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Come sta l’italiano? Presente e futuro di una lingua

Situazione e strategie per la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo

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Dennis Looney, David Ward, Lucia Pasqualini, Teresa Fiore, Francesco Genuardi

Alla Montclair University, una conferenza promossa dall'Inserra Chair, fa il punto sulla situazione della lingua italiana nel mondo e negli USA e propone strategie per il futuro. Tra gli interventi, Dennis Looney, David Ward e Lucia Pasqualini

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Martedì 15 novembre, alla Montclair State University si è tenuta una conferenza riguardante la lingua italiana, dal titolo Come sta l’italiano?. L’incontro,  promosso dalla cattedra Inserra in Italian & Italian American Studies, mirava ad analizzare la situazione corrente della lingua italiana negli Stati Uniti e a proporre nuovi progetti per il futuro. All’evento hanno partecipato gli esperti Dennis Looney e David Ward, il console generale italiano a New York, Francesco Genuardi, e il coordinatore della promozione della lingua italiana all’estero del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Lucia Pasqualini.

Dopo una breve introduzione di Teresa Fiore, chair dell’Inserra, e del console italiano, riguardo alla posizione dell’italiano nel mondo e alla sua utilità nel contesto odierno, i relatori hanno portato alla luce diversi aspetti della lingua italiana.

Francesco Genuardi

Il console Francesco Genuardi e, a sinistra, Teresa Fiore e Robert Friedman, preside del College of the Humanities and Social Sciences

Dennis Looney, direttore del Programs and ADFL Department e della Modern Language Association, ha affrontato la situazione delle lingue nel mondo di oggi. Looney ha illustrato come, dopo gli anni Sessanta, il mondo delle lingue, dunque anche lo studio dell’italiano, ha subito un grave calo. Seppur l’italiano non sia tra le lingue più colpite, il mondo delle lingue moderne è infatti in crisi. Gli studenti americani, ha spiegato Looney, stanno abbandonando lo studio delle lingue per privilegiare corsi più tecnici: una situazione non proprio rosea per la lingua del Bel Paese. Il docente ha poi dimostrato l’utilità del sapere le lingue non come arricchimento personale, ma anche, e soprattutto, nel mondo lavorativo. Infatti, al centro della presentazione era l’importanza dell’italiano e delle lingue nel mondo del turismo, del design e del fashion, nell’industria delle lingue, delle scienze e delle tecnologie.

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David Ward

Sulla base degli studi presentati dal professor Looney, David Ward, professore e coordinatore degli studi italiani presso il Wellesley College, ha illustrato alcuni dei nuovi metodi di insegnamento dell’italiano mirati ad attrarre più studenti, e quindi rispondere a questa “crisi delle lingue”, ma anche ad un’esperienza linguistica più efficace. Gli esperti infatti si sono chiesti: “Come possiamo creare dei corsi che possano rendere giustizia alla ricchezza della lingua italiana e allo stesso tempo tenere il passo con le nuove tecnologie del mondo globalizzato?” La risposta è stata trovata nei corsi online. Grazie alla piattaforma edX, nel 2014, Daniela Bartalesi, una collega di Ward, è riuscita a creare una solida offerta di corsi di italiano online, dai quelli per principianti a quelli più avanzati, che ha riscontrato un enorme successo. Gli iscritti, infatti, possono accedere al corso in qualsiasi luogo e da qualsiasi dispositivo, rendendo così l’apprendimento facile e comodo. Il progetto di Wellesley è sostenuto dal MAECI con i fondi a supporto delle cattedre di italiano. Per il 2017, più di 51.000 persone risultano iscritte. 1.300 corsi sono universitari specificamente (a questi si aggiungono quelli fuori dai campus, numerosissimi). Ward si è infatti detto convinto che il futuro dello studio della lingua italiana sia in larga parte nell’apprendimento a distanza.

Infine, Lucia Pasqualini ha riportato il successo ottenuto dagli Stati Generali della Lingua Italiana tenutisi lo scorso mese di ottobre a Firenze. Pasqualini si è dichiarata molto soddisfatta dei risultati ottenuti dall’evento e della straordinaria presenza di entrambe le principali cariche istituzionali, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Inoltre, Pasqualini ha parlato dell’importanza della cultura italiana e della sua fama internazionale per attrarre più persone verso la lingua, ma anche come mezzo comunicativo per aiutare l’industria e le aziende italiane. Secondo la Pasqualini, infatti, la cultura italiana sarebbe in grado di fare leva sul pubblico e incrementare le vendite dei prodotti delle imprese italiane.

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Lucia Pasqualini

Specie negli Stati Uniti, la cultura e la lingua italiana hanno un peso importante. A prova di ciò 400 dei 1.300 corsi di italiano organizzati in tutto il mondo hanno base negli USA. Lo scopo è utilizzare la fama della cultura italiana per poter attrarre e appassionare più persone alla lingua, perché imparare una lingua significa anche conoscere una cultura. Come responsabile della promozione della lingua italiana all’estero, Pasqualini vede il futuro della lingua italiana nella creazione di programmi bilingue (per i quali lei stessa si è impegnata in prima persona quando era vice console a New York) e multilingue.

Anche se l’italiano sta attraversando una fase piena di sfide, alla fine della conferenza sembrava esserci un’aria di speranza e, soprattutto, di innovazione, sia nei metodi di insegnamento che di comunicazione. Una risposta al passo coi tempi è già in atto per salvaguardare il futuro della lingua italiana all’estero. Alla luce dei fatti illustrati durante il convegno, la risposta alla domanda che dava il titolo all’evento è che, tutto sommato, l’italiano sta abbastanza bene.

Guarda un video di presentazione dell’evento (in inglese):


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