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L’amore infinito per l’universo della lingua italiana

I bambini di una classe della maestra Graziella Pinna Arconte con le immagini di Dante poi stampate nel libro

I bambini di una classe della maestra Graziella Pinna Arconte con le immagini di Dante poi stampate nel libro

Conversazione sulla didattica metacognitiva con Graziella Pinna Arconte, insegnante della scuola primaria italiana e autrice del libro Universo della lingua italiana e dintorni: "Il libro è un viaggio; una bellissima avventura vissuta da due bambini accompagnati da una saggia Maestra Ancestrale che, trasportati da Shamàsh, figlio di Ra, sul suo carro cosmico, vanno a spasso nel Sistema Solare, metaforicamente comparato al Sistema Lingua Italiana..."

Nelle scuole medie dello Stato di New York la comprensione della lettura nella lingua inglese degli studenti è molto bassa, e questa interferisce con l’apprendimento dell’italiano. Noi docenti di lingua, nel domandarci come risolvere il problema, ci siamo resi conto che questo si crea nella scuola primaria, dove la soluzione della comprensione dovrebbe essere affrontata e risolta prima che gli studenti arrivino alla scuola media. Tuttavia, spesso i programmi scolastici nella scuola primaria affrontano la lettura in isolamento, senza fare riferimento alla tecnica didattica della comprensione connessa alle altre discipline, e così gli studenti non comprendono la lettura perché non capiscono il contenuto dei testi. Lo studio dell'italiano nella scuola primaria (come quello dell’inglese) può stimolare sia la creatività e sia la capacità per la risoluzione di problemi. Innanzitutto, se l’istruzione dell’italiano venisse eseguita mediante l'apprendimento collaborativo, assieme alle altre discipline, potrebbe aiutare lo sviluppo dei processi cognitivi e quindi rinforzare la capacità di ragionare su un problema da risolvere, aiutando così la comprensione dei testi. 

Per capire se nelle scuole italiane si sta affrontando un problema simile, abbiamo recentemente incontrato a New York la professoressa Graziella Pinna Arconte, docente di italiano, che insegna nella scuola primaria in Sardegna da 35 anni. Pinna Arconte ha appena pubblicato un libro di didattica olistica e pedagogica dell’italiano nella scuola primaria, che si concentra sulle diverse intelligenze e la maturazione emotiva degli studenti.

 

Professoressa, lei ha appena pubblicato il libro Universo della lingua italiana e dintorni, sull’approccio didattico metacognitivo e su come applicare strategie cognitive in classe nelle scuole primarie. Lei pensa che sia possibile usare questo metodo per tutti i docenti e con tutti gli studenti, nelle diverse scuole d’Italia?

Graziella Pinna Arconte

Graziella Pinna Arconte

Andando oltre lo stesso approccio didattico metacognitivo, credo che una buona pratica pedagogica debba essere implementata attraverso una concezione olistica dell’azione formativa, intendendo per formazione olistica un modus procedendi ispirato dal pensiero ancestrale che ebbe Patria in occidente, ove la filosofia della Regola dell’Armonia (Maat, Matrilinearità), fondata sui cicli e ricicli della Vita nella Natura, fu procrastinata nei millenni, trasmettendo i valori alti e consapevoli della Via dell’Uomo e dell’Educazione intesa come atto iniziatico volto a creare Coscienza di Sé in quanto Sistema Unitario inscritto in un Tutto Cosmico. L’azione metacognitiva si colloca, pertanto, all’interno di un più ampio contenitore, come segmento dell’atto educativo che va sommato ad un aspetto oggi non più contemplato in educazione, pur essendo un pilastro portante della nostra esistenza: l’evento sincronistico. E in questo consiste la mia metodologia “FORMAZIONE OLISTICA-METADIMENSIONALE”. Siano, cioè, trasferiti nella didattica del quotidiano i precetti dell’insegnare curando e tutelando l’originalità, le diverse intelligenze, la maturazione dell’affettività, della socialità, delle abilità, dell’autonomia, delle competenze, della condivisione, della cittadinanza attiva e, contemporaneamente, sia formata la persona alla coscienza cosmica e all’autodeterminazione verso quella che io chiamo la Felice Umanità.  A fronte di questa spiegazione, le rispondo che assolutamente sì, questo metodo può essere usato con tutti gli studenti e, sarebbe auspicabile, per tutti i docenti adeguatamente formati e in tutte le scuole del mondo.

ll suo libro è diretto agli insegnanti della scuola primaria. Può essere usato in classe come testo di lettura anche dagli studenti? E come?

Il libro nasce da una sperimentazione condotta principalmente nella Scuola Primaria, dunque è ai suoi docenti che è essenzialmente diretto. E’ un viaggio; una bellissima avventura vissuta da due bambini accompagnati da una saggia Maestra Ancestrale che, trasportati da Shamàsh, figlio di Ra, sul suo carro cosmico, vanno a spasso nel Sistema Solare, metaforicamente comparato al Sistema Lingua Italiana. La narrativa è filmica, connotata da una poetica ricca di pathos, reminiscenza, grandi valori e sentimenti. Nei racconti che, vengono in sequenza come perle nella collana, attraverso il felice pretesto della conoscenza logica e grammaticale delle parti della Lingua, si svolge, parimenti, un vero e proprio percorso filosofico e iniziatico, teso alla maturazione della visione d’insieme, al saper collegare gli eventi, a individuare e risolvere problemi. Platone

Essendo un viaggio, pertanto, può essere fruito da un bacino d’interesse ben più ampio di quello della Scuola Primaria. Ritengo possa essere un ottimo libro di lettura, tant’è vero che grandissima importanza hanno i brani in esso contenuti, chiamati “Visio – Letture”,  perché hanno la caratteristica di rendere onirica la lettura, consentendo al lettore di immedesimarsi e muoversi nella metadimensione, utilizzando il libro come un portale verso l’Universo. Si parte dal Sole – Lingua Italiana, intorno al quale ruotano pianeti e infiniti corpi celesti. In ogni pianeta un incontro: lo studio dei segni, le lettere, gli articoli, i suoni e i digrammi, gli aggettivi, i verbi, i nomi, il ritmo e la punteggiatura, la matematica della lingua e l’analisi grammaticale … fino al Ponte del Multiverso, dalla Regina Analisi Logica. In ogni pianeta un incontro: le Janas del Sole, i Mercuriani, i Venusiani, la Marchesa Analisi Grammaticale, la Jana del Sinis, Dante Alighieri, Virgilio, Nut, le Sacerdotesse delle Stringhe Vibranti, Pitagora, Ipazia di Alessandria, Maria Lai, Caronte, Socrate, Platone, Plotino, La Regina Analisi Logica. Uno stargate verso macro e micro mondi meravigliosi, dai risvolti appassionanti e sorprendenti colpi di scena. Una lettura per tutti, che io ho usato felicemente in classe, generando non comuni livelli di interesse, entusiasmo e amore per la lettura. Una lettura per chi educa in generale, dentro e fuori la scuola. Una buona lettura per tutte le età, anche per gli altri ordini scolastici.

Qual è il motivo che l’ha spinta a scrivere un libro sulla didattica della lingua italiana?

Il motivo primo è l’Amore. Il mio grande amore per questa Lingua Madre (ho la fortuna d’averne due: l’Italiano e il Sardo) e per la grande capacità che essa ha nel saper dare forma congrua al pensiero e rendere grazia ed eleganza alla comunicazione, insieme di fondamentale importanza per chi insegna. Credo fermamente che in tali caratteristiche risieda la sua immortalità, giacché immenso è il potere di chi possiede la competenza di saper rappresentare il proprio pensiero in termini chiari, leggibili, lucidi. E’ un formidabile strumento personale, sociale, pedagogico, filosofico, matematico, geo-storico, politico, per chi è testimone della Cultura del Diritto e vuole contrastare il Male; un atto premuroso finalizzato al Bene, alla Libertà, all’Autodeterminazione, alla Democrazia. E’ quel cercare di “non viver come bruti, ma seguir virtute e canoscenza”. Infine, ma non da ultimo, è grazie ad essa che ho potuto formalizzare il mio brevetto metodologico della didattica metadimensionale, un processo pedagogico dove l’infinitamente antico e l’assolutamente moderno si equivalgono; un metodo originale e innovativo, frutto di trentacinque anni di esperienza sul campo.Sinfonia

La Metacognizione è uno strumento di apprendimento che aiuta gli studenti a “tirare fuori” il proprio metodo di studio con impegno; da alunni che hanno un alto grado di autostima e fiducia nelle proprie capacità; mentre è un metodo difficile per gli studenti che non conoscono le strategie personali da applicare. Che propositi descrive nel suo libro per simili situazioni?

Il paradigma perfetto per la metodologia olistico-metadimensionale è che nulla esiste in natura che non sia educabile e non apprenda. Quando l’azione didattica è impastata a pane e amore nessuno  è tagliato fuori: ciascuno ha il proprio obiettivo da poter conseguire, in considerazione e protezione delle diverse intelligenze. A maggior ragione un humus amorevole garantisce qualsiasi crescita evolutiva, finanche il superamento di problematiche tra le più difficili: incoraggia, gratifica, fa sentire importanti, aiuta a superare  problemi e spesso risolve. Posso testimoniare che in presenza di costruttive relazioni nel team docente; tutoring tra pari; giochi in squadra premiali, anche in bambini in situazione problematica hanno tratto grande vantaggio e crescita in identità, autonomia e competenza.

Molto si è letto sul fatto che oggi gli studenti italiani non studiano Dante, come lo studiavano in passato.  Nel libro ha dedicato un capitolo a Dante, per il 750 esimo anniversario: piace Dante ai bambini della scuola primaria?

L’incontro con Dante Alighieri è fondamentale in questo libro. Con Dante, che incontriamo su Saturno,  i bambini si imbattono nei Nomi: percepiscono il loro peso e l’imperitura matrix; ne comprendono la semantica e l’etimologia, il registro, le molteplici tipologie. Grazie a Dante si pongono il problema del ritmo e della musicalità della Lingua e compiono insieme il viaggio nel successivo pianeta e negli altri ancora, ponendosi il problema, ripercorrendo le medesime vie problematiche che Dante stesso si pose nella costruzione della Lingua, del superamento della fase genuinamente strutturale della Lingua che, per essere eterna, doveva trovare una propria connotazione “deificante”, che sapesse unire gli uomini tra loro. Il buon Bruner diceva che con le dovute metodologie tutto può essere insegnato ai bambini. In questo aveva perfettamente ragione! Infatti, come si evince anche dalle immagini nel libro, i bambini adorano Dante Alighieri, finanche la musicalità del dolce stil novo. Stile nel quale mi sono personalmente cimentata, costruendo intere parti nei brani poetici, adattando il testo all’esigenza specifica. Auspico sinceramente che Dante Alighieri risieda ancora e per sempre, presso le nostre scuole di ogni ordine e grado, sul posto che gli compete. E’ il padre della Lingua Italiana e, da buon padre, sa ben guidare chi lo vuol seguire. Del resto, sappiamo bene che uno dei più gravi problemi in Italia, e non solo in Italia, è la non comprensione del testo! Sia ridato amplissimo e sperimentale spazio allo studio di Dante. Il format olistico-metadimensionale può essere applicato, essendo basato sulla connessione interdisciplinare, anche allo studio delle altre Lingue.

L’obiettivo delle scuole americane è migliorare le abilità di lettura degli studenti, prima che arrivino nelle scuole medie e nei licei. Un problema che dovrebbe essere affrontato nelle scuole primarie. Professoressa, lei insegna nelle primarie italiane da 35 anni, come pensa che si possa migliorare la competenza della lettura affinché gli alunni mostrino la capacità di comprendere adeguatamente i testi scritti e obbligatori per i programmi scolastici?ponte

Le posso dire che il problema è da cercare ancora più a monte. Risiede, anzitutto, presso la famiglia, ch’è il primo agente educatore del bambino e che, per i tanti problemi che conosciamo e hanno ingenerato coartazione e alienazione nella nostra società, sovente declina il proprio ruolo educativo, dando delega agli enti preposti. L’illuminato progetto “Nati per Leggere”, messo in campo dall’Associazione Pediatri Italiani, in coordinamento con gli Enti Locali, da me abbracciato e allargato fino alla Scuola Primaria, nasce, in realtà, per i bambini da 0 a 6 anni. Promuove la Lettura ad Alta Voce che, se resa dai genitori al bambino fin dai primissimi giorni, ma anche prima della nascita, in toni empatici e amorevoli, garantisce un incredibile moltiplicarsi di sinapsi nell’albero neuronale. Abbiamo coinvolto un grandissimo numero di famiglie in questo progetto, scoprendo che molti non dedicano tempo per la narrazione ad alta voce ai propri figli. E’ scientificamente dimostrato che tanto prima si pratica la Lettura ad Alta Voce, tanto precocemente il bambino acquisirà la competenza e l’abilità della lettura. Nel libro descrivo le attività nel circle time del mio progetto “Visio-Letture” dove, due volte la settimana, i genitori vengono a scuola a leggere per i bambini, dopo aver cominciato, su mio invito e su esplicazione scientifica a cura del pediatra responsabile del progetto Nati per Leggere, dr. G. Dessì, la sistematica lettura ad alta voce fin dai primi giorni di vita del bambino o, al più tardi, acquisire tale abitudine fin dall’ingresso nella Scuola Infanzia e, quindi, nella Scuola Primaria. Leggere non deve essere vissuto come un atto dovuto e con stress da prestazione. Debbono assolutamente essere implementate tutte le strategie che conducano il bambino, futuro lettore adulto, all’amore per la lettura, la scoperta, la conoscenza. E ciò si ottiene, soprattutto, quando il docente e/o educatore, in primis, ama la lettura e la sa restituire empaticamente, anche attraverso il gioco di ruolo, il  teatro-dramma, il canto corale, la caccia al tesoro, la realizzazione di scrigni con le fiabe antiche locali e internazionali, il confezionamento di libri artigianali dalle molteplici forme e nei mille materiali. Dare spazio alla creatività e al lavoro amanuense  è una componente essenziale nel favorire l’amore per la lettura. Che, una volta acquisito, è un patrimonio per la vita.

Oggi, l’intera classe docente, sia in Italia e sia negli USA, si trova in difficoltà con le pressanti direttive ministeriali e la standardizzazione dei programmi. Come superare queste difficoltà amministrative nella scuola primaria affinché i ragazzi non ne soffrano le conseguenze arrivando preparati nelle medie e nei licei?

Personalmente reputo molto illuminate le Indicazioni Nazionali per il Curricolo per la Scuola dell’Infanzia e il Primo Ciclo d’Istruzione, ove è promossa la centralità della persona per una nuova cittadinanza e per un nuovo umanesimo. Su tali precetti baso da sempre la mia opera pedagogica ed è confortante avere un documento così valido cui fare riferimento

Diciamo che, a mio avviso, il sistema di selezione meritocratica è assai lacunoso in Italia. Peraltro la scuola soffre anche a causa di una impostazione  del lavoro schiacciata sul tecnicismo, in cui si dà ampio spazio a una routine caratterizzata da una didattica spesso omologante, quando non coartante. Insegnare non è un lavoro come un altro: è una missione, che vede il docente impegnato nell’amorevole cura di anime, sfiorando progetti esistenziali e dando imprinting per la vita. Nel bene … e nel male! Per un giusto processo di crescita dell’alunno la scuola deve essere luogo di felicità, di festa, di democrazia; dove si va con entusiasmo e voglia d’apprendere. Il cammino educativo dei bambini e delle bambine dovrebbe essere un unicum senza soluzione di continuità, sia in senso orizzontale (scuola – famiglia), sia verticale (dalla scuola infanzia al liceo). La persona è un intero che la scuola spezza in tanti segmenti per motivi meramente logistici. Può questo essere produttivo?Libro copertina

La nuova riforma de "La Buona Scuola" del governo Renzi promuove un approccio olistico al sapere (didattica socio-emotiva, metacognitiva)? Oppure, secondo lei, la crescita in ambito didattico-pedagogico è soffocata dal risparmio e mancanza di fondi?

Da più parti la riforma è stata giudicata lacunosa sotto il profilo dell’impianto pedagogico, ch’è considerato assente, a favore di una pianificazione – spot dell’organizzazione scolastica. Voglio sperare che resti l’impostazione pedagogica definitivamente adottata, nel 2013, delle Indicazioni Nazionali. 

E’ amaro essere consapevoli che, in Italia, la Cultura non è considerata un investimento! La scuola non può essere un ammortizzatore sociale: non promuovere l’eccellenza equivale a decretare la morte di una Nazione.

 

Quindi cosa ne pensa della "Buona Scuola" di Renzi? Cosa le piace della riforma e cosa di meno?

E’ un cambiamento. E questo è un dato di fatto che mi piace, considerata l’abnorme stagnazione e staticità nella quale la scuola è ferma da anni. Sono abbastanza scettica, tuttavia, che il cambiamento sia davvero fattivo, considerato come vanno le cose in Italia. Perché, però, non provare? Del resto tutto è perfettibile e l’accanimento di chi vuole il cambiamento a chiacchiere e poi si schiera contro ogni forma di trasformazione, mi piace ancora meno della riforma.  Sarebbe ora che le persone che meritano trovino il giusto riconoscimento in senso professionale ed economico. Come si può non essere d’accordo con la riforma quando afferma: “5. LA SCUOLA SI AGGIORNA: FORMAZIONE E INNOVAZIONE Formazione continua obbligatoria mettendo al centro i docenti che fanno innovazione attraverso lo scambio fra pari. Per valorizzare i nuovi Don Milani, Montessori e Malaguzzi”. 

Poi … bisogna vedere se è vero! 

Consiglierebbe oggi ad un giovane che vorrebbe insegnare di iniziare una carriera nella scuola italiana? 

Dice un antico proverbio cinese: “E’ meglio trascorre qualche ora con un buon Maestro, che mille anni chini sui libri”. A significare quanto è importante il ruolo docente. Io amo profondamente il mio lavoro! L’Educazione, quella con la E maiuscola è, oggi, la vera rivoluzione. Ecco perché chi interpreta questo ruolo deve essere all’altezza. Ci si parla tanto addosso con validi enunciati di merito quali: “ … Garantire il successo formativo; rendere l’alunno protagonista; educare all’eccellenza …”. Chiedo: “Può un mediocre educare all’eccellenza? Può una persona servile e succube educare all’essere protagonisti in questa vita? Può un’anima coartata garantire il successo formativo? Ecco perché ritengo che il docente dovrebbe essere valutato, come succedeva ai miei tempi, per competenza e attitudine insieme. Se il voler insegnare è supportato da questo senso dell’andare in missione, del volersi mettere al servizio e dare il proprio contributo e testimonianza per educare al diritto-dovere d’esser felici e contribuire a rendere il mondo migliore … lo consiglio senza esitazione alcuna!

 

Universo della lingua italiana e dintorni di Graziella Pinna Arconte è in vendita su amazon.com  e anche in  versione Kindle 

 


FilomenaFilomena Fuduli Sorrentino, insegna alla South Middle School, ECSD, Newburgh, NY.  Nata e cresciuta in Italia, calabrese, vive  a New York dal 1983. Diplomata alla scuola Magistrale in Italia, dopo aver studiato alla SUNY, si è laureata alla NYU- Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development, con un BS e MA in Teaching Foreign Languages & Cultures.  Dal 2003 insegna lingua e cultura italiana nelle scuole pubbliche a tempo pieno e nelle università come Adjunct Professor. È abilitata dallo Stato di New York all’insegnamento nelle scuole pubbliche delle lingue italiana 1-6 & 7-12, ESL K-12 e spagnola 1-6 & 7-12.

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