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La mente e la motivazione nell’apprendimento dell’italiano

La presentazione all'Istituto Italiano di cultura di New York

La presentazione all'Istituto Italiano di cultura di New York

Il recente intervento del linguista Paolo Balboni all'Istituto italiano di cultura di New York: "Parlare italiano oggi è un lusso. Ma se non lo si studia con piacere, che lusso è?”

 

All’Istituto italiano di cultura di New York, il 5 giugno, il professore Paolo E. Balboni, intervenendo sul tema Mente, motivazione, e apprendimento dell’italiano, ha terminato il suo argomento neurolinguistico con questa frase: “Parlare italiano oggi è un lusso. Ma se non lo si studia con piacere, che lusso è?”

Balboni è un linguista di fama che ha insegnato lingua, didattica, ricerca e metodologia per

Balboni

Paolo Balboni

quasi quaranta anni, sia in Italia e sia in altri paesi. Autore di numerose opere sulla didattica dell'italiano, i suoi testi sono tra i più utilizzati nella formazione degli insegnanti d’italiano di L2, Balboni è anche il fondatore di ITALS Ca' Foscari di Venezia, un centro di ricerche neurolinguistiche. Il professore, parlando di neurolinguistica e rivolgendosi ai docenti di lingue, ha spiegato cosa avviene nel cervello quando s’impara o/e si acquisisce una lingua, dimostrando le fasi dell’acquisizione e spiegando quanto sia importante che gli insegnanti in classe lavorino in modo che l'apprendimento linguistico sia piacevole ed efficace. 

Balboni sostiene che l’italiano come L2 s’impara per tre motivi: primo, deve essere utile da utilizzare per lavoro e socializzare; secondo, deve essere divertente durante il percorso dell’apprendimento; terzo deve piacere tanto la lingua quanto apprenderla. “Parlare italiano è un lusso” e dicendo questo lo paragona ai prodotti lussuosi e di alta qualità italiana, come Gucci, Prada, Ferrari, Lamborghini e via dicendo. Quindi, imparare la lingua italiana deve essere anche piacevole, altrimenti, se non dà piacere che lusso è?

Nella prima parte del suo argomento neurologico, Balboni ha evidenziato, in modo dettagliato, i modelli di unità didattica di diversi studiosi, elaborati dalla glottodidattica italiana, riassumendoli dagli anni Settanta e dal suo stesso metodo, il modello “balboniano”, di unità didattica, che si riferisce anche alle fasi tradizionali nell'insegnamento della lingua straniera: motivazione, globalità, analisi, sintesi e riflessione sulla lingua. Secondo Balboni, gli insegnanti devono avere una preparazione psicologica e linguistica per aiutare gli studenti ad acquisire l’italiano, ma Balboni non parla di una preparazione psicologica clinica o terapeutica, ma di una che passa attraverso la professione dell’insegnante che tocca le varie discipline di riferimento, e tra queste le discipline psicologiche, perciò, di motivazione e metacognizione, e di un rapporto a tre; il risultato di facilitazione dei compiti che il docente esercita per favorire l’apprendimento dell’italiano, quindi, è come se ci fosse un triangolo: insegnante, compito, studente. L’insegnante deve gestire non soltanto la relazione personale, diretta con gli allievi, ma anche la relazione degli studenti con il compito, in modo che l’apprendimento sia divertente e piacevole. Su quest’argomento Balboni fa esempi di giochi da usare per favorire l’insegnamento e far divertire gli allievi, come il gioco dei dadi con verbi irregolari; gli studenti giocando possono praticare la difficile coniugazione, irregolare, dei verbi essere, andare, avere, sapere, bere, fare.

La seconda parte del discorso si è basata sull'hardware e il software di acquisizione del linguaggio, cioè il cervello e la mente, e sul fatto che questa parte ha bisogno di una potenza per funzionare. Che cosa significa? Il percorso per imparare l’italiano si divide tra l’acquisizione e l'apprendimento, e questi due elementi costituiscono la condizione di base per capire, essere capiti, partecipare e sentirsi parte della comunità italiana. L’approccio umanistico-affettivo dello studio di una LS è un compito faticoso sul piano neurologico perché richiede lo sdoppiamento di alcune aree corticali e l’interazione tra aree linguistiche, sinapsi e neuroni, che si moltiplicano in continuazione ogni volta che s’impara qualcosa di nuovo, e nel caso della lingua, ogni nuova parola crea un nuovo legame neurologico nel cervello. Quindi, imparare il lessico stanca mentalmente se non si è motivati al massimo. Questo succede perché più si apprende qualcosa e più aumentano i neuroni e le sinapsi memorizzando il nuovo linguaggio acquisito.

L’acquisizione linguistica funziona sia sul piano dell’hardware, cioè del cervello, sia su quello del software, il LAD, Language Acquisition Device, ipotizzato da Chomsky e descritto da Krashen nella sua SLAT, Second Language Acquisition Theory. La potenza necessaria per attivarli al fine di imparare qualcosa è la motivazione, che è la fondamentale potenza per sostenere il lungo e difficile sforzo di imparare una nuova lingua. Il perfezionamento della competenza comunicativa è basato sui diversi processi che riguardano l’apprendimento, l’acquisizione e lo sviluppo neurolinguistico, e può essere diverso per ogni studente; o meglio, il concetto di educazione linguistica che indica l'insieme del lessico: grammatica, abilità, competenza culturale e l’insieme che contribuisce all’acquisizione e al loro potenziamento d’apprendere la lingua, può variare da individuo a individuo. Con gli aspetti psicolinguistici Chomsky ha ipotizzato l’esistenza di un Language Acquisition Device, studiandone poi soprattutto l’aspetto sintattico. Krashen è partito dall’ipotesi chomskyana per elaborare la SLAT (Second Language Acquisition Theory); approccio che fa parte di quello umanistico-affettivo naturale, e che serve come motivazione per l’enorme sforzo di acquisire una o più lingue. L'acquisizione è un processo inconscio che sfrutta le strategie globali dell'emisfero destro del cervello insieme con quelle analitiche dell'emisfero sinistro, e quando il linguaggio è acquisito entra a fare parte stabile della competenza linguistica di una persona, cioè, la memoria.

Bolboni ha anche trattato la neurologia (evidenziando che egli non è un neurologo) e descrivendo il fenomeno della lateralizzazione, il fatto che i due emisferi cerebrali, collocati a sinistra e a destra all'interno del cranio, lavorano in maniera differente e specializzata; sono competenza dell'emisfero sinistro i compiti di natura analitica, sequenziale, e logica; mentre l'emisfero destro è responsabile delle capacità di percepire in modo globale un insieme d’immagini. La psicologia studia anche i meccanismi della memoria, e il collocamento di nozioni di recupero nel cervello. Mentre la neurolinguistica individua nell'emisfero sinistro le aree in cui avviene l'elaborazione del linguaggio, la quale è valorizzata da ricerche che indicano come i diversi tipi di messaggi: visivo, audiovisivo, verbale, ecc., siano trasformati attraverso una sequenza di operazioni interrelate tra i due emisferi.

Alla fine della presentazione, Anthony J. Tamburri, organizzatore della conferenza, e professore d’italiano al John D. Calandra Italian American Institute della CUNY, ha chiesto: “Dottor Balboni, qual è la differenza tra l’apprendimento degli adulti e quello dei bambini?”.  

Paolo Balboni ha risposto spiegando: “Il cervello dei bambini acquisisce automaticamente tutto quello che ascolta e senza bisogno di spiegazioni grammaticali; i bambini non sanno cos’è la grammatica. Invece, gli adulti hanno una mente strutturata e hanno bisogno di spiegazioni grammaticali; questo anche perché negli adulti il fenomeno neurologico della lateralizzazione si è già formato nel loro cervello”. Balboni ha poi aggiunto: “La lingua italiana sta diventando la più studiata nella popolazione adulta; in Germania il numero degli adulti che studiano l’italiano è arrivato a 100.000 e questo perché studiare l’italiano è un lusso e piace”.

Infine e per riassumere, con il termine metacognizione Balboni si riferisce all’approccio teorico utilizzato nell'ambito della psicologia e della pedagogia per descrivere come funziona la memoria a lungo termine. La metodologia metacognitiva, che riserva ai docenti il ruolo fondamentale di facilitare e mediare l’insegnamento dell’italiano in classe, è un processo complesso che non riguarda solo la compensazione di singole abilità o specifiche competenze, ma qualcosa di più complesso che interessa direttamente la struttura dei processi mentali che rimangono stabili nel tempo (long term memory).

Per saperne di più:

Prof. Paolo E. Balboni Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati – Università Ca' Foscari – Venezia – Dorsoduro 1075
e-mail: balboni@unive.it 

 

Filomena*Filomena Fuduli Sorrentino, insegna alla South Middle School, ECSD, Newburgh, NY.  Nata e cresciuta in Italia, calabrese, vive  a New York dal 1983. Diplomata alla scuola Magistrale in Italia, dopo aver studiato alla SUNY, si è laureata alla NYU- Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development, con un BS e MA in Teaching Foreign Languages & Cultures.  Dal 2003 insegna lingua e cultura italiana nelle scuole pubbliche a tempo pieno e nelle università come Adjunct Professor. È abilitata dallo Stato di New York all’insegnamento nelle scuole pubbliche delle lingue italiana 1-6 & 7-12, ESL K-12 e spagnola 1-6 & 7-12.

 

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