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Scuola pubblica o privata? Dipende dove abiti

Negli Stati Uniti la scelta della scuola pubblica o privata per i propri figli non è affatto scontata

scuola brooklyn

Scuola privata: St. Frances Cabrini School di Brooklyn; mio figlio Vincenzo seduto per terra vicino allo scolaro con gli occhiali

Quali sono le scuole “buone”? Quelle dove ci si sente a proprio agio. I bambini non sentono i nostri disagi o le nostre paure e riescono a imparare in qualunque scuola con l’appoggio dei genitori. Con le dovute eccezioni, penso che anche negli USA la scuola pubblica sia la scelta migliore

Molte giovani coppie che arrivano negli Stati Uniti dall’Italia si domandano se sia meglio iscrivere i propri figli alla scuola pubblica oppure a quella privata. Era il 1984 quando il mio primo figlio incominciava l’asilo. Vivevamo a Brooklyn, avevamo tre bambini piccoli e dovevamo lavorare entrambi, quindi, ci chiedevamo a quale scuola iscrivere i nostri figli. Eravamo più allarmati per la sicurezza dei bambini che per il sistema di istruzione degli USA, che a quei tempi, avendo la conoscenza del sistema italiano, non capivo molto su come funzionava. E così, avevamo iscritto, prima il maggiore, e di seguito gli altri due figli, alla Saint Frances Cabrini School, che si trovava a una traversa da dove abitavamo. Un piccolo istituto, frequento da 400 bambini dall’asilo alla terza media.

Molti altri italiani del quartiere mandavano i loro figli a quella scuola perchè gli insegnanti erano italiani e la scuola offriva l’italiano. Tuttavia, con il passare degli anni quella zona di Brooklyn degradava rapidamente; gli italiani si trasferivano nelle periferie e di conseguenza, la cultura della comunità e le dinamiche cambiavano facendo aumentare la criminalità. Negli USA durante gli anni ’80 i quartieri erano ancora molto segregati. Non era un quartiere tranquillo il nostro per crescere figli, e anche noi ci trasferimmo nel Long Island. Ma siccome nella contea del Nassau la vita è molto più costosa, non avevamo la possibilità di pagare una scuola privata, così i miei figli si sono diplomati dalla scuola pubblica.

Come avrete capito, leggendo la mia esperienza, negli USA, prima di decidere a quale scuola mandare i propri figli, i genitori visitano le istruzioni scolastiche e nel caso non siano contenti dell’ambiente, o della cultura, iscrivono i loro figli a una scuola privata gestita dalla chiesa, o da altre istituzioni religiose. Ci sono poi famiglie che invece cercano casa in un’altra città, o in un altro quartiere dove le scuole riflettono i loro valori educativi e culturali. Entrambi le scuole, pubbliche e private, offrono il programma di lingue straniere, ma non tutte quello d’italiano.

Il sistema scolastico degli USA è un’organizzazione complessa, molto più eterogenea di quella italiana. Sono le scuole a definire quanto una città o un quartiere sia vivibile. Infatti, le case sono costose dove le scuole pubbliche sono migliori -nel senso di ottime strutture, eccellente personale, e perfetti programmi di studio. Di conseguenza, per vivere nelle migliori zone, di classe media-alta, bisogna guadagnare abbastanza soldi da pagare tasse alte, indispensabili a coprire le spere degli istituti. Comunque, in tutti gli Stati Uniti, le scuole pubbliche oltre ad essere gratis garantiscono competenza, uguaglianza, integrazione, percorsi personalizzati e individualizzati per studenti con difficoltà, e libri gratis per tutte le materie, anche al liceo. Però, per iscriversi bisogna fornire le prove di residenza nella città dove si trova l’istituto che si vuole frequentare.

Scuole pubbliche e private a confronto

scuola pubblica usa

Scuola pubblica: Plaza Elementary School in Baldwin, bambini della prima elementare che marciano durante il Memorial Day Parade (mio figlio Antonio è al centro terza o quarta fila)

Secondo un importante studio dal National Center for Education Statistics , gli insegnanti della scuola pubblica tendono a essere più qualificati rispetto ai docenti delle scuole indipendenti, in termini di formazione, qualificazione, esperienza, e titoli di studio, dato che questi insegnanti devono aver completato un master entro tre anni dopo essere stati assunti, per continuare a insegnare nelle scuole pubbliche. In più, nelle pubbliche devono essere abilitati nella materia e livello al quale insegnano, aver fatto il tirocinio, e molte ore di servizio negli istituti senza stipendio. In compenso hanno salari più alti rispetto a quelli offerti dalle scuole private.

Lo stesso studio riporta che gli studenti delle scuole pubbliche studiano materie fondamentali-tra cui inglese, matematica, storia, e scienze- tre ore in più a settimana rispetto agli scolari degli istituti privati. Quando si tratta di offrire sport, extra-curriculum, club, e supporto accademico, le scuole pubbliche possono sponsorizzare più attività. Questo perché la maggior parte degli istituti ha molto più spazio di quelli privati. In più, le leggi federali e statali richiedono che le scuole pubbliche forniscano servizi di diagnostica e invalidità, offrendo programmi per studenti dotati (Gifted & Talented) e di riparazione- classe di lingua ESL per studenti immigrati , e insegnanti di sostegno per gli studenti con problemi di apprendimento.

Le scuole private non sono tenute a rispettare le leggi statali in materia agli studenti con esigenze speciali (Special ED), e anche se ospitano gli studenti con bisogni speciali, non hanno un programma Special ED nell’istituto. Spesso questi studenti con DSA che frequentano una scuola privata ricevono aiuto gratis nella scuola pubblica più vicina, dove ci arrivano via scuolabus. Se un bambino è diagnosticato alle elementari con DSA, o altri bisogni speciali, bisogna assicurarsi che le sue necessità di apprendimento, fisiche, o/e comportamentali, siano soddisfatte trovando una soluzione altrove se l’istituto non ha un programma adatto.

Le scuole autonome (private) hanno la libertà di adottare pratiche più efficaci in settori quali curriculum, la pedagogia, il personale e la gestione, e spesso ottengono risultati migliori. Tuttavia, le analisi a livello nazionale, sulle scuole cattoliche, luterane, cristiane conservatrici, ebraiche, e altre scuole private -per un totale di 1.355 scuole private–dimostrano, che queste scuole sono frequentate da studenti che provengono da famiglie avvantaggiate, e il loro successo accademico è connesso al denaro e all’istruzione dei genitori. In più le analisi dimostrano che l’istruzione privata non è alla portata degli studenti più poveri, e quindi non introduce gli alunni a compagni di varie culture, etnie, e condizioni socio economiche. Invece, nelle scuole pubbliche gli iscritti provengono da tutti i ceti sociali, culturali ed etnici.

Secondo il National Center for Education Statistics, le scuole private sono piccole sia come strutture e sia come numero di studenti, e alcuni genitori le scelgono per questo motivo. Inoltre, i rapporti insegnante-studente nelle scuole private tendono a essere più favorevoli, di 9:1 rispetto a circa 17:1 delle scuole pubbliche. Inoltre, non devono rispettare determinate norme statali, richiedono meno tempo lavorativo sulle documentazioni da mandare ad altri istituzioni, e non sono costrette a concentrarsi su punteggi dei test. Di conseguenza, gli insegnanti tendono ad avere maggiore autonomia in classe e avere più controllo creativo sui loro metodi di insegnamento. In altre parole, c’è meno burocrazia e più coinvolgimento dei genitori. Anzi, non solo le scuole private incoraggiano la partecipazione dei genitori, ma si impegnano nell’istruzione dei loro figli.

Eppure, anche se può sembrare un vantaggio, molti esperti ritengono che un’educazione omogenea sia uno svantaggio per gli studenti, perché lasciata la scuola, i giovani si troveranno in difficoltà e avranno meno probabilità di inserirsi nel mondo globalizzato in cui viviamo.

L’istinto dei genitori è di proteggere i propri figli da tutto e da tutti. Con i miei tre figli sono stata una madre troppo protettiva, e credo che a volte abbia anche esagerato. Perciò, avendo avuto entrambe esperienze, scuole private e pubbliche, mi concedo di sottolineare che per i giovani sia meglio che frequentino la scuola pubblica, dove avranno molte possibilità, non solo di imparare ma anche di capire gli altri e le culture diverse, e potersi integrare senza problemi o disagi nella società di oggi.

Le scuole “buone”, sono quelle dove ci si sente a proprio agio. I bambini non sentono disagio, non vedono differenze, e riescono a imparare in qualunque scuola con l’appoggio dei genitori. Siamo noi adulti che sentiamo il disagio e vediamo le differenze.

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