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Insegnanti occhio allo stress!

I docenti di oggi spesso si trasformano in psicologi e genitori, pronti ad affrontare le difficoltà di apprendimento e comportamento dei loro studenti in classe

Dove c'è una grande volontà non possono esserci grandi difficoltà. -Niccolò Machiavelli

 

Siamo ancora al primo semestre dell’anno scolastico ma già nelle scuole pubbliche degli USA le situazioni di burnout  -o esaurimento – dei docenti aumentano giorno per giorno. Nella scuola, dove insegno, South Middle School, in Newburgh, i casi di burnout aumentano quantitativamente e di intensità, mettendo in crisi docenti con anni di esperienza alle spalle, insieme a quelli più giovani pieni di energie ed entusiasmo. Insegnare diventa sempre più stressante e scoraggiante, per il fatto che le differenze e le difficoltà tra gli studenti sono troppe nelle scuole pubbliche. Tra le difficoltà possiamo evidenziare: l’inglese come seconda lingua, la lingua appresa nella prima infanzia e parlata  a casa, problemi nell’integrazione all’ambiente scolastico, carenze di motivazione all’apprendimento, l’età evolutiva dell’esperienza individuale e dello sviluppo cognitivo, i disturbi specifici di apprendimento (DSA – Disturbi Specifici di Apprendimento) e infine, il più complicato e il più difficile da gestire sia dai docenti e che dai presidi, il problema di comportamento o di condotta degli studenti nelle classi. Tutte queste situazioni richiedono interventi impegnativi, lavoro ed energia e consequenzialmente per via del troppo stress, sono molti gli insegnanti che decidono di prendersi giorni di malattia.

 

Ma perché e soprattutto, da dove nasce tutto questo?

In tutte le scuole gli studenti entrano in classe portando con se pregi, qualità, talento e problemi, quindi, non portano solo la propria cultura e il proprio linguaggio, che devono essere riconosciuti, accolti, rispettati e valorizzati, ma anche il proprio comportamento, che riflette i valori educativi e morali di ciascuno. Un insegnante deve effettuare un piano di intervento di comportamento, un vero contratto che abbia in sè le regole della classe e che venga implementato con fermezza dal primo giorno di scuola. Un contratto insomma, che segua le regole dell’istituto e soddisfi le esigenze individuali degli studenti trovando allo stesso tempo, un approccio che aiuti a comprendere i processi di apprendimento ma anche le sfide degli studenti. Questo è importante per poter permettere ai docenti di andare dritto verso le capacità accademiche di ognuno dei loro studenti, e di pensare, sentire e interagire con il fine di migliorare i loro punti deboli. Nel contratto va evidenziato il diritto per tutti gli studenti di apprendere durante le lezioni evitando ogni tipo di comportamento distruttivo che lo possa impedire, anche se sarà necessario eliminare uno studente dalla classe per la propria condotta. Il docente è responsabile di tutto quello che succede in classe agli studenti durante la sua lezione.

Perché gli studenti hanno alle volte un comportamento distruttivo in classe?

Il problema di comportamento degli studenti può evolversi da diverse cause tra le più comuni troviamo: il loro livello funzionale di sviluppo emotivo, sociale e intellettuale, il loro nucleo familiare, la loro vita sociale e le cattive compagnie, l’uso di droghe, i problemi di comprensione o di apprendimento, ma si può anche associare ai nuovi requisiti dei Common Core Standards che pongono molta pressione sia agli insegnanti che agli studenti. Per esempio: nelle scuole pubbliche viene basato tutto sul curriculum e sul risultato degli Standardized Tests. Perciò, i docenti hanno aspettative alte per i loro studenti, i quali hanno bisogno di una conoscenza più approfondita dei processi di acquisizione sia della lingua, come pure delle altre materie, “cross-curriculum,” e se gli studenti non vogliono collaborare con gli insegnanti si ribellano e la rabbia e la frustrazione spesso sfociano in aggressività e nel voler evitare le prove o le situazioni difficili. II docente d’italiano ha il compito d’insegnare i competenti linguistici del parlare, ascoltare, scrivere, leggere, e riflettere, strumenti indispensabili per imparare la lingua italiana, ma anche indispensabile nella vita di ogni persona. Le difficoltà nelle classi sono tante perché  negli USA il numero degli studenti che non raggiunge un livello minimo nelle competenze linguistiche in inglese è molto alto,  e la maggior parte di loro non ha un disturbo specifico di apprendimento. Quindi, se uno studente non ha le capacità mentali di comprendere e capire il materiale che gli viene insegnato si ribella spesso esibendo un comportamento distruttivo in classe o dando problemi al docente per mascherare il proprio disagio, invece di ammettere che non capisce, e chiedere quindi aiuto all’insegnante.

Molte volte gli alunni insultano, contestano, rifiutano di fare le attività in classe, non seguono la lezione e non vengono puniti dagli amministratori, perché  devono restare in classe ad imparare anche se non vogliono. Perciò, i docenti devono capirli e cercare di aiutarli a superare i loro problemi. Prima che gli amministratori si prendano la responsabilità di gestire il comportamento distruttivo degli studenti, gli insegnanti devono collaborare con le famiglie con telefonate, email, colloqui, ecc., ed è giusto, ma l'educazione dei figli spetta ai genitori e non agli insegnanti. Un docente oggi non solo deve insegnare, ma deve fare anche il genitore e lo psicologo durante la lezione e dopo le classi. Il problema è reale ed è serio, e sempre più difficile da gestire.

Disturbi specifici dell’apprendimento o problemi di comportamento?

A rendere l’insegnamento più difficoltoso, tutti i docenti delle diverse facoltà hanno nelle loro classi studenti con problemi di comportamento o che soffrono di DSA. La DSA come molti termini tipici della Psicologia e della Psichiatria, spesso indica una varietà di problematiche di apprendimento molto diverse tra loro, ma questi studenti solo in rari casi esibiscono un comportamento distruttivo; al contrario generalmente vogliono imparare ma non ci riescono perché  il loro cervello non riesce a memorizzare normalmente. Gli studenti che ne soffrono hanno difficoltà nelle diverse forme di apprendimento e hanno bisogno dell’aiuto dei docenti per capire il significato delle parole e per usare i libri o i dizionari. Purtroppo il sostegno a questi studenti non viene più dato nelle scuole medie come lo si dava anni fa e i docenti devono seguirli con le lezioni in modo individualizzato, differenziando.

Come distinguerli?

Molti di questi studenti hanno problemi a ricordare, e per loro, la  memoria a breve termine è una delle più grandi sfide. Imparano meglio attraverso la ripetizione, e con attività visive perché  capire i concetti astratti è difficile per loro. La promemoria costante li aiuta molto: appiccicare dei post-it sullo schermo o nei loro quaderni con brevi note/appunti li aiutano a ricordare e a rimanere sul compito o completare l’attività. Questi studenti se aiutati con pazienza possono fare progressi ed imparare anche la seconda lingua, lavoro molto impegnativo ma non impossibile. Perciò, i docenti devono rilevare le reali difficoltà interrogandosi e sperimentando strategie didattiche più adeguate ed efficaci al livello di apprendimento degli studenti con DSA. In altre parole, e in contrasto con gli studenti con comportamento distruttivo, per gli studenti con problemi di apprendimento si devono usare strategie diverse d’insegnamento modificando e semplificando le lezioni. Invece, il problema di comportamento o di condotta degli studenti non si può gestire o risolvere modificando la lezione, perché con questi studenti bisogna seguire accuratamente i regolamenti dell’istituto: un pessimo comportamento o una cattiva condotta in classe costituiscono una violazione dei diritti di apprendimento ed insegnamento degli studenti e dei docenti.

Aldilà delle difficoltà ad imparare molti studenti tendono a demoralizzarsi per vari motivi che abbassano anche i loro livelli di autostima. I docenti sanno che se uno studente abbandona la scuola, da grande avrà difficoltà nel lavoro o nell’adattamento sociale. I problemi sono tanti e non finiscono mai e anche seguendo tutte le regole e impegnandosi al massimo nell’insegnamento, non si può garantire successo in classe perché a volte l’attenzione rivolta alle differenze tra gli studenti deve includere anche una particolare cura per le situazioni in cui la diversità può convertirsi in svantaggi e quindi in insuccesso scolastico per altri studenti; si aiutano i più bisognosi e si trascurano i più motivati che potrebbero apprendere di più  e arrivare ad un livello di studio molto alto.

Filomena Fuduli Sorrentino, insegna alla South Middle School, ECSD, Newburgh, NY.  Nata e cresciuta in Italia, calabrese, vive  a New York dal 1983. Diplomata alla scuola Magistrale in Italia, dopo aver studiato alla SUNY, si è laureata alla NYU- Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development, con un BS e MA in Teaching Foreign Languages & Cultures.  Dal 2003 insegna lingua e cultura italiana nelle scuole pubbliche a tempo pieno e nelle università come Adjunct Professor. È abilitata dallo Stato di New York all’insegnamento nelle scuole pubbliche delle lingue italiana 1-6 & 7-12, ESL K-12 e spagnola 1-6 & 7-12.

 

 

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