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A scuola, anche per imparare a proteggere gli alunni da un attacco

14 Dicembre 2012: alcuni bambini della Sandy Hook Elementary School portati in salvo dai poliziotti

14 Dicembre 2012: alcuni bambini della Sandy Hook Elementary School portati in salvo dai poliziotti

Un anno dopo il massacro alla Sandy Hook Elementary School, la mia esperienza di insegnante in una scuola pubblica dello Stato di New York

 

Le sparatorie nelle scuole americane continuano. I posti dove i bambini e i giovani studenti americani dovrebbero sentirsi al sicuro e senza pericoli sono invece trasformati in campi di guerra. Ieri un altro attentato al liceo Arapahoe in Colorado, scuola che si trova a otto miglia dalla Columbine High School, dove due studenti spararono a morte 13 persone nel 1999, e poi si suicidarono. Dopo la sparatoria di Columbine, il Colorado ha subito altre uccisioni di massa tra cui il massacro di 12 persone in un cinema nei pressi di Aurora, dove James Holmes ha aperto il fuoco uccidendo 12 persone e ferendone 70 nel 2012.

Ma oggi si ricorda il massacro alla  scuola elementare Sandy Hook del 14 dicembre Scuola2012, avvenuto in un borgo della città di Newtown, in Connecticut. La stampa e le TV di tutto il mondo hanno parlato del massacro per settimane e il mondo intero  ha saputo in dettagli l’orrore commesso dal ventenne Adam Lanza, affetto dalla sindrome di Asperger. Lanza ha aperto il fuoco causando la morte di 27 persone,  tra questi 20 erano bambini di età compresa tra 6 e 7 anni, 6 erano insegnanti. Adam Lanza, suicidandosi prima dell'arrivo della polizia, aveva precedentemente ucciso anche la madre a casa,  prima di recarsi in auto alla scuola elementare per mettere in atto il massacro utilizzando le armi regolarmente in possesso della madre.

Due settimane prima dall’ anniversario del massacro alla Sandy Hook Elementary School sono state rese pubbliche le registrazioni della chiamata al 911. Le registrazioni e altre informazioni sono state trasmesse dal telegiornale italiano, tradotto in italiano, anche se molti italiani non hanno capito bene la traduzione del termine “lockdown” che veniva ripetuto nella traduzione italiana senza spiegare di cosa si trattasse. Il significato del termine è porte serrate e studenti per terra, ed è un allarme per minacce provenienti da fatti esterni, come la potenziale penetrazione nell’istituto di gente armata. In Italia le procedure di "blindatura" delle scuole non sono un fatto normale, anche se un caso simile si è avuto in Puglia, con  un bomba che è esplosa davanti alla scuola prima dell' apertura. Ma quello che è successo alla Sandy Hook Elementary School è qualcosa di molto grave e diverso, un massacro che nemmeno gli esperti psicologi o criminologi hanno potuto spiegare. Infatti, parecchi psicologi intervistati su questo episodio hanno sostenuto che gli affetti dalla sindrome di Asperger di solito non sono pericolosi e non commettono violenza.

La mia reazione d’insegnante quando ho saputo del massacro

Il 14 dicembre del 2012 alla South Middle School dove insegno italiano è stato un giorno normale per tutti, studenti e docenti. Il preside della scuola non aveva annunciato il massacro accaduto alla scuola elementare di Sandy Hook per evitare il panico nella nostra scuola. Molti docenti hanno saputo della tragedia verso le 14:00, alla fine dell’insegnamento e prima di ritornare a casa. Io avevo saputo la notizia ma non conoscevo ancora la gravità e i dettagli, dei quali poi ho ascoltato alla radio in auto durante il mio ritorno a casa. Non so come sia riuscita a guidare per due ore ascoltando l’orrore di quello che era successo nella scuola elementare, immaginando i bambini morti e i loro insegnanti che invano avevano cercato di proteggerli facendo scudo con il loro corpo. Non potevo crederci, la mia mente non riusciva ad accettare che un essere umano aveva avuto il coraggio di sparare ripetutamente a bambini innocenti. Ma perché quella strage di innocenti per poi suicidarsi?

La South Middle School in Newburgh si trova a un’ora di distanza da Sandy Hook, CT. Il giorno dopo il massacro noi insegnanti siamo ritornati a scuola cercando d’insegnare le nostre lezioni nel modo piu’ normale possibile, anche se niente appariva normale, ma nessuno di noi ha potuto insegnare la propria lezione perché gli studenti erano sconvolti e parlavano solo del massacro. Inutile dire che il compito dei docenti durante la settimana dopo la tragedia è stato quello di consolare e rassicurare gli studenti e non quello d’insegnare loro il curriculum. Finita la settimana sono arrivate le vacanze di Natale che hanno reso la situazione meno dolorosa sia per i docenti che per gli studenti e i loro genitori. Avevamo tutti un grande bisogno di stare lontano dagli istituti scolastici e controllare le nostre ansie e le nostre paure.

Purtroppo, le paura e le ansie provocati dal quel massacro rimangono sempre nelle scuole degli USA. Infatti, dopo la tragedia di Sandy Hook, e durante quest’anno scolastico 2013-14, parecchie scuole hanno avuto un ”lockdown” nello Stato di NY per motivi diversi. L’ultima settimana di settembre 2013 ne abbiamo avuti 2 alla scuola dove insegno. Il lunedi 23 settembre ero in classe con i miei studenti quando il preside annunciava: “As this moment we are under lockdown” (da questo momento porte serrate e studenti radunati per terra). Credendo che si trattasse di un addestramento, serro la porta e raduno gli studenti in un angolo al sicuro secondo le procedure e il regolamento. Ma il tempo passava e il preside non annunciava di continuare con le lezioni e di ritornare alla normalità. Nel frattempo anche il tempo della lezione finiva ed arrivava l’ora di cambiare classe, ma niente, ancora silenzio da parte del preside. Guardando dal piccolo finestrino della porta vedo ufficiali artificieri nel corridoio con i cani che annusavano gli armadietti degli studenti. Capisco che cercano una bomba ma mi mantengo calma e rassicuro gli studenti che si tratta di un addestramento piu’ lungo del solito. Dopo un’ora e mezza il preside annuncia di procedere con le lezioni facendo alcuni cambiamenti sul programma delle classi. Per fortuna non hanno trovato la bomba, era stato un falso allarme, una telefonata fatta da uno studente che è stato arrestato subito dopo. Le false minacce di pericolo nelle scuole sono un grave reato (a felony) e sono severamente punite.

Il secondo lockdown, dopo due giorni, e stato per via di Sang Ho Kim, l’uomo che si era rifugiato nella Hudson Valley perché era ricercato per omicidio dalla polizia del Long Island. Durante il secondo lockdown gli studenti erano consapevoli di quello che stava succedendo ed erano molto spaventati, alcuni piangevano perché sapevano che quell’uomo era nella Valle e sapevano che molte scuole erano state chiuse per evitare il pericolo.

Gli istituti di Newburgh erano aperti, e durante il lockdown l’elicottero della polizia girava sulla scuola aumentando l’ansia degli studenti e anche la mia. Dopo un’ora erano tornate la calma e la normalità. La polizia ha poi trovato l’uomo morto nel fiume Hudson nelle vicinanze del ponte Bear Mountain, non molto distante dalla South Middle School in Newburgh.

Insegno nelle scuole pubbliche di NY da 10 anni ma è stato il primo anno  che ho dovuto proteggere i miei studenti da due allarmi per minacce provenienti da fatti esterni e con il potenziale di gente armata. Nessuna univesità prepara gli insegnanti a come comportarsi durante queste minacce di pericolo o per gli addestramenti rituali perché questi sono abilità che si acquisiscono negli istituti facendo molta pratica con calma e sangue freddo!

Ma cosa sono e come si distinguono queste procedure?

Durante l'anno scolastico è comune in tutte le scuole degli Stati Uniti e del Canada ripetere il “lockdown”, il “ lockout” e gli allarmi d’incendio “fire drills” per abituare passivamente gli studenti su come comportarsi nel caso di una vera minaccia di pericolo. Questi sistemi di "sicurezza" americani sono una specie di "paranoia nazionale", quasi dei provvedimenti anti-terrorismo messi in pratica dopo l'11 settembre 2001, un fenomeno americano. Quindi il termine "lockdown," tratta di provvedimenti di sicurezza ritenuti necessari negli Stati Uniti e può essere anche definito come"procedure di emergenza in caso di incursione armata."  Un lockdown è quando le porte delle aule vengono serrate e gli studenti e i docenti sono radunati per terra in un angolo sicuro nelle loro aule per garantire sicurezza e protezione agli studenti. Il docente raduna i suoi studenti dove può proteggerli da una minaccia di pericolo percepito o reale. Questi addestramenti preparano i docenti, gli studenti e tutto il personale degli istituti ad evitare e a superare delle vere tragedie negli istituti scolastici.

Nel lockout invece si serrano le porte esterne e nessuno entra nell’istituto o esce dall’istituto, ma tutto il resto e le istruzione procedono normalmente. Nel lackdown il pericolo è dentro l’istituto mentre nel lackout il pericolo è fuori dall’istituto.

I fire drills sono addestramenti per prepare gli studenti ad evacuare l’istituto in modo ordinato e in brevissimo tempo nel caso di un incendio. Questi procedimenti sono organizzatissimi e gestiti con molta disciplina e serietà. Con gli arlarmi d’incendio sia il preside che i docenti vengono evalutati sul gestimento delle classi mentre vengono scortate fuori al sicuro e sul tempo impegato. Essere bocciati su questi addestramenti significa che il preside o il docente non è in grado di proteggere i suoi studenti in caso di un incendio nell’istituto.

Le fasi da seguire per il lockdown

Subito dopo che il preside annuncia con voce calma  che l’istituto è sotto “lockdown” gli insegnanti serrano le porte usando la chiave, che tutti i docenti portano al collo insieme al loro cartellino d'identità  di docente. Dopo che la porta è stata serrata si controllano le finestre che devono essere chiuse ma con le persiane alzate; le luce nell’aula devono restare accese. Siccome in un “lockdown”  il pericolo è dentro l’istituto si lasciano le persiane alzate e le luci accese. A volte gli studenti domandano il perché delle persiane alzate, e l’insegnante spiega che con le persiane alzate da fuori e da sopra i tetti gli ufficiali di polizia, o altri ufficiali, possono vedere in quale stanza o aula si concentra il pericolo e trovare la soluzione per eliminarlo. Il raduno degli studenti è usualmente un posto dove nessuno può vederli, un angolo riparato dietro la cattedra, dove ci sono scaffali o qualche armadietto da usare come “scudo” di protezione per gli studenti. In caso che l’allarme arriva quando una classe non è nell’aula si entra nella stanza vicina e si unisce agli altri studenti e docenti. Se gli studenti si trovano nel bagno devono restare li e chiudere la porta. Restare fermi, senza fare nessun rumore, senza parlare, fare movimenti, ridere, tossire, starnutire o piangere, e gli studenti devono aspettare fino a quando qualcuno arriva in loro aiuto. Durante il lackdown è molto importante non utilizzare il telefono cellulare, a meno che non si tratta di una situazione di emergenza assoluta.

Per i fire drills i docenti portano gli studenti fuori dall’istituto in modo ordinato e seguendo direzioni accurate. Secondo il luogo delle classi si usa l’uscita assegnata, si fa questo per evitare confusione e risparmiare tempo. Vietato usare gli ascensori, si chiudono le porte ma non si serrano, bisogna essere sicuri che tutti gli studenti sono con i loro insegnanti e se per caso ne manca qualcuno bisogna informare gli amministratori, i quali lo vanno a cercare. Per questi addestramenti arrivano i vigili del fuoco e sono solo loro a valutare prima il preside e poi i docenti e tutto il procedimento viene documentato. Di solito negli istituti scolastici sono richiesti 10 fire drills all’anno, ma in caso ne viene bocciato qualcuno il numero aumenta. Comunque, gli istituti differiscono tra di loro e a volte anche le procedure possono essere diverse in dettagli ma i regolamenti per le procedure sono uguali in tutte le scuole.

Mantenere la calma è importantissimo in situazioni di pericolo, e se si ha paura bisogna respirare profondamente attraverso il naso per aiutare a mantenere la calma, importante farlo praticare agli studenti. Anche nei momenti tragici bisogna utilizzare la creatività ma stare lontano dalle finestre ed evacuare l'edificio solo su consiglio degli amministratori della scuola, degli agenti di polizia, o membri dei vigili del fuoco.

 

Filomena Fuduli Sorrentino, insegna alla South Middle School, ECSD, Newburgh, NY.  Nata e cresciuta in Italia, calabrese, vive  a New York dal 1983. Diplomata alla scuola Magistrale in Italia, dopo aver studiato alla SUNY, si è laureata alla NYU- Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development, con un BS e MA in Teaching Foreign Languages & Cultures.  Dal 2003 insegna lingua e cultura italiana nelle scuole pubbliche a tempo pieno e nelle università come Adjunct Professor. È abilitata dallo Stato di New York all’insegnamento nelle scuole pubbliche delle lingue italiana 1-6 & 7-12, ESL K-12 e spagnola 1-6 & 7-12.

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