamente con le università e fare così corsi speciali con crediti?

Il Governo italiano è felice d’investire per la promozione della lingua italiana negli USA. L’obiettivo del Governo italiano è di attirare l’attenzione del pubblico americano verso il nostro patrimonio linguistico e culturale. I soldi spesi per l’AP sono soldi ben spesi perché la nostra cultura è apprezzata negli USA. Con la promozione della lingua si promuove tutta la cultura italiana. L’Italia vuole esportare quello che produce e la diffusione della nostra lingua è un volano eccezionale per il nostro “Made in Italy”.

Sono convinto che le scuole, nel rispetto dei principi fondamentali che caratterizzano il sistema democratico americano, non resteranno sorde di fronte alla richiesta di così tanti giovani che chiedono di studiare la nostra lingua.  Sono convinto che nei prossimi anni assisteremo ad un notevole innalzamento della domanda di Italiano.

Siamo ad un crocevia. Dobbiamo insieme compiere ogni sforzo perchè entro il 2015-2016 possa essere raggiunto il numero di 2500 esami AP-Italian.

Ecco perchè, come dice il nostro Ambasciatore a Washington, Claudio Bisogniero, "La diffusione dell'insegnamento dell'italiano negli Stati Uniti, soprattutto a livello AP, è per noi una priorità assoluta, sulla quale collaboriamo attivamente con le più importanti organizzazioni italiane ed italo-americane negli USA. L'obiettivo è l'aumento del numero degli studenti che sostengono l'esame AP di italiano".

Ce la faremo, ne sono sicuro.

Per ulteriori informazioni riguardo all'AP Italian:
http://www.usspeaksitalian.org/ct/html/ta/homepage-bottom-box/me/ap-italian/ti/ap-italian

Filomena Fuduli Sorrentino, insegna alla South Middle School, ECSD, Newburgh, NY.  Nata e cresciuta in Italia, calabrese, vive  a New York dal 1983. Diplomata alla scuola Magistrale in Italia, dopo aver studiato alla SUNY, si è laureata alla NYU- Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development, con un BS e MA in Teaching Foreign Languages & Cultures.  Dal 2003 insegna lingua e cultura italiana nelle scuole pubbliche a tempo pieno e nelle università come Adjunct Professor. È abilitata dallo Stato di New York all’insegnamento nelle scuole pubbliche delle lingue italiana 1-6 & 7-12, ESL K-12 e spagnola 1-6 & 7-12.

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