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Imparare l’Italiano in un’ora si può, con la professoressa Margherita

Il personaggio creato e interpretato da Laura Caparrotti è una prof. un poco diva che insegna la lingua al pubblico con metodi fantasiosi e tanta ironia. E racconta l'Italia a partire dall'alfabeto: A come amore, B come buono, C come città 

Una professoressa-diva insegna l'italiano dall'alto di un palcoscenico, con metodi fantasiosi e tanto umorismo. È il personaggio creato e interpretato da Laura Caparrotti, attrice, regista e autrice italiana, adottiva di New York. Nata a Roma, Laura Caparrotti ha studiato recitazione e scrittura teatrale con Dario Fo, Annie Girardot e molti altri. A New York Laura Caparrotti ha fondato la KIT-Kairos Italy Theater Inc., compagnia dedicata a diffondere la cultura italiana nel mondo e che oggi è ufficialmente la principale compagnia teatrale italiana nella Grande Mela. Oltre al teatro, il suo lavoro si concentra sulla lingua italiana, tanto che Laura è consulente sui dialetti italiani per la serie TV prodotta da HBO, Boardwalk Empire.ma

Il personaggio dello spettacolo ABC…L’Italiano Si Impara Cosí (How To Learn Italian in One Hour), andato in scena venerdì 21 febbraio al Goddard Riverside The Bernie Wohl Center, la bizzarra professoressa Margherita, è un’insegnante un poco diva che insegna la lingua, la cultura, l’arte e la tradizione italiane al pubblico. Con ironia e umorismo la signorina Margherita porta gli spettatori attraverso l'Italia, facendo loro esplorare le figure stereotipiche per cui la nostra penisola è nota in tutto il mondo.

La lezione inizia dalle prime tre lettere dell’alfabeto che dividono la lezione in tre sezioni: lingua, cultura e geografia. “ABC”: “A” come “Amore”, è usata per spiegare e dimostrare, attraverso le immagini e la recitazione, la storia della lingua italiana, per ricostruire la quale Laura Caparrotti parte da Palermo. La signorina Margherita riassume i momenti salienti della storia, partendo da Federico II di Svezia, che, ci dice, parlava sei lingue: latino, siciliano, tedesco, francese, greco e arabo, e che ebbe un ruolo importante nel promuovere la lingua italiana attraverso la poesia prodotta dalla Scuola siciliana. Dante e i suoi contemporanei salutarono con entusiasmo la scuola siciliana e la sua poesia che Dante stesso, prima di arrivare a usare l'idioma toscano come lingua letteraria d'Italia, riconobbe come prima forma di Italiano volgare. La prof. recita in modo divertente un sonetto di Dante, contenuto nel XXVI capitolo della Vita NuovaTanto gentile e tanto onesta pare. Poi chiama due spettatori sul palco e chiede loro di ripetere, passo per passo, i versi che lei recita. laura

La lettera “B” sta per “Buono”, il che non può che portarci alla cucina italiana: Margherita, con un rapido viaggio attraverso le regioni della penisola, racconta la storia delle più famose ricette italiane. Incomincia dalla storia della pasta e degli spaghetti inventati a Trebbia, in Sicilia, e non, come molti credono, in Cina. Dalla Sicilia, ci spiega Margherita, la pasta essiccata era destinata a essere commercializzata in tutto il bacino del Mediterraneo. E poi c'è la storia della pizza margherita, con un piccolo riassunto dell’unificazione d’Italia, quella della pasta all'amatriciana, con un pizzico di storia romana (“i romani mangiavano i migliori tagli di carne e davano il resto ai lavoratori” ci racconta la professoressa). Il viaggio prosegue fino all’Italia settentrionale, dove incontriamo la bistecca alla fiorentina che molti spettatori non conoscevano. Per finire la signorina Margherita parla della polenta e di due aggettivi “terrone e polentone”: gli abitanti del Nord, spiega, insultavano quelli del Sud chiamandoli “terroni” perché lavoravano la terra; quelli del Sud ricambiavano chiamando i nordici “polentoni”, perché mangiavano molta polenta.

La “C” sta per “Città”, un divertentissimo viaggio tra Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo di cui Laura Caparrotti imita perfettamente i dialetti e lo spirito, dal raffinato fiorentino alla drammaticità napoletana, fino alla discrezione dei palermitani. Il tutto contornato da tre famose canzoni:, Innamorati a Milano,'O surdato 'nnammurato (Il soldato innamorato), e Roma Nun Fa' La Stupida Stasera, che dimostrano come la ricchezza e la varietà della cultura italiana passi anche attraverso la musica e le canzoni delle diverse aree geografiche. La diva riassume in inglese il significato delle canzoni dimostrando così la varietà, evidente sia nella lingua sia nelle personalità.

Portare la cultura italiana su un palco è una grande soddisfazione, anche se negli Stati Uniti la produzione di spettacoli e di eventi rappresenta ancora una grande sfida, perché mentre persone appassionate, come Laura Caparrotti, si sforzano, nonostante le difficoltà, di produrre eventi di alta qualità, spesso i budget sono limitati. E a risentire della mancanza di fondi è la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo.

 

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