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L’importanza di spiegare la Festa della Repubblica nelle classi d’italiano

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con i presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso alla parata del 2 giugno

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con i presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso alla parata del 2 giugno

Spesso nei primi livelli si fa l’errore di non incorporare la storia nelle lezioni e nelle attività della lingua. Questa trascuratezza impedisce ai nostri allievi di arrivare culturalmente preparati per affrontare le classi di livello medio e avanzato 

 

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. ART 1 della Costituzione Italiana

La storia è un’ottima promozione per l’insegnamento dell’italiano, una motivazione per gli studenti a proseguire lo studio a livelli avanzati, e in più aiuta a valorizzare la cultura italiana nel mondo. Bensì la storia italiana è complicata, bisogna semplificarla e insegnarla anche nelle classi di livello base, questo affinché gli studenti abbiano anche un’ottima conoscenza della cultura italiana nell’avanzamento dello studio della lingua.

Spesso, nelle classi d’italiano di checkpoint A (italiano 1) si fa l’errore di non incorporare la storia nelle lezioni e nelle attività della lingua. Questa trascuratezza impedisce ai nostri allievi di arrivare preparati sia con la cultura e sia con il linguaggio nelle classi di livello medio e avanzato. Un problema che si nota nei corsi dell’AP, perché l’esame del programma è basato sulle 5 C's: Comunicazione; la possibilità di comunicare basandosi sui più diversi metodi. Cultura, conoscere e poter capire l’altra cultura. Connessione o collegamento, la possibilità di collegarsi alle altre culture, altre materie, e altre lingue. Collaborazione, avere la possibilità di scambiare pareri, paragoni, confronti e di dare e ricevere suggerimenti. Comunità, l’insieme degli allievi che condividono lo stesso interesse.

Queste competenze linguistiche e culturali si possono benissimo integrare nelle lezioni e nelle attività con l’insegnamento della storia delle feste nazionali italiane. Un’ottima connessione si può ottenere con le letture, i video, e le analisi grammaticali e linguistiche, basate su testi di diverso livello. Spesso gli studenti d’italiano hanno anche difficoltà a capire il significato delle feste nazionali italiane e ne confondono il loro significato credendole simili a quelle americane, le quali commemorano eventi politici diversi da quelli italiani.

Per esempio, la festa nazionale americana più importante, il giorno dell'indipendenza, (Independence Day) commemora la dichiarazione d’indipendenza del 4 luglio 1776; quando le 13 Colonie si distaccarono dal Regno Unito della Gran Bretagna. Molti studenti considerano la Festa della Repubblica, oppure il giorno della Liberazione, con lo stesso significato della celebrazione del 4 luglio degli Stati Uniti. Bisogna spiegare agli studenti che in Italia non c’è il giorno dell’indipendenza, ma c’è la Festa della Liberazione "Liberation Day", che ogni anno, il 25 aprile, onora la liberazione dell’Italia dalla dittatura del Fascismo e dalle forze Naziste, mentre la Festa della Repubblica, invece, commemora il referendum che ha fatto nascere la Repubblica Italiana.

Cosa si festeggia?

Il 2 giugno si commemora la nascita della Repubblica Italiana, quando il 2 e 3 giugno, 1946, gli italiani votarono per il referendum e scelsero la Repubblica alla Monarchia. La festa della Repubblica è la principale festività nazionale civile italiana; celebrata ufficialmente per la prima volta nel giugno del 1948, nel 1950 la parata del 2 giugno fu inserita nel protocollo delle celebrazioni ufficiali. Durante i sessantasei anni di celebrazione del 2 giugno ci sono state anche pause della parata: Nel 1963 la tradizionale esibizione non fu eseguita per le condizioni del Papa Giovanni XXIII in fin di vita. Nel 1976, la parata fu annullata a causa del violento terremoto che colpì il Friuli Venezia Giulia il 6 maggio, e che provocò quasi 1000 morti. Il 5 marzo del 1977, con la legge n. 54, si era stabilito che la festa fosse festeggiata la prima domenica di giugno a causa dei problemi economici che attraversava il paese. In seguito, su iniziativa del secondo governo Amato, e l'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, con la legge numero 336 del 20 novembre 2000, la festività è stata reintrodotta al 2 giugno.

 

La cerimonia si svolge di mattina in Via dei Fori Imperiali, a Roma, e prevede l'Inno di Mameli, la deposizione di una corona d'alloro al Milite Ignoto presso l'Altare della Patria a piazza Venezia, una parata militare alla presenza delle più alte cariche dello Stato, e le Frecce Tricolori dell'aeronautica militare che volano nel cielo di Roma, che sono l’orgoglio italiano e le migliori del mondo. Nel 2012 la parata del 2 giugno è stata dedicata ai terremotati dell'Emilia, anche se da più parti dell’Italia era stato chiesto l'annullamento. Nel 2013 il sorvolo delle Frecce Tricolore era stato tolto dal programma della manifestazione. Quest’anno il loro sorvolo è previsto in due momenti: All’Alzabandiera, per la deposizione della corona all'Altare della Patria, alla presenza del Presidente della Repubblica, e alla conclusione dell'evento sui cieli dei Fori Imperiali. 

Ogni anno la parata ha un tema diverso: Nel 2010, il 64º anniversario: "La Repubblica e le sue Forze Armate impegnate in missioni di pace"; nel 2011, il 65º anniversario: "150º anniversario dell’Unità d’Italia"; 2014, il 68º anniversario:“100º anniversario della Grande Guerra: Le Forze armate celebrano la Festa della Repubblica”. La festività inizia con la sfilata della banda dei Carabinieri mentre la chiusura è affidata ai Bersaglieri. Dopo la cerimonia ufficiale, nel pomeriggio, prosegue con l'apertura al pubblico dei giardini del palazzo Quirinale, (residenza del Presidente della Repubblica), e le esecuzioni musicali da parte dei gruppi orchestrali dell'Esercito Italiano, della Marina Militare Italiana, dell'Aeronautica Militare Italiana, dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, del Corpo di Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato.

Eventi che hanno portato alla nascita della Repubblica.

Nel luglio del 1943 Vittorio Emanuele III fece arrestare Mussolini, affidando il governo al maresciallo Pietro Badoglio. In seguito, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, l'Italia precipitò nel disordine e Vittorio Emanuele III si rifugiò nell’Italia meridionale. I cittadini italiani, specie quelli dell’Italia settentrionale, consideravano la Monarchia responsabile della situazione in cui l’Italia e gli italiani si trovavano, ritenendo Vittorio Emanuele III responsabile per aver appoggiato il fascismo e permettendo l'entrata in guerra dell'Italia. Il 2 e il 3 giugno del 1946 gli italiani votarono per il referendum scegliendo la Repubblica e ponendo fine alla Monarchia, la quale era durata 85 anni, dal 17 marzo 1861 al 2 giugno 1946. La sera del 10 giugno 1946 furono resi noti i risultati del referendum con 12.717.923 voti contro 10.719.284,ma la proclamazione della Repubblica è stata rimandata al 18 giugno per analizzare le varie proteste riguardanti la minima differenza di voti tra chi aveva scelto la Repubblica e chi aveva votato per la Monarchia. Il 18 giugno la Corte di Cassazione confermò la vittoria della Repubblica. Cosi, dopo 85 anni di regno l'Italia divenne una Repubblica e i monarchi di casa Savoia furono esiliati.

 

La Repubblica Italiana è connessa a tre importanti date: la prima è il 25 aprile del 1945, il giorno della Liberazione del Fascismo; la seconda è il 2 giugno del 1946, quando per via del referendum il popolo italiano scelse la Repubblica alla Monarchia; la terza è il primo gennaio del 1948, quando la Costituzione italiana entro in vigore, dopo che fu promulgata il 22 dicembre del 1947.

l'Inno di Mameli "cantato da 200bambini)

2 giugno 1946 – NASCE LA REPUBBLICA

La lettura del discorso pronunciato da Re Umberto II prima della partenza per l'esilio il 13 Giugno 1946.

Filomena*Filomena Fuduli Sorrentino, insegna alla South Middle School, ECSD, Newburgh, NY.  Nata e cresciuta in Italia, calabrese, vive  a New York dal 1983. Diplomata alla scuola Magistrale in Italia, dopo aver studiato alla SUNY, si è laureata alla NYU- Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development, con un BS e MA in Teaching Foreign Languages & Cultures.  Dal 2003 insegna lingua e cultura italiana nelle scuole pubbliche a tempo pieno e nelle università come Adjunct Professor. È abilitata dallo Stato di New York all’insegnamento nelle scuole pubbliche delle lingue italiana 1-6 & 7-12, ESL K-12 e spagnola 1-6 & 7-12.

 

 

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