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Come gli studenti non udenti sentono la lingua straniera

Heather Artinian (Foto di Josh Aronson)

Heather Artinian (Foto di Josh Aronson)

Nessun programma di lingue straniere spiega ai futuri docenti come insegnare la lingua agli studenti non udenti. Vi racconto la mia bellissima esperienza con una studentessa poi diventata protagonista del film "Sound and Fury"

 

“It was a very contentious issue – give your child hearing or don’t give your child hearing,” said Heather Artinian (C'15), the subject of the documentary film “Sound and Fury” (2000).

“E 'stata una questione molto controversa – dare al bambino l'udito o non dare al bambino l'udito," ha detto Heather Artinian (C'15), la protagonista del film documentario “Sound and Fury” (2000).

 

Nessun programma di lingue straniere ha un corso specifico che spiega ai futuri docenti come insegnare la lingua agli studenti con problemi di sordità. Perciò, molti insegnanti di lingue si sentirebbero a disagio con studenti classificati non udenti in classe, e credo che sia interessante affrontare questo discorso descrivendo la mia esperienza con due studenti con problemi d’udito nelle classi d’italiano. 

I due studenti di cui parlo in quest’articolo avevano, e hanno tuttora, l’impianto cocleare,  definito anche come “coclea artificiale” un orecchio sintetico elettronico in grado di ricostruire la percezione uditiva nelle persone con sordità profonda. 

Non so quanti docenti hanno avuto la mia stessa esperienza, ma spero che quest’articolo consentirà ad altri insegnanti di lingue di capire meglio gli studenti con problemi di udito senza provare disagi. La prima volta che ho avuto una studentessa con la coclea artificiale nella classe d’italiano insegnavo nella scuola media di Glen Cove, NY, nel 2005. La studentessa di cui parlo è Heather Artinian, nata sorda e che fino all’età di dodici anni, non riusciva a parlare in modo comprensivo. Heather è stata una delle prime ragazze ad avere l’impianto cocleare, ed è stata una delle prime studentesse con problemi di sordità a frequentare una scuola pubblica, non per studenti sordi. 

Tornando alla mia esperienza di docente, quando ho saputo che avrei avuto una studentessa con problemi di udito in classe, essendo insegnante d’italiano, mi sono domandata come avrei potuto insegnarle una lingua straniera. Sappiamo benissimo che il corso di lingua è incentrato su attività orali, come l'ascolto e la ripetizione. L'udito è importante perché deve essere in grado d’imitare nuovi suoni e strutture linguistiche, e senza dubbio, l’ascolto è un requisito fondamentale per il successo dell’apprendimento della lingua. Perciò, la mia preoccupazione era una normale riflessione d’insegnante di lingue.

Quando invece ho incontrato Heather per discutere il suo IEP (la pianificazione per gli studenti con problemi d’apprendimento) insieme all’insegnante di lingua dei segni, ho visto in lei una ragazza piena di entusiasmo e molto motivata ad imparare l’italiano, e così le mie preoccupazioni sparirono subito.

 

Ammetto che non sapevo molto di apparecchi acustici, e avevo appreso che avrei portato al collo un microfono acustico per aiutare Heather a non sentire altri rumori che avrebbero impedito di capire le spiegazioni d’italiano. Il piccolo microfono (magnetico e senza fili) avrebbe aiutato la studentessa anche a sentire meglio quello che i suoi compagni avrebbero detto in classe durante la lezione. 

A parte la pianificazione istruttiva e il microfono al mio collo, avrei avuto un’insegnante del linguaggio dei segni che seguiva Heather in tutte le sue classi, inclusa quella d’italiano. L’interprete non sapeva parlare italiano, perciò io dovevo preparare le mie lezioni per lei in inglese, in modo che Heather l’avrebbe capita traducendo le spiegazioni con il linguaggio dei segni. In altre parole, affinché la studentessa potesse imparare l’italiano si dovevano usavano tre lingue: l’inglese, l’American Sign Language, e l’italiano. Questo perché Heather non parlava bene nemmeno l’inglese e l’impianto cocleare le era stato installato quando lei aveva cinque anni, pertanto aveva ancora bisogno dell’interprete in tutte le sue classi.

Anche se ero stata informata e sapevo come organizzarmi con le mie lezioni, avevo ancora i miei dubbi su quanto Heather sarebbe stata in grado di ascoltare e d’imparare della nuova lingua. Anche le mie incertezze sparirono dopo alcune settimane: infatti, Heather aveva dimostrato subito che il suo deficit uditivo non influenzava il suo successo nella mia classe d’italiano. Aveva una comprensione di lettura straordinaria, imparava le nuove parole senza difficoltà, e alzava la mano per partecipare in classe sicura di se e fiduciosa. Heather motivava anche il resto degli studenti in classe; tutti gli alunni nel corso d’italiano erano entusiasti. 

Un giorno durante la lezione è entrata la produzione del film di Josh Aronson a registrare Heather mentre lei imparava italiano e anche quella è stata un’esperienza positiva perché la ragazza ha condotto delle attività in classe da sola senza o con poco aiuto da parte mia. Anche il preside, la direttrice di lingue, e altri amministratori venivano spesso a osservare la classe e a prendere appunti sulle dinamiche della classe. Comunque, io non mi preoccupavo più su come, o quanto, Heather potesse imparare della lingua italiana, ero contenta di aver avuto l’opportunità d’insegnare italiano a una studentessa eccezionale come lei. Heather aveva un enorme desiderio di studiare ed era tra i miei studenti migliori. Oggi Heather Artinian è una studentessa alla Georgetown University, dove fa anche presentazioni e workshop per i non udenti. Figlia di genitori non udenti, è diventata una paladina per i non utenti, e la sua storia è stata documentata in un film intitolato Sound and Fury (2000) di Josh Aronson. (Al minuto 1:25 del video sotto mi si vede mentre insegno a Heather).

https://youtube.com/watch?v=BU-bdkmEGAw%3Flist%3DPL5DD48D8027A7298B

A Newburgh, dove insegno, ho avuto il privilegio di un secondo studente con l’impianto cocleare, al quale ho insegnato italiano per due anni e adesso si trova al liceo. A differenza di Heather, questo studente, africo-americano, non aveva l’interprete del linguaggio dei segni, e non so molto sulla sua vita privata o a che età ha ricevuto l’impianto cocleare, e su di lui non hanno fatto un film. Oggi questi studenti possono frequentare le scuole pubbliche e integrarsi con il resto degli altri studenti. Non c’è nessun motivo per il quale gli studenti con problemi di sordità non dovrebbero essere nelle classi di lingue o nelle scuole pubbliche. Aggiungo che le due storie sono diverse, ma i due studenti hanno similarità tra di loro. Entrambi erano studenti motivati e studiosi, volevano imparare l’italiano, ed entrambi erano tra i miei migliori studenti. La loro comprensione nella lettura superava quella degli altri studenti in classe, e per quanto possa sembrare impossibile, la loro compressione sull’ascolto era alta. 

In conclusione posso dire che gli studenti con problemi d’udito sono dei grandi osservatori e si concentrano molto non solo sui dettagli, ma anche sull’espressione facciale dell’insegnante e sul suo linguaggio corporale. 

Per saperne di più: Leggere questo articolo e vedere questo video e questa intervista 

 


FilomenaFilomena Fuduli Sorrentino, insegna alla South Middle School, ECSD, Newburgh, NY.  Nata e cresciuta in Italia, calabrese, vive  a New York dal 1983. Diplomata alla scuola Magistrale in Italia, dopo aver studiato alla SUNY, si è laureata alla NYU- Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development, con un BS e MA in Teaching Foreign Languages & Cultures.  Dal 2003 insegna lingua e cultura italiana nelle scuole pubbliche a tempo pieno e nelle università come Adjunct Professor. È abilitata dallo Stato di New York all’insegnamento nelle scuole pubbliche delle lingue italiana 1-6 & 7-12, ESL K-12 e spagnola 1-6 & 7-12

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